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Tamponamento a catena: ultime sentenze

10 Gennaio 2020
Tamponamento a catena: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: tamponamento a catena di autoveicoli in movimento e presunzione di pari colpa; risarcimento danni da sinistro stradale; tamponamento a catena sull’autostrada; tamponamento a catena tra veicoli fermi.

Tamponamento a catena di autoveicoli in movimento

La presunzione stabilita dall’art. 2054 comma 2 c.c. è applicabile anche nei casi di tamponamento a catena di autoveicoli in movimento, con conseguente presunzione “iuris tantum” di colpa in eguale misura di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato) fondata sull’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia fornita la prova liberatoria di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Tale presunzione costituisce criterio di distribuzione della responsabilità che opera sul presupposto dell’impossibilità di accertare con indagini specifiche le modalità del sinistro e le rispettive responsabilità, oppure di stabilire con certezza l’incidenza delle singole condotte colpose nella causazione dell’evento.

Tribunale Bari sez. II, 03/09/2019, n.3304

Presunzione di colpa e tamponamento a catena

In materia di risarcimento danni da sinistro stradale, nel tamponamento a catena di autoveicoli in movimento trova applicazione l’art. 2054, comma 2, c.c., con conseguente presunzione iuris tantum di colpa in eguale misura a carico di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli tamponati e tamponanti, fondata sulla inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante. Detta presunzione legale di colpa, tuttavia, ha funzione meramente sussidiaria ed opera soltanto se non sia possibile accertare in concreto le rispettive responsabilità dei conducenti nella causazione del sinistro, ossia se non sia possibile accertare in quale misura la condotta dei due conducenti abbia determinato l’evento dannoso ed il grado di colpa in capo agli stessi.

Ne consegue che ove sia accertato l’intervenuto verificarsi del sinistro per colpa esclusiva di uno dei conducenti e che, per converso ed in pari tempo, nessuna colpa sia ravvisabile nel comportamento dell’altro, quest’ultimo resta esonerato dalla presunzione de qua e non è, conseguentemente, tenuto a provare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno e che, pertanto, il sinistro resa ascritto totalmente alla controparte.

Tribunale Ascoli Piceno, 27/05/2019, n.388

Tamponamento a catena tra veicoli in movimento e scontri successivi fra veicoli

In tema di circolazione stradale, nell’ipotesi di tamponamento a catena tra veicoli in movimento trova applicazione l’articolo 2054, comma 2, del Cc, con conseguente presunzione iuris tantum di colpa in eguale misura di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), fondata sull’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia fornita la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Nel caso, invece, di scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta, unico responsabile degli effetti delle collisioni è il conducente che le abbia determinate, tamponando da tergo l’ultimo dei veicoli della colonna stessa.

Cassazione civile sez. III, 27/04/2015, n.8487

Risarcimento del danno

L’accordo con il quale le compagnie assicurative della r.c.a. si impegnano, in caso di sinistro stradale ‘catastrofale’, a corrispondere al proprio assistito il risarcimento del danno derivante dal sinistro in questione, deve interpretarsi esclusivamente come patto che impegna ogni società aderente a liquidare e pagare il debito delle ‘consorelle’ salvo rivalsa e non come contratto a favore di terzo; detto patto non può attribuire, quindi, al danneggiato, un credito e di conseguenza un’azione nei confronti del proprio assicuratore (fattispecie relativa ad un tamponamento a catena).

Cassazione civile sez. III, 17/03/2015, n.5218

La condotta di guida dei conducenti

In caso di tamponamento a catena tra veicoli in movimento, la condotta di guida dei conducenti di tali veicoli deve essere valutata alla stregua dell’art. 2041 1° co. C.c. con la conseguenza sul piano risarcitorio che, nel caso l’ultimo dei veicoli tamponanti, ove il suo conducente non dimostri di aver fatto il possibile per evitare il danno, e che non sussistono eziologie concorrenti, il danno da lui subito dovrà essere posto a suo esclusivo carico.

Corte appello Bari sez. III, 21/01/2014, n.43

Distanza di sicurezza tra veicoli

In tema di circolazione stradale, nell’ipotesi di tamponamento a catena tra veicoli in movimento trova applicazione l’art. 2054, comma 2, c.c., con conseguente presunzione “iuris tantum” di colpa in eguale misura di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), fondata sull’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia fornita la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Nel caso, invece, di scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta, unico responsabile degli effetti delle collisioni è il conducente che le abbia determinate, tamponando da tergo l’ultimo dei veicoli della colonna stessa.

Cassazione civile sez. III, 19/02/2013, n.4021

Inosservanza della distanza di sicurezza

Nel caso di tamponamento a catena tra veicoli in movimento (come nel caso di specie) è consolidato il principio secondo il quale ai veicoli intermedi si applica la presunzione di pari concorso di colpa di cui al comma 2 dell’art. 2054 c.c. rispetto a ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), sulla base della inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante.

Ciò comporta, sul piano delle conseguenze risarcitorie, che ciascun conducente è responsabile dei danni subiti dal veicolo che lo precede ed è pertanto tenuto a sopportare in proprio le spese eventualmente occorse per la riparazione dei danni alla parte anteriore del suo veicolo, mentre ha diritto ad essere risarcito, dal “suo” tamponante, del danno subito alla parte posteriore.

Tribunale Bari sez. III, 04/10/2012

Tamponamento a catena tra macchine ferme

Nella ipotesi di tamponamento a catena tra macchine ferme, in quanto incolonnate, vige il principio, in base al quale la responsabilità di tutti i tamponamenti dei veicoli precedenti viene attribuita all’ultimo veicolo della colonna, l’unico in movimento.

Tribunale Bari sez. III, 04/10/2012

Tamponamento a catena sull’autostrada

In tema di tamponamento a catena sull’autostrada, spetta al conducente dimostrare che il mancato tempestivo arresto del veicolo e la collisione sono stati provocati dalla presenza di una chiazza di gasolio sull’asfalto; l’incidente, infatti, pone a carico dell’automobilista una presunzione “de facto” di inosservanza della distanza di sicurezza, escludendo, pertanto, l’applicazione della presunzione di pari colpa di cui dell’art. 2054 c.c.

Cassazione civile sez. III, 31/03/2010, n.7804

Risarcimento del danno causato da sinistri stradali

In ipotesi di tamponamento a catena tra veicoli fermi, quando sono due i tamponamenti che hanno originato le successive collisioni è evidente che i responsabili, in concorso tra loro, debbano essere considerati entrambi i conducenti. Ed in base a quanto previsto dall’art. 2055 c.c.: “se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno” la parte danneggiata può rivolgersi, per l’integrale soddisfacimento del proprio diritto, nei confronti di ciascuno degli obbligati in solido, per il totale soddisfacimento del proprio diritto.

Infatti, in materia di risarcimento del danno causato da sinistri stradali, qualora venga accertato che più soggetti hanno dato un contributo causale (se pure in misura diversa tra loro) al verificarsi dell’evento dannoso, tutti sono tenuti in solido nei confronti del danneggiato, e non è consentito al giudice di merito limitare alla rispettiva quota-parte di responsabilità.

Giudice di pace Milano sez. X, 04/05/2009, n.11601

Applicazione della presunzione di pari concorso

Il comma 2 dell’art. 2054 c.c. si applica anche al caso di tamponamento a catena di veicoli in movimento, con riguardo ai veicoli intermedi, con esclusione pertanto del primo e dell’ultimo veicolo della colonna, con conseguente presunzione di colpa in eguale misura a carico di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicolo tamponato e tamponante, fondata sulla inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, salva comunque la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Cassazione civile sez. III, 03/07/2008, n.18234

Tamponamento a catena con l’auto in avaria in ultima posizione

È corretta l’attribuzione del 10% di corresponsabilità all’automobilista che, coinvolto in un tamponamento a catena, con l’auto in avaria in ultima posizione, viene travolto da altra auto sopraggiunta per essersi trattenuto sulla sede stradale, anziché mettersi al riparo, come aveva fatto la moglie, assumendo di essersi voluto occupare di eventuali feriti, circostanza rivelatasi non vera, ma piuttosto per indulgere a constatare l’entità dei guasti, mentre egli avrebbe dovuto subito allontanarsi, essendo del tutto prevedibile l’arrivo di altre vetture e notorio che la velocità delle vetture in autostrada è elevata con rischio di difficile o mancato controllo dei mezzi.

Corte appello Milano sez. III, 14/02/2008, n.463


13 Commenti

  1. In una pronuncia interessante, i giudici hanno dato ragione a due automobilisti che chiedevano il riconoscimento della colpa, quale unico responsabile del tamponamento a catena in cui erano stati coinvolti, del conducente dell’ultima automobile, con conseguente condanna al risarcimento del danno. Alla luce della pacifica dinamica dell’incidente, la Suprema Corte ha riconosciuto che l’energia che ha determinato l’urto era stata solo quella trasmessa dall’ultima vettura.

  2. Nel caso di colonna in movimento, si applica la regola generale: si ha una presunzione di responsabilità al 50% tra i due automobilisti (tamponante e tamponato), fondata sull’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, sempre che non venga fornita la prova contraria, da parte di uno dei due, di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

  3. Ma io come faccio a rendermi conto qual è la giusta distanza di sicurezza tra i veicoli? Mica ho il metro dietro…. Sto facendo scuola guida e spero di prendermi al più presto la patente, ma ci sono molte cose su cui sono perplesso e vorrei evitare situazioni o incidenti di questo tipo… Potreste darmi qualche delucidazione in più sulla distanza di sicurezza tra auto? Grazie mille

    1. Nel caso di tamponamento a catena tra veicoli in movimento, trova applicazione una specifica norma del codice civile (quale l’art. 2054, 2 comma) in base alla quale si presume, salvo prova contraria, la colpa in egual misura di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), fondata sull’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante. Il codice della strada [art. 149] stabilisce che la distanza di sicurezza tra due veicoli deve sempre essere commisurata alla velocità, alla prontezza dei riflessi del conducente, alle condizioni del traffico, a quelle planoaltimetriche della strada, alle condizioni atmosferiche, al tipo e allo stato di efficienza del veicolo, all’entità del carico, nonché ad ogni altra circostanza influente. La distanza di sicurezza deve essere almeno uguale allo spazio percorso durante il tempo che passa tra la prima percezione di un pericolo e l’inizio della frenata.

    2. La distanza di sicurezza, che il conducente dell’autoveicolo, ai sensi dell’art. 107 cod. strada, è obbligato a rispettare dal veicolo che lo precede, deve essere calcolata in previsione della normale marcia dei veicoli e non di improvvisi, anomali ed imprevedibili ostacoli; pertanto, non è addebitabile alla violazione del dovere imposto dal citato articolo, il “tamponamento” di un veicolo che si sia improvvisamente inserito nel percorso del veicolo sopraggiungente, ostacolandone la marcia con anomala e non consentita manovra.

  4. Nel caso di tamponamento a catena, che fare per non pagare? Che posso fare per non dover risarcire? C’è un modo per non essere ritenuto responsabile?

    1. Certo che sì: ciascun conducente dovrà provare di aver fatto tutto il possibile, una volta tamponato, per evitare di tamponare il veicolo davanti. In pratica, deve dimostrare di aver rispettato le distanze di sicurezza e che, ad esempio, il vero motivo per cui non si è riusciti ad evitare l’urto è stato la velocità del veicolo proveniente da dietro. È chiaro che il primo veicolo della colonna – che viene tamponato, ma non tampona nessun altro – non avrà mai alcuna responsabilità.

  5. Ecco cosa mi è capiato: l’auto A non vede l’auto B che le sta davanti e che è ferma o ha semplicemente frenato. Così le va addosso e la tampona. Alla sua frenata fa seguito quella dell’auto C che procede dietro di tutte e due e che tampona l’auto B. Insomma, un bel tamponamento a catena… Mi sono spaventata perché ero in auto con mia figlia. In quel momento, tutti pensavano a colpe ecc, ma il mio unico pensiero è stato preservare il suo benessere e farla stare tranquilla.

  6. L’auto A e B sono incolonnate al semaforo. Sopraggiunge l’auto C che, non accorgendosi in tempo della coda, finisce addosso a B, la quale, per il colpo, va a finire contro l’antistante auto A. In tale ipotesi, la responsabilità è solo dell’ultima auto, quella che ha tamponato la penultima e che, così facendo, ha dato origine al tamponamento di A. Chi paga?

    1. Sarà l’assicurazione di C a risarcire tutte le auto che, dopo essere state tamponate, hanno a loro volta tamponato il veicolo antistante.

  7. Mentre ero incolonnato in mezzo al traffico, sono stato tamponato da un’auto spinta, a sua volta, dalla macchina di dietro che l’ha urtata. Anche quest’ultima sostiene però di essere vittima di un ulteriore veicolo che l’avrebbe sfiorata. Insomma, c’è stato un tamponamento a catena. A questo punto, come si stabilisce chi di noi ha ragione e chi ha torto? io ritengo di aver comunque diritto al risarcimento perché non c’entro nulla con lo scontro, ma quello dietro di me non ne vuol sapere in quanto sostiene che non ha colpe neanche lui.L’ultimo dice che può tutt’al più risarcire il danno a quello da lui sfiorato, ma non agli altri. In caso di tamponamento con più auto, chi paga?

  8. Per farvi comprendere meglio la dinamica dell’incidente, pensate alle auto A, B e C incolonnate al semaforo e a distanza ravvicinata tra loro (così come è normale che sia quando si è fermi al rosso). Arriva in ultimo l’auto D che, non accorgendosi della ferma, tampona violentemente C, che a sua volta tampona B, che tampona A. In tali ipotesi, la responsabilità dell’intero scontro è di D benché questi non abbia avuto alcun contatto con le auto A e B, ma solo con C.

    1. Per ottenere il risarcimento, ciascun danneggiato dovrà rivolgersi alla propria assicurazione. Funziona, infatti, anche in questi casi, il meccanismo del cosiddetto indennizzo diretto in forza del quale il danneggiato non è costretto a rivolgersi alla compagnia del danneggiante ma a quella con cui ha firmato la polizza. È vero infatti che la legge sull’indennizzo diretto non è applicabile agli incidenti con più auto, ma ciò non vale se il responsabile è uno solo.

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