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Pignoramento conto: come salvare i soldi

8 Gennaio 2020
Pignoramento conto: come salvare i soldi

Come evitare il blocco del conto in banca e tutelare i risparmi dai creditori: le opzioni legali. 

Come vivere tranquilli sapendo che, per dei debiti non pagati, il proprio conto corrente potrebbe sul più bello essere bloccato dai creditori? Naturale chiedersi, quando non si ha modo di pagare, come salvare i soldi dal pignoramento del conto. 

Per quanto strano ti possa sembrare, la legge ti offre una serie di soluzioni. Soluzioni che, se apparentemente potrebbero sembrare dei mezzi per raggirare i creditori, sono formalmente lecite. Di sicuro, nessuno potrà contestarti alcun reato. Tutt’al più, se qualcuno riuscisse a dimostrare che hai agito solo al fine di sottrarre le tue disponibilità economiche all’esecuzione forzata, questi potrebbe agire nei tuoi riguardi con un’azione revocatoria entro cinque anni. Azione di tipo puramente civile (non penale), che ha lo scopo di rendere inefficace l’atto di disposizione che hai compiuto: in pratica, verrebbero messe indietro le lancette dell’orologio. Ma, affinché ciò riesca, è necessario dimostrare l’intento fraudolento che ha mosso te e i tuoi complici, cosa tutt’altro che semplice. 

Ma procediamo con ordine. Ecco allora, in caso di pignoramento del conto, come salvare i soldi. 

Prelievi dal conto

Prelevare denaro dal tuo conto corrente è un diritto che nessuno ti può togliere, anche se si tratta di contanti. Né la banca può impedirti di farlo, né i creditori potranno revocare tale atto qualora, dagli estratti conto, dovessero accorgersi che, poco alla volta, hai svuotato tutto il deposito.  

Sappi però che, per prelievi superiori a 10mila euro nell’arco dello stesso mese, potrebbe partire una segnalazione alla Uif, l’Unità di informazione finanziaria che, allertata proprio dalla tua stessa banca, è tenuta a verificare se, dietro al prelievo, vi sia uno scopo criminale. In quel caso, se si ravviseranno gli estremi di un reato, verrà inviata una segnalazione alla Procura della Repubblica per l’eventuale apertura di un fascicolo penale. 

Quel che ti interessa sapere, almeno ai fini della tutela da un eventuale pignoramento, è che, se prelevi i contanti e li tieni in casa, difficilmente qualcuno te li potrà prendere. Certo, un eventuale pignoramento mobiliare potrebbe riguardare qualsiasi bene custodito nella tua abitazione e l’ufficiale giudiziario ha il potere di ordinarti di aprire la cassaforte. Ma sono sicuro che un “errore” del genere non lo commetteresti mai.  

Farsi rilasciare assegni circolari

Un altro modo per salvare i soldi dal pignoramento del conto è quello di chiedere alla tua banca l’emissione di assegni circolari. L’istituto di credito preleverà dal tuo conto le somme da te richieste e, in cambio, ti consegnerà uno o più titoli. Questi saranno intestati ad una persona da te indicata, magari un familiare, comunque di tua fiducia. In questo modo, la somma esce definitivamente dal tuo conto corrente: sarà come se fosse stata spesa. Conserverai poi gelosamente gli assegni in casa, avendo cura di non incassarli fino a quando il rischio di un pignoramento è definitivamente cessato. Del resto, hai tre anni di tempo per incassare l’assegno o chiederne la revoca con riaccredito dell’importo sul tuo stesso conto. Nell’arco di tale triennio, sarà la banca a custodire la somma riportata sugli assegni circolari, senza rischio di perderla. In pratica, il denaro si troverà accantonato in un fondo a parte, distinto dal tuo c/c. Sicché, se anche qualcuno dovesse notificarti un pignoramento presso terzi, la banca sarebbe tenuta a riferire che sul tuo conto non ci sono più i soldi. 

Leggi: come evitare il pignoramento con l’assegno circolare 

Separazione e assegno una tantum

Una bella e buona simulazione è quella della separazione tra moglie e marito, atto attaccabile dai creditori entro massimo 5 anni quando vi sia la prova che l’intenzione dei coniugi era, in realtà, solo quella di separare i patrimoni. Qui, il marito acconsente a dare, all’ex moglie, al posto del mantenimento mensile, un assegno una tantum, ossia in un’unica soluzione. Questa somma viene versata con assegno circolare dinanzi al giudice che ne attesta la consegna. Anche qui il denaro esce dal patrimonio del debitore e non può più essere pignorato. 

Apertura di affidamento

Non pensare di mettere i soldi in carte prepagate che restano pignorabili. Più difficilmente rintracciabile è un conto PayPal o un conto N26: si tratta di banche estere che non sono tenute a rivelare i tuoi dati all’Anagrafe dei conti correnti. Ed è proprio a questo archivio, detenuto dall’Agenzia delle Entrate, che i creditori si rivolgono per sapere dove nascondi i risparmi. 

Una soluzione valida, però, sarebbe quella di chiedere un’apertura di credito alla tua banca e tenere il conto costantemente in rosso, ma pur sempre nei limiti dell’affidamento. In questo caso, tutti i versamenti che farai sul conto e i bonifici ricevuti andranno a ripristinare tale affidamento, ma non costituiranno attivo pignorabile. Un’operazione di questo tipo è costosa: la banca, infatti, pretende interessi passivi elevati sulle somme concesse in prestito.

Se il conto è del lavoratore dipendente

Se sei un lavoratore dipendente e hai un conto corrente su cui viene accreditato lo stipendio, potresti chiedere all’azienda che ti versi la busta paga sul conto di un familiare, ma ciò non impedirebbe un pignoramento direttamente in capo al datore di lavoro. Se, invece, il pignoramento avviene in banca, esso potrà intaccare solo le somme che superano il triplo dell’assegno sociale. In buona sostanza, se in banca hai più di 1.350 euro (all’incirca), verrà bloccata solo l’eccedenza e non il resto (necessario alla tua sopravvivenza). Tuttavia, tutti i successivi accrediti verranno trattenuti dalla banca nella misura massima di un quinto.

C’è chi si dimette dall’azienda o si fa licenziare per bloccare il pignoramento, ma sappi che i creditori potrebbero in quel caso attaccare il tuo Tfr o la pensione. 

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4 Commenti

  1. Buongiorno,

    Ho effettuato un bonifico ad un parente di primo grado, a titolo di donazione. Non é stata effettuata alcun atto notarile.
    Decorsi 5 anni il bonifico sarebbe ancora revocabile?

    1. Tutte le volte in cui si regala un bene di “non modico valore”, la donazione è valida solo se la si fa davanti a un notaio e in presenza di due testimoni. Ci vuole cioè quello che la legge chiama «atto pubblico», comunemente detto rogito notarile. Questo al fine di dare la massima importanza a una decisione che può comportare un impoverimento del patrimonio del donante.Ma quando una donazione si considera di “non modico valore”? Il riferimento va fatto, caso per caso, in base alle condizioni economiche del donante. Quindi si tratta di un parametro soggettivo che muta in base al reddito. Ad esempio, una persona che guadagna 10mila euro al mese non avrà grosse difficoltà a regalare, a fine anno, al proprio figlio, 20mila euro. Diversa è la soluzione per chi ha solo mille euro in busta paga. Dunque, quando – in rapporto alle condizioni economiche del donante – la donazione è di modico valore, non c’è bisogno di andare dal notaio. In tutti gli altri casi, invece, sì; e se manca l’atto pubblico la donazione è nulla.Quando un contratto – come appunto la donazione – è nullo, i suoi effetti non si producono sin dall’inizio. Quindi il donatario non diventa proprietario del bene. In più la nullità può essere fatta valere in qualsiasi momento, senza limiti di tempo, anche dopo numerosi anni. Le implicazioni pratiche sono svariate. Innanzitutto, alla morte del donante gli eredi potranno contestare la donazione avvenuta senza rogito notarile. In secondo luogo anche lo stesso donante ci potrà ripensare e, revocando la donazione, chiedere la restituzione dei soldi.Sotto un profilo fiscale, paradossalmente, la donazione nulla sconta le tasse. Significa che, nonostante da un punto di vista civilistico l’atto non produce effetti, li produce invece sotto un profilo tributario. Per maggiori informazioni, leggi questo articolo https://www.laleggepertutti.it/217540_la-donazione-con-bonifico-senza-notaio-e-valida

  2. Buongiorno, la banca mi ha appena avvisato che il mio conto è stato bloccato per pignoramento, Sul conto ci sono 400 Euro, come mai sono stati bloccati? Riguardo ai futuri accrediti dello stipendio, essendo quest’ultimo più o meno di 1500 euro netti, in che percentuale potrà essere pignorato? Grazie

    1. Ti consigliamo la lettura dei seguenti articoli:
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      -Cosa significa pignoramento conto corrente https://www.laleggepertutti.it/334609_cosa-significa-pignoramento-conto-corrente
      -Pignoramento conto corrente senza soldi https://www.laleggepertutti.it/338050_pignoramento-conto-corrente-senza-soldi

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