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Chemioterapia: ultime sentenze

19 Gennaio 2020
Chemioterapia: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: cicli di chemioterapia; indennità di accompagnamento; condotta omissiva del medico; decesso del paziente oncologico; responsabilità del medico; intervento chirurgico; incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.

Rinvio della prestazione sanitaria per assenza di personale

Nessun risarcimento è dovuto al paziente che, recatosi in ospedale, subisca il rinvio della prestazione sanitaria per pochi giorni per assenza di personale. Ad affermarlo è la Cassazione che ha ritenuto insussistente il danno lamentato da un uomo che doveva sottoporsi a un programmato ciclo di chemioterapia da eseguirsi mediante catetere vescicale, rinviato di due giorni per l’assenza dell’infermiere.

Per la Corte, nella fattispecie è superfluo discorrere sull’esistenza o inesistenza di una condotta colposa del personale sanitario, non essendo configurabile alcun danno risarcibile.

Cassazione civile sez. VI, 01/10/2019, n.24514

Indennità di accompagnamento e chemioterapia

In conformità con quanto previsto dall’art. 1 della legge 18/1980, nel caso in cui un soggetto invalido al 100% si sottoponga a diversi cicli di chemioterapia che determinino effetti collaterali, questi ha diritto a percepire l’indennità di accompagnamento per il periodo in cui si trova costretto a sottoporsi alle cure

Corte appello Bari sez. lav., 01/03/2018

Permesso concesso al detenuto per accudire la moglie sottoposta a chemioterapia

Ai fini della concessione del permesso di necessità previsto dall’art. 30, comma secondo, della legge 26 luglio 1975, n. 354, devono sussistere i tre requisiti dell’eccezionalità della concessione, della particolare gravità dell’evento giustificativo e della correlazione dello stesso con la vita familiare, ed il relativo accertamento deve essere compiuto tenendo conto dell’idoneità del fatto ad incidere nella vicenda umana del detenuto (confermata, nella specie, la concessione del permesso al detenuto per recarsi a visitare la moglie sottoposta a chemioterapia in ragione di una situazione di necessità costituita non dal pericolo di vita, ma dall’eccezionale gravità della patologia).

Cassazione penale sez. I, 27/11/2017, n.26062

Spot radiofonico di un trattamento a base cosmetica

È legittimo il provvedimento che ha sanzionato la pratica commerciale scorretta consistente nella diffusione di uno spot radiofonico nel quale veniva attribuito ad un metodo per il trattamento di patologie del cuoio capelluto (quali “calvizie precoce”, “seborrea”, “disfunzioni ormonali o chemioterapia”) la risoluzione in un numero elevato di casi, essendo emerso in esito all’istruttoria che i prodotti di cui si componeva il trattamento non erano farmaci ma cosmetici, e che la funzione di tali prodotti non era quella di curare la perdita di capelli in quanto malattia ma, semmai, prevenirne la caduta (i Giudici, nello specifico, hanno sottolineato come, ai sensi dell’art. 22, comma 4, lett. a), d.lg. n. 206/2005 il professionista ha il dovere di veicolare informazioni complete ed esaustive riguardo ai prodotti oggetto di promozione e, allo stato attuale delle conoscenze, la patologia che si manifesta con la perdita dei capelli (“alopecia”) è insuscettibile di essere curata attraverso la mera cosmesi tricologica).

Consiglio di Stato sez. VI, 06/09/2017, n.4245

Condotta dell’oncologo e decesso del paziente

Dall’insuperabilità del dubbio in ordine al nesso di causalità tra la morte da shock settico acuto (e arresto cardiocircolatorio) e la chemioterapia e lo stesso tumore, deriva che il nesso causale tra la condotta dell’oncologo e l’evento morte è inficiato dalle perplessità.

In questo quadro, il ritardo nella comunicazione alla paziente del risultato positivo del Pap -test non può conseguentemente porsi con certezza in nesso di causalità con la morte della paziente, visto che non si può escludere che l’infezione sia un evento autonomo rispetto alla chemioterapia e allo stesso tumore.

Né che la condotta omissiva del medico sia una concausa dell’evento morte, posto che rimane in termini di dubbio la riconducibilità della morte della paziente alla chemioterapia e allo stesso tumore.

Corte appello Trento, 07/07/2017, n.149

Effetti collaterali indotti dalla chemioterapia

È ingannevole, ai sensi degli artt. 20, comma 2, 21, comma 1, lett. b) c) e 23 lett. s) d.lg. n. 206 del 2005 (Codice del consumo), la pubblicità di una linea di integratori alimentari a base di “miele officinale” che, utilizzando una gamma molto vasta di claims salutistici – alcuni sconfinanti nel vero e proprio vanto terapeutico, quali “allevia i frequenti effetti collaterali indotti dalla chemioterapia e/o radioterapia” – non autorizzati dall’EFSA in base alla procedura di validazione di cui all’art. 13 del regolamento n. 1924/2006/Ce, non rientranti tra i “claims pending” sui “botanicals” di cui alle linee guida del Ministero della salute e quindi permessi nelle more della definizione della procedura comunitaria – in quanto le sostanze di riferimento sono ottenute tramite il ricorso alla funzione mellifera della api, e quindi non riconducibili alla definizione di “botanicals” – e non assistiti da evidenze scientifiche idonee a supportarli, inducano in errore particolari fasce deboli di consumatori, quali i pazienti sottoposti a cure mediche oncologiche.

Garante concorr. e mercato, 20/11/2013, n.24627

Omesso o insufficiente monitoraggio del paziente

Sussiste la responsabilità del medico, a cui è affidato il controllo del paziente nella fase postoperatoria, qualora venga dimostrato che dalla scorretta interpretazione dei sintomi mostrati e delle analisi in merito disposte, nonché dalla conseguente insufficiente indagine posta in essere in relazione alle complicanze intervenute a seguito dell’intervento chirurgico, sia dipeso il ritardo nell’intervento di rianimazione che, se tempestivo, avrebbe consentito, con elevato grado di probabilità, la sopravvivenza del medesimo.

(Nel caso di specie, il Tribunale ha condannato il medico responsabile del letto di degenza e il Primario del reparto che aveva prescritto un intervento di chemioembolizzazione – intervento consistente nell’inserimento, tramite introduttore, di un catetere generalmente nell’arteria femorale, per la somministrazione di chemioterapia e la pratica dell’embolizzazione – i quali si erano occupati del paziente nella fase postoperatoria, quando lo stesso subiva uno shock emorragico e decedeva anche a causa della ritardata richiesta di intervento del rianimatore, mandando, invece, assolto il terzo medico imputato che aveva correttamente eseguito l’intervento, considerato che sino al ritorno del paziente in reparto nessun segnale avrebbe potuto far presagire il peggioramento delle condizioni).

Tribunale Milano, 24/09/2011

Incapacità di deambulazione senza aiuto permanente

Le condizioni previste dall’art. 1 della legge n. 18 del 1980 per l’attribuzione dell’indennità di accompagnamento consistono, alternativamente, nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure nell’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita senza continua assistenza; ai fini della valutazione di dette situazioni non rilevano episodici contesti, ma è richiesta la verifica della loro inerenza costante al soggetto, non in rapporto ad una soltanto delle possibili esplicazioni del vivere quotidiano (quale per esempio il portarsi fuori dalla propria abitazione), ovvero alla necessità di assistenza determinata da patologie particolari e finalizzata al compimento di alcuni, specifici, atti della vita quotidiana.

(Fattispecie relativa a pazienti affetti da malattie oncologiche richiedenti l’indennità per i soli periodi dei cicli di chemioterapia).

Cassazione civile sez. lav., 30/03/2011, n.7273

Ricovero presso un ospedale pubblico

In tema di indennità di accompagnamento per coloro che subiscono trattamenti di chemioterapia il beneficio può spettare all’invalido grave anche durante il ricovero in ospedale pubblico ove si dimostri che le prestazioni assicurate dall’ospedale medesimo non esauriscono tutte le forme di assistenza di cui il paziente necessita per la vita quotidiana. Ne consegue che, in caso di trattamento chemioterapico, ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità, occorre accertare in concreto se esso comporti le condizioni previste dall’art. 1 della l. n. 18 del 1990 avendo riguardo alla tipologia dei dosaggi dei medicinali somministrati, ai relativi effetti sul paziente ed al tempo di durata della terapia.

(Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito di rigetto della richiesta di beneficio relativamente a tre cicli di chemioterapia della durata di cinque giorni ciascuno in regime di ospedalizzazione e, successivamente, di altri quattro cicli di cinque giorni ciascuno di trattamento radioterapico in regime di day hospital).

Cassazione civile sez. lav., 22/10/2008, n.25569

Pazienti oncologici: l’inabilità

Le persone malate di cancro e debilitate dalla chemioterapia possono ottenere l’indennità di accompagnamento, anche se l’inabilità riguarda un periodo molto breve.

Cassazione civile sez. lav., 27/05/2004, n.10212

Approcci terapeutici della patologia

Non sono ravvisabili profili di illogicità nei d.m. sanità 30 gennaio 1998 e 31 gennaio 1998, nella parte in cui non prevedono, ai fini concorsuali, l’equipollenza di discipline mediche delle quali l’una (la chemioterapia) appare “ictu oculi” circoscritta a particolari (e non a tutti) gli approcci terapeutici della patologia che è oggetto dell’altra (l’oncologia), non solo sotto il profilo strettamente terapeutico.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 11/04/2000, n.467



2 Commenti

  1. Gli oncologi mettono in guardia sulle cure, non dimostrate scientificamente, presentate in alcuni libri venduti su Amazon e molto richiesti dal pubblico.

  2. Dal bere il succo di carota, alla dieta alcalina fino a quella a base di olio di cannabiodiolo: adesso gli oncologi reagiscono al proliferare delle vendite online su Amazon di tanti libri che invece, contengono terapie ‘bufala‘, spesso diete, contro il cancro: secondo gli esperti, sono oltre 3.000 i titoli elencati su Amazon che appaiono quando si cerca ‘cure per il cancro‘.

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