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Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la busta paga?

8 Gennaio 2020
Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la busta paga?

Cedolino: è un diritto del dipendente averne copia e che fare se l’azienda non ne consegna la copia? La denuncia all’Ispettorato del lavoro per mancata consegna della busta paga.

Da qualche mese, il tuo datore di lavoro non ti consegna più la busta paga. A questo si aggiungono anche numerosi ritardi nell’accredito dello stipendio. L’assenza del cedolino, però, ti impedisce di controllare se i calcoli dello stipendio sono stati fatti correttamente. Hai fatto più volte presente la questione all’ufficio personale, ma senza risultati: secondo il loro modo di vedere, l’importante è che ci sia stato il pagamento della retribuzione. È davvero così? Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la busta paga? Ecco cosa dice la legge in proposito.

Cos’è la busta paga

La busta paga – anche conosciuta come cedolino o, più propriamente, anche prospetto paga – è quel documento in cui il datore di lavoro attesta tutti i principali elementi del rapporto di lavoro e della retribuzione erogata al proprio dipendente. In particolare, vanno indicati:

  • i dati del lavoratore: nome, cognome, codice fiscale, qualifica;
  • la mensilità a cui la retribuzione si riferisce;
  • l’ammontare della retribuzione (compreso l’assegno al nucleo familiare) con le singole voci che la compongono;
  • gli scatti di anzianità;
  • la quota del Tfr accantonata;
  • le trattenute effettuate alla fonte (ossia dal datore stesso) con l’espressa distinzione del netto dal lordo dello stipendio.

Le singole annotazioni sulla busta paga devono corrispondere esattamente a quanto riportato sul libro unico del lavoro.

La legge non ha stabilito volutamente un particolare modello di busta paga per permettere ai datori di lavoro di utilizzare prospetti conformi ai propri sistemi amministrativo-contabili; alcuni contratti collettivi prevedono espressamente l’adozione di documenti equivalenti per scopo busta paga.

La firma sulla busta paga

La consegna della busta paga si accompagna quasi sempre alla firma del dipendente per “ricevuta e accettazione”. La suddetta firma, però, non vale come quietanza liberatoria. E anche laddove sul cedolino dovesse essere riportata la dicitura “per ricevuta e quietanza”, il dipendente potrebbe comunque contestare il mancato ricevimento dello stipendio. Spetta, piuttosto, al datore di lavoro dimostrare il contrario, ossia l’assolvimento del proprio obbligo. È questo il risultato della recente modifica legislativa che ha imposto il versamento della retribuzione mediante strumenti tracciabili. Dunque, l’unica prova per attestare il pagamento dello stipendio non è più la liberatoria del dipendente, ma la documentazione (che spetta all’azienda produrre) relativa al versamento della retribuzione sul conto corrente, o tramite consegna dell’assegno o con qualsiasi altra modalità di pagamento elettronico.

La consegna della busta paga è obbligatoria?

Il datore di lavoro, al momento della corresponsione della retribuzione, è obbligato a consegnare ai propri dipendenti la busta paga, firmata, siglata o riportante il proprio timbro.

In caso di mancata o ritardata consegna al lavoratore della busta paga, di omissione o di inesattezza delle registrazioni in essa contenute, scatta una sanzione nei confronti del datore da 150 a 900 euro.

Se le omissioni o inesattezze della busta paga o la mancata o ritardata consegna della stessa si protraggono per più mensilità, la sanzione può essere aumentata sino al triplo.

Quando va consegnata la busta paga?

La legge non stabilisce un termine ultimo entro cui la busta paga deve essere consegnata al dipendente. La stessa normativa è carente nell’indicazione del termine entro cui deve avvenire il versamento dello stipendio, termine questo che viene stabilito dai contratti collettivi nazionali. L’interpretazione più diffusa individua il termine per consegnare la busta paga nel termine entro cui il datore di lavoro deve pagare la retribuzione ai dipendenti.

Come deve essere consegnata la busta paga al dipendente?

Il datore di lavoro può inviare la busta paga al dipendente con consegna a mani o anche tramite email (a condizione che si tratti di un indirizzo intestato al lavoratore provvisto di password personale).

L’invio può essere curato dall’azienda o anche dal consulente del lavoro delegato da quest’ultima. In tal caso, però, la responsabilità per il mancato invio ricade comunque sul datore di lavoro.

La busta paga può essere consegnata anche caricando il file pdf su un sito web dotato di un’area riservata, con accesso consentito al solo lavoratore interessato mediante apposita password o codice segreto personale.

Che fare se il datore di lavoro non consegna la busta paga?

Se il datore di lavoro non consegna la busta paga, il dipendente può presentare una denuncia all’Ispettorato del Lavoro con sede nel luogo ove si trova la sede dell’azienda presso cui presta la propria attività. Lì, di solito, sono disponibili degli appositi modellini prestampati da compilare.

La denuncia deve comunque indicare i seguenti elementi:

  • dati identificativi del datore di lavoro;
  • posizione Inps ed Inail dell’azienda;
  • narrazione breve e circostanziata della violazione che il dipendente ritiene essere stata commessa dal datore di lavoro;
  • ogni altro elemento utile a consentire all’autorità di accertare la violazione commessa dall’azienda.

L’inoltro di una denuncia condurrà sicuramente ad un accesso ispettivo da parte dell’Ispettorato. In questo caso, il datore di lavoro dovrà essere in grado, in risposta alla richiesta degli ispettori, di dimostrare l’avvenuto assolvimento dell’obbligo di consegna delle buste paga. In caso contrario, il datore di lavoro si esporrà alle sanzioni che abbiamo esaminato sopra.

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Autore immagine: 123rf com.


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