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Morbo di Parkinson: ultime sentenze

18 Gennaio 2020
Morbo di Parkinson: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: malati affetti dal morbo di Parkinson; causa di servizio; ammissione al voto assistito di un elettore affetto da morbo di Parkinson.

Inserimento di un farmaco nel P.h.t.

Il provvedimento che dispone l’inserimento di un farmaco nel P.h.t. deve recare una adeguata motivazione e deve essere emesso a seguito di una approfondita istruttoria della quale si dia conto della motivazione dell’atto, consentendo così di verificare se la scelta operata sia conforme ai parametri precedentemente individuati dalla stessa A.i.fa. nella determina del 2004, tenuto conto che l’inserimento dei farmaci nel P.h.t. risulta giustificata esclusivamente da ragioni mediche e non può giustificarsi per finalità di ordine diverso, come quelle del perseguimento del risparmio di spesa o da esigenze di reperimento dei farmaci, tenuto conto degli effetti che produce sulla reperibilità del prodotto da parte di soggetti deboli, quali sono i malati affetti dal morbo di Parkinson, in genere anziani e con difficoltà motorie (fattispecie relativa a inserimento delle specialità medicinali a base di pramipexolo nel prontuario della distribuzione diretta).

Consiglio di Stato sez. III, 23/11/2015, n.5312

L’istituto dell’inabilitazione o dell’amministratore di sostegno

Non è applicabile l’istituto dell’inabilitazione o dell’amministratore di sostegno a quel soggetto che, compatibilmente con l’età, è mentalmente in piena efficienza soffrendo esclusivamente delle limitazioni fisiche che gli procura una patologia (nel caso di specie il morbo di Parkinson) del quale è consapevolmente affetto, nel mentre manca qualsivoglia indizio clinico dal quale possa inferirsi che il medesimo sia afflitto da demenza senile, in una delle sue possibili forme (circolatoria, neurologica o mista).

Corte appello Catania, 22/12/2010

Diritto al risarcimento del danno biologico

L’accordo transattivo sottoscritto dal lavoratore, che contenga una dichiarazione di rinuncia «all’eventuale risarcimento danni per qualsiasi titolo», può assumere il valore di rinuncia o di transazione, che il lavoratore ha l’onere di impugnare nel termine di cui all’art. 2113 c.c., alla condizione che risulti accertato, sulla base dell’interpretazione del documento o per il concorso di altre specifiche circostanze desumibili aliunde, che essa sia stata rilasciata con la consapevolezza di diritti determinati od obiettivamente determinabili e con il cosciente intento di abdicarvi o di transigere sui medesimi.

Ne consegue che il diritto al risarcimento del danno biologico (nella specie, inerente il morbo di Parkinson) che si assume esser derivato dal rapporto non può ritenersi rientrare nell’oggetto della transazione, essendo il danno in questione accertato solo successivamente.

Cassazione civile sez. lav., 18/04/2008, n.10218

Diritto all’indennità di accompagnamento

Non sussiste il diritto all’indennità di accompagnamento in un soggetto affetto da morbo di Parkinson, rispetto al quale non sia riscontrabile una conclamata, persistente e non transitoria impossibilità di compiere in via autonoma gli atti quotidiani della vita, con conseguente necessità di assistenza continua e che non presenti, sul piano psicologico, patologie di rilievo che implichino una riduzione della sua capacità di autodeterminazione spazio-temporale.

Tribunale Palmi sez. lav., 03/03/2005

Morbo di Parkinson: è dipendente da causa di servizio?

Non e dipendente da causa di servizio il morbo di Parkinson, essendo ancora ignote alla scienza medica le cause della malattia e non essendo stati provati dal ricorrente fattori eccezionalmente stressanti (nella specie, impiegato di una Asl).

Corte Conti, (Marche) sez. reg. giurisd., 08/01/2004, n.4

Elettore affetto da morbo di Parkinson

Non è consentita l’ammissione al voto di elettori affetti da malattie mentali mancando del tutto l’analogia, richiesta dall’art. 41, t.u. 16 maggio 1960 n. 570, con le infermità che impediscono la materiale tracciatura del segno e non potendosi il malato di mente considerare fisicamente impedito, per cui non vi è necessità dell’accompagnatore, in quanto l’accompagnatore finirebbe per sostituirsi all’elettore non già nella espressione del voto ma nella formazione della volontà e cioè nella scelta elettorale.

In tema di voto assistito, la certificazione medica non lascia margini di scelta al presidente del seggio solo quando esprime inequivocabilmente che l’elettore non è materialmente in grado di tracciare il segno di voto per impossibilità di servirsi delle mani o della vista, salvo il caso in cui risulti la certificazione stessa “ictu oculi” falsa o non veritiera. È legittima l’ammissione al voto assistito di un elettore affetto da morbo di Parkinson.

T.A.R., (Campania), 11/03/2003, n.155

Morbo di Parkinson e voto assistito dell’elettore

È legittima l’ammissione al voto assistito di un elettore affetto da morbo di Parkinson, quando il relativo tremore, debitamente certificato dal sanitario, non gli consenta una autonoma espressione del voto stesso, senza possibilità di diversa valutazione da parte del presidente del seggio, laddove il certificato escluda inequivocabilmente la capacità di costui di tracciare il crocesegno sulla scheda per l’impossibilità di servirsi delle mani o della vista.

Consiglio di Stato sez. V, 15/03/2001, n.1520

Causa di servizio di guerra

È interdipendente da tifo riportato durante ed a causa di servizio di guerra il morbo di Parkinson successivamente insorto, a nulla rilevando l’ampio spazio temporale tra i due riscontri clinici, stante la notoria compromissione del sistema nervoso in esito alle affezioni tifoidee.

Corte Conti sez. V, 04/03/1994, n.68469

Aspetti clinico evolutivi del morbo di Parkinson

Le attuali conoscenze sull’eziologia, patogenesi, epidemiologia e sugli aspetti clinico evolutivi del morbo di Parkinson – in soggetto senza precedenti familiari documentati e senza infermità di carattere neurologiche (encefaliti etc.) in atto – escludono l’importanza sia di generici fattori di servizio, sia di concomitanti manifestazioni poliartrosiche, sia della “relaxatio” diaframmatica e/o di altre visceropatie; di conseguenza, non sussistono fondati elementi scientifici e documentali per ritenere dipendenti ovvero aggravata da causa di servizio ordinario detta infermità e neppure interdipendente la stessa con altre diagnosticate e già riconosciute dipendenti da causa di servizio (infermità artrosica da reumatismo articolare ed infermità gastrica).

Corte Conti sez. IV, 16/12/1993, n.82482

Insorgenza del morbo di Parkinson

Ai fini di trattamento pensionistico di guerra non può essere riconosciuta ad una pregressa malaria un’azione patogena sull’insorgenza del morbo di Parkinson stante la lieve entità delle febbri, per le quali non risultano documentati ricoveri, e la conseguente inidoneità delle febbri stesse a produrre nei vasi cerebrali lesioni proliferative.

Corte Conti sez. IV, 14/01/1991, n.70726

Pensioni di guerra

In materia di pensioni di guerra il legislatore, nello stabilire in cinque anni il termine della constatazione sanitaria delle infermità contratte per causa di servizio, ha tenuto presente l'”id quod plerumque accidit” facendo eccezione per il solo morbo di Parkinson (dieci anni) in conseguenza della sua lenta evoluzione, senza porsi, dunque, il problema della lebbra – evidentemente per la estrema rarità di tale malattia – infermità dalla evoluzione ancor più lenta e incerta; va, pertanto, applicata, in via analogica anche ai portatori di lebbra il termine decennale di constatazione previsto per i parkinsoniani.

Corte Conti sez. V, 08/05/1987, n.61100

Morbo di Parkinson: è da escludere la dipendenza da causa di servizio di guerra?

È da escludere la dipendenza da causa di servizio di guerra del “morbo di Parkinson” se detta infermità – mai accusata durante il servizio, nè successivamente al congedo, in sede anamnestica ovvero in esame obiettivo oppure in diario clinico di ricovero – sia stata riscontrata per la prima volta dopo circa 12 anni dalla fine del conflitto, con esiti piuttosto recenti.

Corte Conti sez. IV, 15/11/1984, n.60941



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