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Pornografia virtuale: ultime sentenze

15 Gennaio 2020
Pornografia virtuale: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: reato di pornografia virtuale; immagini che ritraggono un minore e un adulto in atti sessuali; inserimento mediante fotomontaggio dell’immagine di minori su corpi di adulti intenti a pratiche sessuali.

Reato di pornografia virtuale: configurabilità

La configurabilità del reato di pornografia virtuale di cui all’art. 600 quater c.p. è limitata a quelle tipologie di immagini idonee a rappresentare realisticamente atti sessuali intercorrenti tra un minore e un adulto, con esclusione del materiale pedopornografico non suscettibile di essere confuso con una rappresentazioni verisimile in quanto inidoneo a porre in pericolo il bene giuridico tutelato dalla fattispecie.

Tribunale Milano sez. IX, 10/11/2010

Fotomontaggio con l’immagine di minori su corpi di adulti intenti a pratiche sessuali

Integra il reato di pornografia virtuale, di cui all’art. 600-quater 1 cod. pen., la produzione, mediante la tecnica del fotomontaggio, con l’utilizzo del programma “fotoshop”, di un’immagine nella quale i volti reali di minori sono sovrapposti a corpi di adulti intenti a pratiche sessuali.

Cassazione penale sez. III, 24/11/2017, n.15757

Reato di violazione di domicilio e reato di pornografia virtuale

La detenzione di immagini di riprese della vicina di casa e della figlia minorenne che mostrano il seno nudo, acquisite senza il loro consenso dall’appartamento vicino, integra il reato di violazione di domicilio e non il reato di pornografia virtuale rappresentando un indebita intrusione nella vita privata altrui.

Tribunale Milano sez. IX, 18/09/2017, n.6858

Detenzione di materiale pornografico e rappresentazioni fumettistiche

L’art. 600-quater.1 c.p., che punisce la pornografia virtuale, è applicabile anche alle rappresentazioni fumettistiche, dal momento che vi possono essere anche nei fumetti – soprattutto quando tali comics siano ottenuti con tecnologia digitale di alta qualità – immagini la cui qualità di rappresentazione faccia apparire come vere situazioni e attività sessuali implicanti minori, che pure non hanno avuto alcuna corrispondenza con fatti della realtà.

Cassazione penale sez. III, 13/01/2017, n.22265

Materiale pornografico e pornografia virtuale

Non sono punibili a norma dell’art. 600 quater, c.p. (pornografia virtuale), i fatti commessi in data antecedente all’entrata in vigore della l. 6 febbraio 2006 n. 38, in quanto detta fattispecie, introdotta dall’art. 4 della citata legge, nell’attribuire rilievo anche all’ipotesi in cui il materiale pornografico, oggetto dei delitti di cui agli art. 600 ter e 600 quater c.p., rappresenti immagini “virtuali”, ha portata innovativa e non meramente ricognitiva e chiarificatrice di significati già ricompresi in alcuna delle predette fattispecie incriminatrici.

Cassazione penale sez. III, 06/05/2010, n.21631

Detenzione di materiale pedopornografico virtuale

La pena accessoria dell’interdizione perpetua da qualsiasi incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate abitualmente da minori, di cui all’art. 600 septies.2 cod. pen., va disposta anche in caso di detenzione di materiale pedopornografico “virtuale”.

(Fattispecie relativa a fotomontaggio di frammenti di fotografie e video di volti e corpi di minori, nella quale la Corte ha affermato che il riferimento, nella disposizione citata, alle condotte “in danno di minori”, non implica necessariamente l’esistenza e l’individuazione di uno specifico soggetto minorenne danneggiato dal reato, essendo sufficiente che la condotta abbia avuto ad oggetto minorenni e sia stata idonea, potenzialmente, a pregiudicarli).

Cassazione penale sez. III, 09/12/2016, n.22262

Divulgazione di materiale pedo-pornografico

Commette il delitto di divulgazione via internet di materiale pedo-pornografico previsto dal comma 3 dell’art. 600-ter c.p. e non quello di mera cessione, previsto al comma quarto del medesimo articolo, non solo chi utilizzi programmi di file-sharing peer to peer, ma anche chi impieghi una chat line, spazio virtuale strutturato in canali, nella quale un solo nickname, necessario ad accedere alla cartella-immagini o video, venga utilizzato da più persone alle quali siano state rese note l’username e la password, che possono in tal modo ricevere e trasmettere materiale pedo-pornografico; tale sistema rende possibile trasferire il materiale pedo-pornografico a molteplici destinatari e non si differenzia perciò dalla divulgazione vera e propria, sempre che risulti provata in capo all’agente la volontà alla divulgazione, come nel caso in cui la trasmissione sia stata reiteratamente rivolta a più persone.

Cassazione penale sez. III, 07/12/2006, n.593

Comunità virtuale diretta allo scambio e alla divulgazione di materiale pedopornografico

In tema di associazione per delinquere finalizzata allo scambio di materiale pedopornografico, sussiste l’elemento oggettivo della fattispecie nel caso in cui sussista una «comunità virtuale in internet», stabile ed organizzata, regolata dalle disposizioni dettate dal promotore e gestore, volta allo scambio ed alla divulgazione, tra gli attuali membri ed i futuri aderenti, di foto pedopornografiche di bambini di età minore (nella specie: inferiore a dodici anni) e sussiste l’elemento soggettivo, nel fatto che tutti gli aderenti al consortium sceleris siano stati resi edotti dello scopo e delle finalità del gruppo, consistenti nello scambio virtuale di immagini pedoponografiche, condizione per l’ammissione alla comunità virtuale, unitamente all’impegno di inviare periodicamente altre foto pedopornografiche.

Cassazione penale sez. III, 02/12/2004, n.8296

Fotomontaggio con l’uso del volto del minore reale

Rientra nel reato di pornografia virtuale la realizzazione di una immagine pornografica virtuale mediante fotomontaggio con creazione di un’immagini comprendente l’uso del volto del minore reale, parte riconoscibile dello stesso, con giustapposizione su un corpo di adulto intento a pratiche sessuali.

Cassazione penale sez. III, 24/11/2017, n.15757


2 Commenti

  1. E’ reato se’ in una video chat una donna ti chiede di farti vedere nudo poi mandarti le foto che non sapendo ti ha fatto e ti minaccia di metterle online su conoscenti se non le paghi 2000€?
    come ci si puo comportare se succede?

  2. L’invio, tramite posta elettronica, ad un gruppo di discussione o newsgroup, di files contenenti immagini pedopornografiche, resi disponibili ai partecipanti alla discussione solo dopo la loro visione da parte del “moderatore” del gruppo, integra il delitto di divulgazione di materiale pedopornografico punito dall’art. 600 ter, comma 3, c.p., e non quello, meno grave, di offerta o cessione, anche gratuita, del predetto materiale, previsto dal comma 4 del medesimo articolo.

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