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Minacce: si va in carcere?

28 Gennaio 2020 | Autore:
Minacce: si va in carcere?

Reato di minacce: cosa dice la legge? Qual è la differenza tra minaccia semplice e minaccia grave? Perché il condannato per minacce non va in prigione?

Gli atti di violenza che, purtroppo, vengono commessi nei confronti delle vittime sono spesso preceduti da intimazioni e avvertimenti: in altre parole, da minacce. La minaccia può essere perciò il segnale che qualcosa di brutto potrà accadere. È vero: molte volte si prospetta una male ingiusto a un’altra persona senza poi dar seguito all’intimidazione. Spesso, però, non è così, e alle minacce verbali seguono i fatti. Con le sole minacce si va in carcere?

Devi sapere che, secondo il codice penale, anche una semplice minaccia costituisce reato; tuttavia, ciò non significa che, in caso di condanna, si apriranno le porte del carcere per il reo: come ti spiegherò nel corso di questo articolo, infatti, quasi mai si va in carcere per minacce. Perché? Cosa prevede la legge a riguardo? Se l’argomento ti interessa perché anche a te è capitato qualcosa del genere, oppure semplicemente perché sei appassionato di questioni giuridiche, prosegui nella lettura: vedremo insieme se per il reato di minacce si va in prigione.

Reato di minacce: cosa dice la legge?

Secondo il Codice penale [1], chiunque minaccia qualcun altro prospettandogli un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro.

Se la minaccia è grave o è commessa con modalità che la legge ritiene particolarmente pericolose (ad esempio, minaccia fatta con le armi o con scritto anonimo, oppure ancora proveniente da un gruppo di persone; ecc.), la pena è della reclusione fino a un anno; in quest’ultimo caso, tra l’altro, si procede d’ufficio.

Minaccia: in cosa consiste?

Per la legge, la minaccia è un comportamento penalmente illecito che consiste nel prospettare ad altri un male ingiusto, cioè una conseguenza negativa illegale.

In altre parole, la minaccia è un atteggiamento intimidatorio che compromette la capacità della vittima di autodeterminarsi e consistente nella prospettazione implicita o esplicita di un male ingiusto e futuro. Classica minaccia è quella del tipo “Se non la smetti ti uccido”, oppure “Te la farò pagare”.

Minaccia grave: si va in carcere?

Nel primo paragrafo abbiamo visto cosa dice il codice penale a proposito della minaccia:

  • nel caso di minaccia semplice, è prevista solamente la pena pecuniaria della multa;
  • nell’ipotesi di minaccia grave, invece, il codice prevede la reclusione fino a un anno.

In pratica, solamente nell’ipotesi di minaccia grave si va in carcere; dovrà quindi trattarsi di un’intimidazione particolarmente seria, ad esempio perché fatta con le armi (pensa a chi minaccia di uccidere un’altra persona brandendo una pistola) o con altre modalità che facciano pensare che alla minaccia si darà senz’altro seguito.

Ma davvero con una sola minaccia, seppur grave, si rischia di finire in gattabuia? La condanna per il reato di minacce fa aprire le porte del carcere? in teoria, sì; in pratica, però, le cose sono differenti. Vediamo perché.

Minacce: perché non si va sempre in prigione?

In realtà, è ben difficile che per delle minacce si vada in prigione; ti spiego subito perché. In Italia esistono degli istituti giuridici che consentono a colui che ha subito una condanna di evitare il carcere, soprattutto se si tratta di un reato tutto sommato non grave, com’è appunto quello di minacce.

Ad esempio, per pene inferiori ai due anni è possibile ottenere la sospensione condizionale della pena [2]: in pratica, la pena sospesa preclude qualsiasi effetto alla condanna, di modo che colui che è stato riconosciuto colpevole e sia stato condannato non dovrà andare in prigione né pagare alcuna multa.

Per pene fino a quattro anni, poi, è possibile chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali: praticamente, invece di finire dietro le sbarre il condannato accetta di seguire un percorso di recupero presso un’associazione o una comunità, in modo da poter svolgere lavori socialmente utili.

Ancora, l’imputato per minacce può sempre contare su uno sconto di pena, ad esempio nel caso in cui il giudice gli riconosce le attenuanti generiche. In tal caso, ha diritto alla riduzione della pena pari a un terzo.

Altri sconti di pena possono essere ottenuti scegliendo il rito abbreviato oppure il patteggiamento (anche se, in realtà, è difficile immaginare un avvocato che consigli al proprio cliente di patteggiare per un reato come quello di minacce).

Quando si va in carcere per minacce?

Tirando le fila di quanto detto sinora, possiamo dire che per minacce si va in carcere:

  • se il condannato era già pregiudicato e, dunque, non ha potuto beneficiare della sospensione condizionale della pena;
  • la condotta dell’imputato era particolarmente grave e il giudice non ha accordato alcuna attenuante;
  • le minacce sono state compiute insieme a reati più gravi che hanno impedito la concessione di qualsiasi sconto di pena o attenuante (pensa, ad esempio, alle minacce cui sono seguiti atti di violenza fisica, ecc.).

note

[1] Art. 612 cod. pen.

[2] Art. 163 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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