Pagamento con pos: i negozi sono obbligati ad accettarlo?

8 Gennaio 2020
Pagamento con pos: i negozi sono obbligati ad accettarlo?

A partire da quale importo il negoziante è obbligato ad accettare la carta di credito o il bancomat? Quali sanzioni sono previste?

Hai avuto uno spiacevole diverbio con un barista, che ha rifiutato il pagamento tramite bancomat della tua consumazione – cappuccino, cornetto e succo d’arancia – per un totale di circa 10 euro. Il cassiere sosteneva di essere sprovvisto di pos, così ti ha costretto a pagare in contanti, gli ultimi che avevi nel portafogli. Ti chiedi cosa preveda la legge a riguardo: i negozi sono obbligati ad accettare il pagamento con pos? 

Pagamento con Pos: è obbligatorio?

Da diverso tempo, si parla spesso di lotta all’evasione tramite l’incentivazione dei pagamenti elettronici, quelli cioè eseguiti tramite carte di credito, di debito (bancomat) e tradizionali bonifici. Tali strumenti, infatti, permettono la tracciabilità degli scambi di denaro, impedendo che si verifichi l’evasione Iva, una delle principali piaghe del Fisco italiano. In tutto questo, però, le commissioni che i gestori delle macchinette pos impongono agli esercenti su ogni transazione ha disincentivato l’utilizzo di tali strumenti. Il Governo ha tentato di risolvere la questione, ma sino ad oggi con scarsissimo successo. 

Tutto nasce dal Governo Monti. L’art. 15 del DL 179/2012 (L. 221/2012) e successive modificazioni ha stabilito che, a decorrere dal 30 giugno 2014, i soggetti che effettuano l’attività di prodotti e di prestazioni di servizi, anche di natura professionale, sono tenuti ad accettare anche i pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito, salvi i casi di oggettiva impossibilità tecnica. 

Originariamente, il legislatore aveva previsto la possibilità di rifiutare i pagamenti a mezzo “moneta elettronica” qualora la singola operazione non fosse superiore a 30 euro. Successivamente, con la legge 208/2015, di Stabilità per 2016, tale limite è stato ridotto a 5 euro. Il riferimento preciso è contenuto nell’articolo 1, comma 900, ove è stabilito che, «al fine di promuovere l’effettuazione di operazioni di pagamento basate su carta di debito o di credito e in particolare per i pagamenti di importo contenuto, ovvero quelli di importo inferiore a 5 euro, entro il 1° febbraio 2016, il ministero dell’Economia e delle finanze provvede con proprio decreto, di concerto con il ministero dello Sviluppo economico, sentita la Banca d’Italia, ad assicurare la corretta e integrale applicazione del regolamento Ue n. 751/2015 del Parlamento europeo e del Consiglio». 

Il negoziante è, quindi, obbligato ad accettare il pagamento con pos. Tuttavia, il vero problema non è l’esistenza dell’obbligo, ma la sanzione per il caso di violazione della normativa. Sanzioni che, sino ad oggi, non sono mai state previste. 

Rifiuto pagamento Pos: quali sanzioni?

Il decreto fiscale, collegato alla legge di bilancio del 2020 aveva previsto delle multe da comminare a tutti i commercianti e i professionisti non muniti di Pos o che rifiutino il pagamento tramite bancomat. Nello specifico, la sanzione prevista era pari a 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento con carte.

Subito, si è alzata la protesta delle organizzazioni rappresentative che hanno denunciato il tentativo del Governo di penalizzare i piccoli esercenti, imponendo ulteriori costi. Costi legati non solo all’acquisto dei cosiddetti point of sale (appunto i pos), ma anche alle commissioni. Su uno scontrino di 3 euro, il cui guadagno netto è già risicato, la percentuale da versare all’istituto di credito finisce per essere eccessivamente elevata. 

Tutto da capo quindi. Ad oggi, sussiste una situazione apparentemente paradossale: commercianti, artigiani e professionisti sono obbligati per legge a dotarsi di Pos e, pertanto, non possono negare ai propri clienti la possibilità di pagare tramite carta o bancomat. Tuttavia, se ciò dovesse succedere, non sono ci sono conseguenze: non è prevista alcuna sanzione per chi non accetta pagamenti tramite Pos. Inutile, quindi, denunciare il commerciante o segnalarlo alla Finanza.

Tutt’al più, il consumatore potrà rifiutarsi di pagare in contanti, chiedendo la possibilità di saldare il conto un altro giorno, dopo aver prelevato al bancomat. Il ritardo sarà, quindi, giustificabile e non produrrà aggravi o interessi di sorta. 



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23 Commenti

  1. Interessante . Ma i prodotti di monopolio ( tabacchi) si possono pagare con bancomat ? Il tabaccaio , si può rifiutare ?

    1. Certo che il tabaccaio può rifiutarsi,, ma tu puoi sempre dirgli che ,, non avendo contante in tasca,, a pagare passerai un altro giorno…..scommetto che il tabaccaio ora ACCETTA.!!

      1. Considera che i prodotti di monopolio o i servizi forniti tramite Lottomatica e SISAL hanno aggio fisso, se la commissione della banca supera il guadagno, come farà un tabaccaio a farti pagare un pacchetto di sigarette con bancomat?

          1. completamente d’accordo, poi adesso sopra i 5 euro è obbligatorio anche per loro

        1. esatto , qualcuno deve dire a certi ILLUMINATI che con quella cartina oltre a poter pagare si puo anche prelevare.

        1. IL TABACCAIO NON SI PUO RIFIUTARE A FARE PAGARE ANCHE UN ARTICOLO DA 1 € E OBBLIGATO , ALTRIMENTI IL CONSUMATORE PUO DIRE PASSO IN UN’ALTRO GIORNO A PAGARTI E NON TI PUO TRATTENERE

          1. No il cliente non prende niente, se non paga, altrimenti è tutto con destrezza,

          2. Se non paghi, il tabaccaio si riprende la merce e tu esci dal negozio a mani vuote, voglio vedere chi di voi accetta il pagamento pos sapendo che non ci guadagna. Tabaccaia anonima.

  2. Dovrebbero muoversi al governo togliendo i costi relativi ai pagamenti col POS.
    I soldi sono pieni di schifezze, batteri e virus. Anche la cartamoneta veicola in covid, ma il governo non vuole litigare con le banche. C’era da aspettarselo?

  3. Non voglio che gusti ,tendenze e altri metodi finiscano nelle mani del governo che poi rivende a sue aziende di “piacere” i miei dati personali..”dubium populo”

  4. Volevo dire ai vari TABACCAI ANONIMI che vi voglio vedere tra qualche mese quando non potrete più fare quello che vi pare e RIFIUTARE il pagamento con pos.
    Ps la fumatrice anonima che compra la stecca di siga dall’unico tabaccaio che accetta il bancomat!
    Sempre ps. io senza siga posso anche rimanere, tu senza fatturato NON LO SO!

  5. Io acquisto sempre stecche di sigarette, se il tabaccaio non accetta il Bancomat cambio tabaccaio … chi ci guadagna ??

  6. Su un pacchetto di sigarette si guadagnano puliti 20 centesimi, non credo ci sia altro da aggiungere.

    1. Esattamente, mentre in entrambe le transazioni, quella del tabaccaio e quella dell’utente, la banca guadagna due volte. Gli italiani lo capiranno?

  7. le commissioni vanno fatte pagare per metà al consumatore
    e l’altra metà al negoziante
    questo risolverebbe l’uso della moneta elettronica per piccole spese

    1. Appoggio in pieno, non è possibile che tutti i costi ricadano solo sui esercenti. Cosi almeno per equilibrare le parti.

  8. commenti da social sinistroidi quelli che segnano come impiegati i 50 metri fatti in piu per farsi rimborsare il carburante o segnano il 10 minuti in piu fatti al lavoro non volete pagare in contanti una stecca dove il tabaccaio su 60 euro ne guadagna 2.70 euro ci devi mettere lo 0.40 dell importo dei 60 euro e la spesa di noleggio finale su 60 euro guadagna 1.30 magari volete anche l accendino non vi ci mando perche mi censurano . ma andate a ……………..

  9. Io dico che ad ognonu i suoi problemi , sono i negozianti che devono inca@@arsi con lo stato e le banche mica noi consumatori , ad ognuno i suoi problemi , se c’è la legge che posso pagare con bancomat il problema non deve essere il mio , poi vorrei vedere pagare tutti in contanti poi la sera quando chiudi arriva uno stron@o e ti ruba tutto l incasso …
    Contento ???

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