Cantone: perché la prescrizione è un danno per tutti

4 Gennaio 2020
Cantone: perché la prescrizione è un danno per tutti

La prescrizione “lunga” rischia di allungare i tempi dei processi, danneggiando imputati e vittime. Ma per Cantone non basta abrogare la riforma Bonafede. 

“Dal 1° gennaio nel nostro Paese è in vigore la nuova normativa sulla prescrizione che, in estrema sintesi, comporta che per tutti i reati commessi da quella data in poi, dopo la sentenza di primo grado, sia essa di condanna che di assoluzione, i termini di prescrizione restino sospesi per sempre, cioè non decorrano più”. È quanto sottolinea oggi, in un lungo intervento sul ‘Messaggero’, riportato anche dall’agenzia stampa Adnkronos, il magistrato Raffaele Cantone, molto noto per essere stato fino a poco tempo fa il presidente dell’Anac, l’Autorità anticorruzione.

Cantone evidenzia come sia “difficile ricordare riforme recenti che abbiano dato luogo ad un dibattito caratterizzato da toni di un così forte scontro ideologico, come tra Guelfi e Ghibellini, con semplificazioni secondo cui da un lato vi sarebbero i giustizialisti, favorevoli alla novità, dall’altro i garantisti, assolutamente contrari”.

“Sono state utilizzate parole inusitatamente forti – prosegue Cantone – come quando si è fatto riferimento all’ergastolo processuale o alla sicura incostituzionalità della norma o da parte opposta si è fatto intendere che con la novità le vittime saranno più tutelate e i delinquenti non la faranno più ‘franca’. Sono proprio quei toni così accesi – evidenzia – ad aver probabilmente fatto perdere l’opportunità forse di un’occasione irripetibile per discutere pacatamente di un problema serio che affligge oggettivamente la nostra macchina giudiziaria, rappresentando anche una macchia indelebile su piano internazionale”.

Secondo Cantone “l’intervento del ministro Bonafede coglie un problema che da sempre si era finto, per ragioni di comodità e di interessi di molti, di non vedere ma finisce per fornire una soluzione che rischia di avere effetti opposti“. In Italia, ricorda Cantone “si prescrivono parecchie migliaia di processi e, secondo i dati forniti nel corso delle audizioni alla Camera dei Deputati, più del 50% di questi riguarda processi già avviati, con una prevalenza di prescrizioni che si verificano nella fase di appello”.

“Credo che sia indiscutibile – prosegue Cantone – che soprattutto quando il processo è iniziato la prescrizione rappresenti un danno, almeno in astratto, per tutti gli attori del processo e ancor più per la giustizia in quanto tale; una macchina complicata si è mossa: si è verificato il c.d. strepitus fori e cioè il danno di immagine per l’imputato, spesso sono state fatte anche spese processuali rilevanti e dal processo scaturisce una non decisione, che non consente di dire se quell’imputato era colpevole o innocente. D’altro canto – sottolinea – la nostra Costituzione con una sacrosanta riforma del 1999 ha sancito il diritto dell’imputato alla ragionevole durata del processo, sul presupposto altrettanto indiscusso che un processo giusto è quello che riguarda la persona per quello che è e non per quello che è stata e spesso non è nemmeno più”.

“Il diritto alla ragionevole durata – ribadisce Cantone – non significa però affatto, come in questi giorni si è sentito, diritto ad ottenere la prescrizione; quest’ultima è uno degli strumenti che il legislatore ha messo in campo per assicurare quel principio, ma dovrebbe essere una extrema ratio e certamente non un obiettivo o peggio ancora un diritto dell’imputato che invece ha sì il diritto a vedere celebrato un processo giusto anche in relazione ai tempi. E qui – evidenzia – si pone il punto nodale: quali saranno gli effetti della riforma?

I critici evidenziano il rischio che in assenza di termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, non essendoci più anche per i giudici il pericolo di dover dichiarare l’estinzione del reato, il processo, soprattutto quando è complesso, possa essere celebrato in tempi ancora più lunghi che in passato o persino nemmeno più celebrato”.

“I favorevoli, invece – scrive ancora Cantone – ribattono che la mancata prospettiva di ottenere la prescrizione evita manovre dilatorie e ha al contrario effetti benefici per la durata dei processi. In base alla mia esperienza – avverte – ho paura che abbiano ragione i critici: se la prescrizione dipende anche e soprattutto dall’enorme carico di lavoro e da problemi strutturali che riguardano sia le regole processuali che l’ingolfamento di alcuni uffici giudicanti, l’effetto pratico è che il carico non deflazionato dalle prescrizioni possa ancor di più bloccare la macchina giudiziaria e danneggiare proprio le vittime del reato e il sentimento di giustizia di chi vorrebbe vedere i colpevoli condannati”.

Ed allora, la necessità di mettere fine alla vergogna dei numeri delle prescrizioni avrebbe richiesto preventivamente misure in grado di incidere sulle disfunzioni, non pensando ingenuamente che i problemi si risolvono da soli. Ad oggi di novità vere sul piano della velocizzazione dei processi non se ne vedono: se si abroga la legge Bonafede – conclude Cantone – si tornerà come prima e di prescrizione non si parlerà forse mai più, lasciando quella macchia indelebile sul nostro processo; se quella legge verrà invece confermata così come è, nei prossimi anni si rischierà anche da parte di chi è sempre stato contrario di dover pietire amnistie o misure analoghe, per consentire un minimo di funzionalità dei processi”.


note

Autore immagine: 123rf.com (April 14, 2005. Italy: The magistrate Raffaele Cantone at the meeting of the Rotary Club speaks about mafia and corruption in Cassino).


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube