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Condominio: installazione tastiera apertura cancello

11 Gennaio 2020
Condominio: installazione tastiera apertura cancello

Buongiorno. Amministro due condomini, fabbricato A e B, che hanno in comune: un’autorimessa, una rampa di accesso e un cancello carrabile (un supercondominio). Un condomino del fabbricato A, senza chiedere nessuna autorizzazione, di propria iniziativa e a proprie spese, installa, per l’apertura del cancello carraio, un tastierino alfa-numerico in modo da evitare l’utilizzo della chiave come fanno tutti gli altri condomini del fabbricato A e del fabbricato B. Spiega l’iniziativa con la necessità di permettere l’ingresso dei propri clienti  all’ambulatorio.

I condomini del fabbricato B, lamentano l’ingresso, nella proprietà condominiale comune, di estranei adducendo motivi di sicurezza e chiedono la rimozione del tastierino. Posso intervenire come Amministratore?

La legge (lettera b) del comma 1 dell’art. 1130 del codice civile), stabilisce che l’amministratore deve disciplinare l’uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell’interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascuno dei condomini.

Il citato art. 1102 cod. civ., al secondo comma, precisa che il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti.

Dal combinato di queste norme emerge che:

  • il singolo condomino può modificare la cosa comune, purché ciò non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto, ovvero possa cagionare loro un danno;
  • spetta all’amministratore regolare l’uso concreto delle cose comuni.

Di per sé, non può dirsi che sia illecito comunicare a terzi il codice di apertura del cancello, tant’è vero che, in linea di massima, il condòmino è libero di cedere le chiavi del cancello condominiale, ad esempio a un’impresa esterna quando sono in atto dei lavori. D’altronde, sarebbe impossibile vietare a ogni condòmino di comunicare il codice o di cedere le chiavi a terze persone.

Il problema riguarda la sicurezza del condominio. In qualità di amministratore, dovrebbe sottoporre all’assemblea questa vicenda, in modo che si possa deliberare in merito. Nello specifico, l’assemblea dovrebbe decidere se una tale modalità d’accesso agli edifici sia consona alle esigenze condominiali oppure no; in quest’ultima ipotesi, l’assemblea dovrebbe deliberare nel senso della rimozione (a spese del condòmino che l’ha installata) del tastierino e del ripristino della funzionalità precedente.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di proporre la delibera di un impianto di videosorveglianza, ma le cose si complicherebbero ulteriormente, tra l’altro aggravando la situazione economica del condominio.

Occorrerebbe, inoltre, verificare cosa dice il regolamento condominiale: potrebbe essere prevista la chiusura del cancello in determinati orari o giorni, a prescindere da qualsiasi attività esercitata nei locali.

Non si ritiene, infine, che l’installazione del tastierino alfa numerico per l’apertura del cancello possa essere considerata alla stregua di un’innovazione in quanto, per giurisprudenza costante, è tale l’opera che importi un’alterazione nella entità sostanziale o un mutamento nella destinazione della cosa comune.

Dunque, la soluzione che si propone è quella di sottoporre la questione all’assemblea, la quale potrà decidere per la rimozione del tastierino nel caso in cui sia lesa la riservatezza e la sicurezza dei condòmini.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



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