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Prescrizione: prima e dopo la riforma

29 Gennaio 2020 | Autore:
Prescrizione: prima e dopo la riforma

Come cambia il processo penale dopo la riforma della prescrizione? I processi saranno più lunghi o più brevi? Entro quanto tempo si prescrivono i reati?

Il dado è tratto: la riforma della prescrizione è in vigore dal primo gennaio 2020, così come previsto dalla cosiddetta legge spazza-corrotti del 2019 [1]. D’ora in avanti, la prescrizione penale è abolita, o meglio sospesa, a partire dalla sentenza di primo grado. Ciò significa che, dopo la pronuncia del giudice di primo grado, sia essa di condanna o di assoluzione, il reato non si prescriverà più. Come cambia il processo penale dopo la riforma della prescrizione?  È ciò di cui ti vorrei parlare con questo articolo che ti spiegherà la prescrizione prima e dopo la riforma.

Si tratta di un tema molto delicato che suscita sempre grande dibattito, non solo politico. Ora che la riforma è in vigore, dopo quanto tempo si prescriveranno i reati? La riforma della prescrizione penalizza gli imputati oppure le vittime dei reati? I processi saranno più brevi oppure più lunghi? Se cerchi risposte a queste domande, sei nel posto giusto: prosegui nella lettura per scoprire come funziona la prescrizione prima e dopo la riforma.

Prescrizione penale: cos’è?

Prima di analizzare la prescrizione prima e dopo la riforma, è bene che ti spieghi brevemente cos’è questo particolare istituto giuridico.

La prescrizione penale è una causa di estinzione dei reati [2]: trascorso un determinato periodo di tempo senza che sia emessa una sentenza definitiva, il reato si estingue e, di conseguenza, il processo termina.

La sentenza con cui il giudice dichiara la prescrizione non è né un’assoluzione né una condanna: semplicemente, poiché è passato troppo tempo dalla commissione del crimine, non si può più procedere oltre.

Prescrizione: cosa dice la riforma?

La nuova riforma prevede la sospensione della prescrizione a partire dalla sentenza di primo grado. In pratica, terminato il primo grado di giudizio, nessun reato potrà più prescriversi.

Possiamo tranquillamente affermare che la riforma abolisce la prescrizione nei gradi successivi al primo: nessun reato potrà più prescriversi in appello o in Cassazione.

Le ragioni della riforma della prescrizione, in vigore dal primo gennaio 2020, sono abbastanza evidenti: l’intento è di impedire che gli imputati colpevoli possano farla franca sfruttando i tempi lunghi della giustizia italiana. A oggi, infatti, quasi un terzo dei processi penali finisce per prescrizione.

Sono d’altronde noti casi giudiziari che hanno visto come protagonisti famosi personaggi del panorama politico, sociale ed economico italiano che, sfruttando le lungaggini processuali, sono riusciti a evitare la sentenza di merito grazie alla prescrizione.

Prescrizione: come funzionava prima della riforma?

Prima dell’entrata in vigore della riforma della prescrizione che ne ha, di fatti, sancito l’eliminazione a partire dalla sentenza di primo grado, i reati potevano estinguersi per prescrizione anche in secondo o in terzo grado.

Anche prima della riforma la prescrizione si sospendeva dopo il primo grado di giudizio, ma solamente per un periodo di tempo determinato: nello specifico, la legge prevedeva che la prescrizione rimanesse sospesa per un periodo massimo pari a un anno e mezzo dopo la sentenza di condanna di primo grado e, successivamente, dopo la sentenza di condanna di secondo grado.

I reati, dunque, potevano prescriversi in appello e in Cassazione, ma per un anno e mezzo il tempo necessario a far maturare la prescrizione rimaneva fermo, congelato.

A seguito della riforma, invece, un reato o si prescrive entro il primo grado di giudizio, oppure diventa imprescrittibile.

Prescrizione: cosa cambia dopo la riforma?

Concretamente, cosa cambia dopo la riforma della prescrizione? A parte la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, quali altri cambiamenti dobbiamo attenderci? Vediamo cosa cambia e cosa no dopo la riforma della prescrizione.

Dopo quanto tempo si prescrivono i reati dopo la riforma?

La riforma della prescrizione ha modificato il tempo necessario affinché i reati andassero prescritti? No: i termini di prescrizione non sono stati modificati dalla legge.

Un reato si prescrive negli stessi anni di reclusione che sono previsti come pena massima. Ad esempio, il peculato è punito con la pena massima di dieci anni e mezzo di reclusione: ciò significa che il peculato si prescriverà dopo dieci anni e mezzo.

Per legge, però, nessun reato si può prescrivere prima che siano trascorsi sei anni dalla data della sua commissione. Ciò significa che il furto semplice, punito con pena massima di tre anni, si prescrive in sei anni, poiché sotto questa soglia non si può scendere.

Solamente per le contravvenzioni, cioè per quei reati minori che sono puniti solamente con l’arresto o l’ammenda (pensa al disturbo della quiete pubblica, ad esempio), la prescrizione scatta dopo soli quattro anni dalla commissione del crimine.

Come cambia la sospensione dopo la sentenza di primo grado?

La conseguenza più rilevante della riforma è che la prescrizione si sospende dopo la sentenza di primo grado, rimanendo di fatto bloccata. Impropriamente dunque il legislatore parla di sospensione, visto che la sospensione, in realtà, presuppone una causa che blocca solo temporaneamente il decorso della prescrizione, così come avviene, ad esempio, nel caso di impedimento dell’imputato o del suo difensore.

Prima della riforma, come detto qualche paragrafo fa, era ugualmente prevista una sospensione della prescrizione dopo il primo grado, ma solamente in caso di condanna e soltanto per diciotto mesi.

La nuova riforma, invece, sancisce il blocco totale della prescrizione a partire dalla sentenza di primo grado, senza però distinguere tra sentenza di condanna e sentenza di assoluzione: ciò significa che anche la persona assolta dovrà attendere i successivi gradi di giudizio, senza poter sperare che le lungaggini processuali estinguano il reato.

Come cambiano i tempi processuali dopo la riforma?

La riforma della prescrizione avrà un’inevitabile effetto anche sulla durata dei processi: mentre con la prescrizione i tempi processuali potevano essere più o meno certi, con il blocco della prescrizione un processo che ha superato la soglia della sentenza di primo grado potrà rimanere pendente senza alcun limite di tempo in quanto, come ricordato all’inizio dell’articolo, se un reato non si prescrive entro il primo grado di giudizio, non si prescrive più.

Salvo ulteriori riforme che impongano ai giudici di fissare le udienze in tempi certi, la riforma della prescrizione comporterà un ulteriore allungamento dei tempi processuali, con conseguente violazione del principio costituzionale di ragionevole durata del processo.

Cosa cambia con la riforma della prescrizione: tabella

  PRIMA DELLA RIFORMA
DOPO LA RIFORMA
Cos’è la prescrizione penale?
La prescrizione è una causa di estinzione del reato: trascorso un determinato periodo di tempo senza che sia emessa una sentenza definitiva, il reato si estingue e il processo termina.La  sentenzaLa prescrizione è una causa di estinzione del reato che potrà verificarsi solamente durante il primo grado di giudizio. Dopo il primo grado, se non è trascorso il tempo necessario a far scattare la prescrizione, il reato diventa imprescrittibile.In pratica, è abolita la prescrizione in secondo e in terzo grado.
Dopo quanto tempo si prescrive un reato?
La prescrizione scatta dopo tanti anni quanti sono quelli previsti, in termini di reclusione, come pena massima per il reato.Ad esempio, il peculato è punito con la pena massima di dieci anni e mezzo di carcere: ciò significa che il peculato si prescriverà dopo dieci anni e mezzo.

La prescrizione non può mai scattare prima di sei anni.

Non cambia nulla. La prescrizione, però, può scattare solamente fino al primo grado di giudizio: successivamente, il reato diventa imprescrittibile.
Termini decorrenza prescrizione
Il tempo necessario a far scattare la prescrizione comincia a decorrere da quando il reato è stato commesso, anche se le indagini dovessero cominciare successivamente.Non cambia nulla, salvo che, dopo il primo grado di giudizio, il reato non può più prescriversi.
La prescrizione si sospende?
La  prescrizione è sospesa, per un periodo non superiore a un anno e mezzo, dopo la sentenza di condanna di primo grado e dopo la sentenza di condanna di secondo grado.Altre cause di sospensione sono gli impedimenti dell’imputato o dell’avvocato (malattia, ecc.).La  prescrizione è sospesa  per sempre dopo il primo grado di giudizio.Restano intatte le altre cause di sospensione, come ad esempio la malattia dell’imputato o dell’avvocato difensore.
Tempi processuali
I giudici devono cercare di fissare le udienze tenendo conto del fatto che il reato può andare prescritto anche in secondo o in terzo grado.Decorso il tempo previsto dalla legge, il procedimento termina per prescrizione del reato.Dopo il primo grado, il giudice d’appello o la Corte di Cassazione sa che il reato non si prescriverà piùIl procedimento penale non ha più una durata prevedibile, in quanto il reato, dopo la sentenza di primo grado, non si prescrive più.
Ragionevole durata del processo
La ragionevole durata del processo è garantita dalla prescrizione, la quale pone fine a un procedimento durato troppo per cause non imputabili all’imputato.La ragionevole durata del processo è messa a repentaglio dal  blocco della prescrizionedopo la sentenza di primo grado.

note

[1] Legge n. 3/2019.

[2] Art. 157 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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