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Spese straordinarie figli: ultime sentenze

1 Giugno 2021
Spese straordinarie figli: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: spese straordinarie per i figli; mantenimento dei figli; omissione del versamento delle spese straordinarie in favore dei figli; affidamento condiviso; ripartizione delle spese straordinarie.

Spese universitari e canone di locazione dell’immobile

Tra le spese straordinarie per il mantenimento dei figli in caso di separazione dei coniugi rientrano anche le spese relative all’università ed all’eventuale canone di locazione dell’immobile e pertanto, integra il reato di cui all’art. 570 c.p. il mancato versamento da parte del genitore non affidatario del 50% di quanto dovuto a titolo delle predette spese relative alla vita da fuorisede del figli universitario.

Tribunale Campobasso, 08/03/2021, n.109

Mantenimento dei figli: spese straordinarie

In tema di mantenimento dei figli e distinzione delle spese in ordinarie e straordinarie, dovranno essere qualificate come ‘straordinarie’ le spese concernenti un improvviso intervento chirurgico, dei trattamenti psicoterapeutici, dei cicli di fisioterapia necessari in seguito ad un incidente stradale od altro ed, infine, quanto erogato per acquistare un paio di occhiali da vista al minore o l’apparecchio ortodontico.

Inoltre, la vita del minore, ovviamente, si compone anche di essenziali momenti ludici e di svago che i genitori, nei limiti ovviamente della loro situazione economico-reddituale, sono chiamati a soddisfare. Così l’acquisto di un computer o quello di un motorino, dovrà essere qualificato come ‘spesa straordinaria’, od anche le somme necessarie per giungere a conseguire la patente di guida ed a pagare, successivamente, eventuali contravvenzioni dovute a violazione del codice della strada da parte dei figli.

Tribunale Savona, 19/02/2021, n.140

Spese scolastiche e mediche

In tema di contributo al mantenimento dei figli, le spese scolastiche e mediche straordinarie che in sede giudiziale siano state poste “pro quota” a carico di entrambi i coniugi, pur non essendo ricomprese nell’assegno periodico forfettariamente determinato, ne condividono la natura, qualora si presentino sostanzialmente certe nel loro ordinario e prevedibile ripetersi, così integrando, quali componenti variabili, l’assegno complessivamente dovuto, sicché il genitore che abbia anticipato tali spese può agire in via esecutiva, per ottenere il rimborso della quota gravante sull’altro, in virtù del titolo sopra menzionato senza doversi munire di uno ulteriore, richiesto solo con riguardo a quelle spese straordinarie che per rilevanza, imprevedibilità ed imponderabilità esulano dall’ordinario regime di vita della prole.

Cassazione civile sez. I, 15/02/2021, n.3835

Tutte le spese straordinarie per i figli devono essere concordate tra i coniugi?

A fronte di una spesa straordinaria non è sempre operante il regime di cui all’art. 155, comma 3, c.c., secondo il quale le decsioni di maggior interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione e alla salute sono assunte di comune accordo considerando le capacità, le inclinazioni naturali e l’aspirazione dei figli (ribadito all’art. 6, comma 4, legge n. 898/1970 che dispone altresì che l’esercizio della potestà genitoriale è affidato in via esclusiva al coniuge affidatario e comprende, evidentemente, anche la decisione sui costi di carattere straordinario e che il genitore cui i figli non siano affidati ha il diritto e il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione). Occorre, infatti, distinguere tra “spese straordinarie” e “scelte straordinarie” (ossia scelte di maggior interesse), e soltanto per queste ultime il genitore non affidatario ha diritto di interloquire perché non sempre le spese straordinarie implicano decisioni di maggior interesse e, quindi, l’obbligo del coniuge affidatario di previa concertazione con l’altro coniuge; nelle scelte di maggior interesse della vita quotidiana del minore, come normalmente sono quelle riguardanti l’istruzione, ciascun genitore ha un autonomo potere di attivarsi nei confronti dell’altro per concordarne le eventuali modalità, potendo in difetto ricorrere al giudice.

Giudice di pace Campobasso, 30/11/2020, n.348

Spese ordinarie e straordinarie: un’elencazione esemplificativa

Per l’esatta individuazione delle spese straordinarie, per quanto riguarda quelle attinenti al profilo scolastico/educativo del minore, occorre rilevare che entrano tra le ‘‘spese ordinarie”, anche se parametrate nell’arco di un anno e non di carattere giornaliero, quelle effettuate per l’acquisto di libri scolastici, di materiale di cancelleria, dell’abbigliamento per lo svolgimento dell’attività fisica a scuola. Tutto ciò, ovviamente, basandosi sulla considerazione che la frequenza scolastica da parte del minore non è qualcosa di eccezionale ed imprevedibile ma, al contrario, di obbligatorio e fondamentale. Anche le spese mensili per la frequenza scolastica con annesso semi-convitto deve essere considerata una ‘‘spesa ordinaria” in relazione al normale standard di vita seguito dal minore fino al momento della crisi familiare, con eventuale possibilità di aumentare l’assegno di mantenimento precedentemente disposto per far fronte a tale esigenza.

Per quanto riguarda, invece, i viaggi studio all’estero, la partecipazione alle gite scolastiche e le ripetizioni scolastiche o gli sport esse debbono essere ricondotte alla categoria delle ‘‘spese straordinarie”. Per quanto concerne, poi, le eventuali e future spese per la formazione universitaria (tasse e libri scolastici), dovranno intendersi quali ‘‘spese ordinarie”, tali da giustificare una richiesta di modifica in aumento dell’assegno periodico non trattandosi, infatti, di spese di carattere saltuario e eccezionale o comunque imprevedibile ma, al contrario, assolutamente normali e durevoli nel tempo. Relativamente, ancora, alle esigenze sanitarie della prole le quali, a seconda della loro natura, vengono a volte ricomprese nelle ”spese ordinarie” ed altre volte qualificate come ”spese straordinarie”, si deve ritenere che rientrino tra le prime, secondo quanto risulta da innumerevoli pronunce dei giudici di merito, le c.d. ”cure ordinarie”, come le visite pediatriche, l’acquisto di medicinali da banco o comunque di uso frequente, visite di controllo routinarie. Anche quanto necessario a garantire cura ed assistenza al proprio figlio disabile non può che ritenersi ”spesa ordinaria” essendo destinata, invero, a soddisfare i bisogni quotidiani del ragazzo in relazione alla specificità della sua situazione.

Diversamente dovranno essere qualificate come ”straordinarie” le spese concernenti un improvviso intervento chirurgico, dei trattamenti psicoterapeutici, dei cicli di fisioterapia necessari in seguito ad un incidente stradale od altro ed, infine, quanto erogato per acquistare un paio di occhiali da vista al minore o l’apparecchio ortodontico. Infine, la vita del minore, ovviamente, si compone anche di essenziali momenti ludici e di svago che i genitori, nei limiti ovviamente della loro situazione economico-reddituale, sono chiamati a soddisfare. Così l’acquisto di un computer o quello di un motorino, dovrà essere qualificato come ”spesa straordinaria”, od anche le somme necessarie per giungere a conseguire la patente di guida ed a pagare, successivamente, eventuali contravvenzioni dovute a violazione del codice della strada da parte dei figli.

Tribunale Savona, 01/08/2020, n.463

Le spese straordinarie non concordate

In tema di separazione personale tra coniugi, il principio di bigenitorialità non può comportare la effettuabilità e la rimborsabilità delle sole spese straordinarie che abbiano incontrato il consenso di entrambi i genitori escludendo così anche quelle spese che si dimostrino non voluttuarie e corrispondenti all’interesse del figlio beneficiario del diritto al mantenimento (quali quelle conseguenti alla scelta dell’università più adatta agli studi universitari del figlio) sempre che le stesse siano compatibili con le condizioni economiche dei genitori.

Dunque non è configurabile a carico del coniuge affidatario o collocatario un obbligo di informazione e di concertazione preventiva con l’altro, in ordine alla determinazione delle spese straordinarie, compatibili con i mezzi economici di cui i genitori dispongono, trattandosi di decisione “di maggiore interesse” per il figlio, e sussistendo, pertanto, a carico del coniuge non affidatario un obbligo di rimborso qualora non abbia tempestivamente addotto validi motivi di dissenso; conseguentemente se le spese straordinarie concordate danno sicuramente diritto al rimborso, nel caso di mancata concertazione preventiva e di rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del coniuge che non le ha effettuate, dovrà verificarsi in sede giudiziale la rispondenza delle spese all’interesse del minore mediante la valutazione, riservata al giudice del merito, della commisurazione dell’entità della spesa rispetto all’utilità per il minore e della sostenibilità della spesa stessa rapportata alle condizioni economiche dei genitori.

Tribunale Reggio Calabria sez. I, 02/07/2020, n.658

Spese straordinarie e spese ordinarie per i figli: quali sono?

Devono qualificarsi come spese straordinarie – in quanto tali escluse dall’importo dell’assegno di mantenimento – le spese concernenti eventi sostanzialmente eccezionali nella vita del figlio minore, oppure le spese che servono per soddisfare esigenze episodiche, saltuarie ed imprevedibili (a titolo esemplificativo, le spese per interventi chirurgici, odontoiatrici, fisioterapia, cicli di psicoterapia e logopedia, occhiali da vista, lezioni private, attività sportive agonistiche, viaggi di studio) e quelle concernenti eventi ordinari non inclusi nel mantenimento (a titolo esemplificativo, le spese per tasse scolastiche ed universitarie, libri di testo, attività sportive non agonistiche con relativa attrezzatura, corsi di lingua straniera, corsi di teatro, corsi di musica, informatica, motocicli ed autovetture, viaggi di piacere, le spese sanitarie non rimborsate dal S.S.N. – a titolo esemplificativo: esami diagnostici, analisi cliniche, visite specialiste).

Rientrano, viceversa, nelle spese ordinarie – e dunque nell’assegno di mantenimento – tutte le spese che ricorrono frequentemente nella vita di tutti i giorni, quali le spese per vitto, abbigliamento, contributo per spese dell’abitazione, materiale scolastico di cancelleria, mensa, spese di trasporto urbano (tessera autobus/metro e/o carburante per autovetture e motocicli in uso ai figli), le uscite didattiche organizzate dalla scuola nell’ambito dell’orario scolastico, le spese medico-farmaceutiche di modesto importo sostenute per l’acquisto dei medicinali per patologie che frequentemente ricorrono nella vita quotidiana (a titolo esemplificativo antibiotici, antipiretici, sciroppi e altri medicinali da banco).

Tribunale Roma sez. I, 01/08/2019, n.15955

Spese per l’educazione scolastica dei figli

Per quanto riguarda le spese attinenti al profilo scolastico/educativo del minore, entrano tra le spese ordinarie, anche se parametrate nell’arco di un anno e non di carattere giornaliero, quelle effettuate per l’acquisto di materiale didattico, dell’abbigliamento per l’attività fisica, e tutto ciò, ovviamente, che si basa sulla considerazione che la frequenza scolastica da parte del minore non è qualcosa di eccezionale ed imprevedibile ma, al contrario, di obbligatorio e fondamentale, a differenza  invece, dei viaggi studio all’estero, delle gite scolastiche o le ripetizioni, che debbono essere ricondotte alla categoria delle spese straordinarie.

Tribunale Savona, 19/04/2019, n.381

Omesso versamento delle spese straordinarie in favore dei figli

La fattispecie incriminatrice di cui all’articolo 570, comma 2, del Cp non può configurarsi solamente per effetto della violazione dell’obbligo di adempiere ai pagamenti imposti con provvedimento del giudice civile, richiedendo un quid pluris costituito dallo stato di bisogno dell’avente diritto e dalla mancanza dei mezzi di sussistenza.

In particolare, quest’ultimo concetto non è sovrapponibile a quello di mantenimento, in quanto i mezzi di sussistenza, pur rapportati alle abitudini di vita familiare e sociale, comprendono tutto ciò che è necessario per soddisfare le esigenze primarie della vita, quali vitto, abitazione, istruzione, salute del beneficiario; l’obbligo di mantenimento, invece, comprende tutto quanto sia richiesto per soddisfare un tenore di vita adeguato alla posizione economico-sociale tenuta, a prescindere dalla sussistenza dello stato di bisogno del beneficiario.

Ciò posto, nel caso di specie, avente a oggetto l’imputazione per il reato de quo nei confronti di un uomo accusato di aver omesso di versare le spese straordinarie in favore dei figli, il Tribunale ha assolto l’imputato in quanto, a e fronte del pagamento dell’assegno di mantenimento, l’omessa, corresponsione delle sole spese straordinarie in favore dei figli non è tale da far venir meno i mezzi di sussistenza ai minori.

Tribunale Vicenza, 03/04/2019, n.480

Affidamento condiviso: ripartizione delle spese straordinarie

In caso di separazione, la soluzione dell’affidamento condiviso con la previsione di tempi paritetici di permanenza del minore presso ciascuno dei genitori se non è da considerarsi in ogni caso preferibile, lo è laddove ve ne siano le condizioni di fattibilità, tenendo quindi in considerazione il caso concreto. Ai fini dell’assegno perequativo che può essere disposto a carico di uno dei genitori, per attuare il principio di proporzionalità, rilevano anche i tempi di permanenza dei figli presso ciascun genitore.

Tale parametro assume particolare rilevanza nelle situazioni in cui in concreto i tempi di gestione dei figli da parte dei genitori siano molto simili e le condizioni economico reddituali dei genitori del pari non sino così sperequate.

Dunque in caso di tempi di gestione del tutto paritetici e in assenza di una sproporzionalità tra i redditi, il principio di proporzionalità viene realizzato attraverso il mantenimento cosiddetto diretto per le esigenze ordinarie del minore (vitto, abbigliamento, ecc.) e la ripartizione in parti uguali delle spese straordinarie.

Tribunale Catanzaro sez. I, 28/02/2019, n.443

Riparto degli esborsi per l’istruzione tra spese ordinarie e spese straordinarie

In tema di mantenimento dei figli e suddivisione delle spese ordinarie e straordinaria, le spese mensili per la frequenza scolastica con annesso semi-convitto deve essere considerata una ‘‘spesa ordinaria’’ in relazione al normale standard di vita seguito dal minore fino al momento della crisi familiare, con eventuale possibilità di aumentare l’assegno di mantenimento precedentemente disposto per far fronte a tale esigenza.

Per quanto riguarda, invece, i viaggi studio all’estero , la partecipazione alle gite scolastiche e le ripetizioni scolastiche o gli sport esse debbono essere ricondotte alla categoria delle ‘‘spese straordinarie’’. Per quanto concerne, poi, le eventuali e future spese per la formazione universitaria (tasse e libri scolastici), dovranno intendersi quali ‘‘spese ordinarie’’, tali da giustificare una richiesta di modifica in aumento dell’assegno periodico non trattandosi, infatti, di spese di carattere saltuario e eccezionale o comunque imprevedibile ma, al contrario, assolutamente normali e durevoli nel tempo.

Tribunale Savona, 11/01/2019, n.34

Spese ordinarie e straordinarie per i figli: differenze

Per l’esatta individuazione delle spese straordinarie ritiene il collegio opportuno evidenziare le seguenti considerazioni, elaborate in conformità alla giurisprudenza maggioritaria. Per quanto riguarda quelle attinenti al profilo scolastico/educativo del minore, occorre rilevare che entrano tra le ”spese ordinarié’, anche se parametrate nell’arco di un anno e non di carattere giornaliero, quelle effettuate per l’acquisto di libri scolastici, di materiale di cancelleria, dell’abbigliamento per lo svolgimento dell’attività fisica a scuola.

Tutto ciò, ovviamente, basandosi sulla considerazione che la frequenza scolastica da parte del minore non è qualcosa di eccezionale ed imprevedibile ma, al contrario, di obbligatorio e fondamentale. Anche le spese mensili per la frequenza scolastica con annesso semi-convitto deve essere considerata una ”spesa ordinarià’ in relazione al normale standard di vita seguito dal minore fino al momento della crisi familiare, con eventuale possibilità di aumentare l’assegno di mantenimento precedentemente disposto per far fronte a tale esigenza.

Per quanto riguarda, invece, i viaggi studio all’estero, la partecipazione alle gite scolastiche e le ripetizioni scolastiche o gli sport esse debbono essere ricondotte alla categoria delle ”spese straordinarie”. Per quanto concerne, poi, le eventuali e future spese per la formazione universitaria (tasse e libri scolastici), dovranno intendersi quali ”spese ordinarie”, tali da giustificare una richiesta di modifica in aumento dell’assegno periodico non trattandosi, infatti, di spese di carattere saltuario e eccezionale o comunque imprevedibile ma, al contrario, assolutamente normali e durevoli nel tempo

Relativamente, ancora, alle esigenze sanitarie della prole le quali, a seconda della loro natura, vengono a volte ricomprese nelle ”spese ordinarie” ed altre volte qualificate come ”spese straordinarie”, si deve ritenere che rientrino tra le prime, secondo quanto risulta da innumerevoli pronunce dei giudici di merito, le c.d. ”cure ordinarie”, come le visite pediatriche, l’acquisto di medicinali da banco o comunque di uso frequente, visite di controllo routinarie. Anche quanto necessario a garantire cura ed assistenza al proprio figlio disabile non può che ritenersi ”spesa ordinaria” essendo destinata, invero, a soddisfare i bisogni quotidiani del ragazzo in relazione alla specificità della sua situazione.

Diversamente dovranno essere qualificate come ”straordinarie” le spese concernenti un improvviso intervento chirurgico, dei trattamenti psicoterapeutici, dei cicli di fisioterapia necessari in seguito ad un incidente stradale od altro ed, infine, quanto erogato per acquistare un paio di occhiali da vista al minore o l’apparecchio ortodontico.

Infine, la vita del minore, ovviamente, si compone anche di essenziali momenti ludici e di svago che i genitori, nei limiti ovviamente della loro situazione economico-reddituale, sono chiamati a soddisfare. Così l’acquisto di un computer o quello di un motorino, dovrà essere qualificato come ”spesa straordinaria”, od anche le somme necessarie per giungere a conseguire la patente di guida ed a pagare, successivamente, eventuali contravvenzioni.

Tribunale Savona, 13/04/2019, n.358

Rimborso delle spese straordinarie sostenute nell’interesse dei figli

In tema di rimborso delle spese straordinarie sostenute nell’interesse dei figli minori, il genitore collocatario non è tenuto a concordare preventivamente e ad informare l’altro genitore di tutte le scelte dalle quali derivino tali spese, poiché l’art. 155, comma 3, c.c.(oggi art. 337-ter c.c.) consente a ciascuno dei coniugi di intervenire nelle determinazioni concernenti i figli soltanto in relazione “alle decisioni di maggiore interesse”, mentre, al di fuori di tali casi, il genitore non collocatario è tenuto al rimborso delle spese straordinarie, salvo che non abbia tempestivamente addotto validi motivi di dissenso.

Cassazione civile sez. VI, 12/06/2018, n.15240

Spese straordinarie: come vanno ripartite?

Quando non è previsto un assegno di mantenimento, le spese straordinarie nell’interesse dei figli minori devono ripartirsi in misura percentuale tra i genitori, e possono essere individuate in attuazione delle linee guida concordate tra l’Autorità giudiziaria e l’Ordine degli Avvocati, sulla base di valutazioni condivise ricavate dalla consolidata interpretazione delle norme che regolano la materia.

Tribunale Milano sez. IX, 11/06/2018, n.6554

Obbligo di rimborsare all’ex marito il 50% delle spese straordinarie

Nel giudizio di divorzio, tenuto conto della situazione economica dell’ex moglie (nella specie: titolare di uno stipendio annuo di € 9.000,00 lordi) non è opportuno porre a carico della stessa un importo mensile a titolo di concorso nel mantenimento della figlia maggiorenne convivente con il padre non economicamente autosufficiente, ma si può solo porre a carico della stessa l’obbligo di rimborsare all’ex marito il 50% delle spese straordinarie mediche, scolastiche, sportive e ricreative.

Tribunale Savona, 26/11/2018, n.1210

Spese straordinarie per i figli e titolo esecutivo

La sede corretta per far valere e accertare le spese straordinarie riguardanti la prole – anche quelle mediche e scolastiche – è il procedimento di cognizione, nella specie, il decreto ingiuntivo.

Tribunale Bolzano, 11/05/2018

Spese straordinarie: quali sono?

Le spese straordinarie sono quelle non programmabili e che trascendono le prevedibili e normali esigenze della vita quotidiana. L’imprevedibilità può riguardare sia l’an sia il quantum della spesa. Conseguentemente, tenendo conto dell’età della minore, la spesa per l’iscrizione a una scuola privata, così come alcune spese ricreative (quali il costo della scuola di danza), possono, considerarsi all’interno della programmazione ordinaria del concetto di mantenimento e dunque essere ricomprese nell’assegno mensile di mantenimento.

Corte appello Salerno, 17/04/2018

Spese straordinarie: sono soltanto quelle imprevedibili?

Per spese straordinarie nell’interesse della prole devono intendersi quelle spese che esulano dall’ordinario regime di vita dei figli, come accertato e considerato in un dato momento storico e che pertanto non possono essere ricomprese forfetariamente nell’assegno di mantenimento, perché ciò altererebbe il principio di proporzionalità.

Corte appello Catania, 06/04/2018

Spese straordinarie: rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità

Posto che, in tema di mantenimento della prole, costituiscono spese straordinarie quelle che, per la loro rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità esulano dall’ordinario regime di vita dei figli, è correttamente motivata la pronuncia di merito che ha riconosciuto tale natura agli esborsi sostenuti dalla madre, genitore affidatario, per i trattamenti estetici a favore della figlia minore, nata fuori dal matrimonio, necessari a rimuovere la peluria sul viso della ragazza, anomala per un soggetto di sesso femminile e fonte di notevole disagio, nonché alle spese sostenute per la scuola media privata, i cui orari si erano rivelati maggiormente compatibili con le esigenze lavorative materne, condannando pertanto l’altro genitore, tenuto in forza di precedente provvedimento al cinquanta per cento di tali spese, al rimborso della quota di sua spettanza.

Cassazione civile sez. I, 07/03/2018, n.5490

Spese straordinarie: il rinvio al protocollo in uso presso il tribunale

Nella individuazione delle spese straordinarie per la prole può rinviarsi al protocollo in uso presso il Tribunale territorialmente competente.

Tribunale Bologna sez. I, 01/02/2018, n.338



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