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Concorsi pubblici da oggi a pagamento

19 dicembre 2011 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 dicembre 2011



Chi vuole partecipare ai concorsi per l’assunzione di personale dirigenziale delle amministrazioni pubbliche deve pagare le spese di procedura.

Una disposizione contenuta nell’ultima legge di stabilità [1], che forse è sfuggita a molti, ha inventato un nuovo – ennesimo – balzello, rendendo di fatto “a pagamento” tutti i concorsi pubblici.

Il comma 45 dell’art. 2 stabilisce che, per la partecipazione ai concorsi per il reclutamento del personale dirigenziale delle amministrazioni pubbliche [2], è dovuto un diritto di segreteria, quale contributo per la copertura delle spese della procedura.

Insomma, quello che normalmente viene chiamato, per renderne più soft l’accettazione, “diritto di segreteria”.

L’importo verrà fissato, di volta in volta, con il bando ed potrà essere compreso tra 10 e 15 euro.

Restano escluse le Regioni, le Province autonome, gli enti locali e quelli del Servizio sanitario nazionale.

Ci sono, però, alcuni dubbi sulla costituzionalità di tale disposizione.

Infatti, solo nel caso in cui la Pubblica Amministrazione renda al cittadino un “servizio” questa può pretendere un “corrispettivo”.

Invece il concorso pubblico è un metodo previsto dalla Costituzione per reperire le migliori risorse umane a cui affidare i pubblici poteri (la gara, infatti, almeno in astratto, serve per selezionare “i migliori”). Esso quindi non è un servizio nel senso stretto e i relativi oneri non potrebbero essere a carico del candidato.

Peraltro la Costituzione consente la tassazione solo per quei “fatti” che siano espressione di una capacità contributiva del cittadino. Al contrario, la partecipazione a un concorso è piuttosto indice della necessità di un lavoro e, quindi, di una povertà.

note

[1] Legge 14.11.2011 n. 265

[2] Personale di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e successive modificazioni.

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5 Commenti

  1. … o, meglio, indice d’attuazione d’un dovere costituzionale (quello di cui all’articolo 4) troppo spesso dimenticato e trasformato -erroneamente- in assoluto DIRITTO AL LAVORO.
    Come posso, prima di soddisfare un mio interesse, ottemperare ad un dovere giuridico, se è la stesse legge a pormi dei limiti?

  2. La cifra potrebbe sembrare irrisoria (10 o 15 euro) ma la legge che mi impone di pagare è un paradosso: cerco lavoro, non ho reddito e devo contribuire alle spese perchè questo diritto al lavoro mi venga assegnato! Mah…..mi soffermo a pensare!!

  3. Poi magari.. come succede moltissime volte da queste parti.. annullano il concorso.. ma nessuno si sogna mai di restituire la somma 😉

  4. l’incongruenza maggiore maggiore sta nel fatto che sarò obbligato a pagare la PA per espletare un concorso dal quale scegliere la persona migliore per svolgere un servizio nella PA.

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