L’esperto | Articoli

Modifica condizioni divorzio: ultime sentenze

18 Gennaio 2020
Modifica condizioni divorzio: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: modifica delle condizioni di divorzio; diritto alla percezione dell’assegno divorzile; divorzio pronunciato all’estero e modifica delle condizioni relative ai figli; ponderazione delle condizioni economiche delle parti.

Modifica delle condizioni di divorzio proposta al giudice monocratico

Deve dichiararsi l’inammissibilità della domanda proposta nelle forme del rito ordinario davanti al Giudice monocratico, laddove per i procedimenti diretti alla modifica delle condizioni di divorzio è necessario attivare il procedimento di cui all’art. 9 della L. 898/1970 avanti al Tribunale in composizione collegiale, chiamato a decidere in camera di consiglio e, per i provvedimenti relativi ai figli, con la partecipazione necessaria del Pubblico Ministero, vertendosi in materia indisponibile dalle parti.

In tal senso dispone infatti il predetto art. 9, secondo cui qualora sopravvengano giustificati motivi dopo la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, in camera di consiglio e, per i provvedimenti relativi ai figli, con la partecipazione del pubblico ministero, può, su istanza di parte, disporre la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli e di quelle relative alla misura e alle modalità dei contributi da corrispondere ai sensi degli articoli 5 e 6.

Tribunale Roma sez. I, 01/08/2019, n.15953

Assegno divorzile e spese di cura

Il criterio dell’autosufficienza economica necessaria per escludere il diritto alla percezione dell’assegno divorzile, introdotto da Cass. n. 11504/2017, è applicabile anche ai procedimenti per la modifica delle condizioni di divorzio sempre che si sia in presenza di “giustificati motivi” che innovino il quadro economico patrimoniale di riferimento, ossia solamente se vi sia “in concreto” una modificazione che giustifichi il ricorso all’autorità giudiziaria.

Tribunale Milano sez. IX, 31/05/2018, n.11830

Modifica condizioni di divorzio e mantenimento del maggiorenne divenuto disoccupato

È inammissibile la richiesta di contributo al mantenimento per il figlio maggiorenne divenuto disoccupato all’interno del procedimento di modifica delle condizioni di divorzio poiché, raggiunta l’indipendenza economica del figlio, non può rivivere l’obbligo di mantenimento potendo invece sorgere eventualmente obblighi alimentari accertabili con un autonomo procedimento.

Tribunale Roma sez. I, 21/07/2017

Procedimento per la modifica delle condizioni di divorzio

Nel procedimento per la modifica delle condizioni di divorzio, la richiesta dell’assegno divorzile, previsto dalla legge n. 898 del 1970, art. 5, comma 6, è ammissibile anche ove esso non sia stato precedentemente chiesto, ma è pur sempre necessario che siano dedotte e dimostrate – evidentemente nel giudizio di merito – circostanze sopravvenute, rispetto alle statuizioni del divorzio operanti rebus sic stantibus, concernenti la indisponibilità di mezzi adeguati e la impossibilità oggettiva di procurarseli.

La rilevanza dei fatti pregressi e delle ragioni giuridiche non addotte nel giudizio di divorzio rimane esclusa in base alla regola generale secondo cui il giudicato copre il dedotto e il deducibile: tale principio trova applicazione anche nella ipotesi in cui il coniuge divorziato che chiede per la prima volta l’assegno sia rimasto contumace nel giudizio di divorzio, non potendo essere a lui riconosciuta una posizione diversa da quella del coniuge che, essendosi costituito, non abbia chiesto l’attribuzione di detto assegno.

Cassazione civile sez. VI, 12/01/2017, n.683

Sentenza straniera di divorzio

Con riferimento alla sentenza di divorzio pronunciata all’estero (nella specie, Ucraina) anche se non trascritta all’anagrafe in Italia, sussiste la giurisdizione italiana riguardo alle domande di modifica delle condizioni di divorzio relative all’affidamento dei figli e agli obblighi di mantenimento dei medesimi, allorché gli stessi siano cittadini italiani ovvero anche solo residenti abitualmente in Italia.

(Nel caso di specie la prole viveva in Italia da circa quattro anni).

Tribunale Modena sez. II, 07/02/2017, n.769

Modifica delle condizioni di divorzio pronunciato all’estero

Il Giudice italiano, successivamente investito della modifica delle condizioni di divorzio pronunciato all’estero (nella specie: Romania), può valutare, ai sensi degli art. 337 quinquies c.c., e artt. 5 e 6 l. n. 898/1970, il sopravvenuto mutamento delle circostanze, ai fini della richiesta revisione.

(Nel caso di specie, la prole, sia minorenne che maggiorenne non economicamente indipendente, si era trasferita a vivere presso la madre, diversamente da quanto inizialmente previsto nella sentenza straniera).

Tribunale Modena sez. II, 05/01/2017, n.66

Modifica delle condizioni di divorzio e responsabilità genitoriale

Nel caso in cui le parti, sposate all’estero, abbiano, sempre all’estero, ottenuto pronuncia di divorzio, il genitore interessato alla modifica delle condizioni che regolano la responsabilità genitoriale, deve promuovere l’azione di modifica delle condizioni di divorzio ai sensi e per gli effetti dell’art. 9, l. n. 898/1970.

Tribunale Milano sez. IX, 30/12/2016

Procedimenti di revisione delle condizioni di divorzio: competenza territoriale

Ritenuto che i procedimenti di modifica delle condizioni di separazione e dei procedimenti di modifica delle condizioni di divorzio presentano situazioni analoghe che postulano un’identica disciplina, la mancanza nella legge di divorzio di una normativa sulla competenza territoriale per la revisione dei provvedimenti sull’affidamento dei minori, in applicazione analogica della disciplina prevista ex art. 709 e 710 c.p.c., è competente il tribunale dal luogo di residenza dei figli minori, ai quali è dovuta una tutela assolutamente centrale e poziore; per ragioni identiche, a decidere sulla responsabilità genitoriale è il Tribunale più vicino alla sede degli interessi più rilevanti dei minori stessi, specie quando il loro ascolto appaia del tutto necessario per una loro più conducente tutela.

Tribunale Pavia, 07/03/2016

Domanda di modifica delle condizioni di divorzio

In materia di revisione dell’assegno divorzile, il giudice non può procedere ad una nuova ed autonoma valutazione dei presupposti o della entità dell’assegno, sulla base di una diversa ponderazione delle condizioni economiche delle parti, ma, nel pieno rispetto delle valutazioni espresse al momento dell’attribuzione dell’emolumento, deve limitarsi a verificare se, ed in che misura, le circostanze sopravvenute abbiano alterato l’equilibrio così raggiunto e ad adeguare l’importo o lo stesso obbligo della contribuzione alla nuova situazione patrimoniale.

(Nelle specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva respinto la domanda di modifica delle condizioni di divorzio, assumendo che il marito non poteva eludere il suo obbligo di mantenimento della moglie creando una esposizione debitoria dovuta ad un acquisto immobiliare, e che l’accertamento, a carico del primo, di un’evasione fiscale rendeva incerto l’ammontare dei suoi redditi attuali, comunque evidentemente superiori a quanto dichiarato).

Cassazione civile sez. VI, 20/06/2014, n.14143

Domanda di modifica delle condizioni del divorzio: quando è proponibile?

La domanda di modifica delle condizioni di divorzio presentata ai sensi dell’art. 9 della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (come l’analoga domanda ex art. 710 cod. proc. civ. in relazione alle statuizioni contenute nella sentenza di separazione personale dei coniugi), é proponibile soltanto dopo il passaggio in giudicato della decisione che ha pronunciato il divorzio, senza che ciò determini alcuna lesione di tutela della parte, che, ove intenda far valere fatti nuovi sopravvenuti durante la pendenza del giudizio di legittimità, può avvalersi del rimedio di cui all’art. 373 cod. proc. civ.

Cassazione civile sez. VI, 15/10/2014, n.21874

Modifica delle condizioni di divorzio pronunciato all’estero: presupposti

Il Giudice italiano, successivamente investito della modifica delle condizioni di divorzio pronunciato all’estero (nella specie: Marocco), può valutare, ai sensi degli art. 155 e 156 c.c., 5 e art. 6 l. n. 898/1970, presupposti e circostanze, già esistenti al momento di quella decisione che non siano state considerate secondo la legislazione estera, ovvero il sopravvenuto mutamento delle circostanze, ai fini della richiesta revisione.

(Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il giudice ha provveduto ad aumentare l’importo dell’assegno di mantenimento nonché a stabilire “ex novo” l’obbligo di contribuzione al pagamento delle spese straordinarie siccome non previsto dalla sentenza straniera).

Tribunale Modena sez. II, 18/04/2012

Revisione statuizioni: assegno all’ex coniuge

Proposto reclamo avverso il decreto di modifica delle condizioni di divorzio, la domanda intesa ad ottenere la dichiarazione di immediata efficacia del decreto emesso dal tribunale va proposta dinanzi alla corte d’appello.

Corte appello Brescia, 18/08/2011

Modifica delle condizioni di divorzio e affidamento della prole

Ogni valutazione del g.o. in merito all’affidamento dei figli minori, sia in termini di idoneità genitoriale sia di eventuale utilità di un affido a terzi, presuppone che non vi sia tra i genitori stessi una conflittualità tale da risultare addirittura pregiudizievole per gli interessi della prole, poiché in tal caso deve anzitutto disporsi la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni per l’eventuale pronuncia di decadenza dalla potestà.

(Nel caso di specie, durante il procedimento instaurato dal genitore non affidatario per la modifica delle condizioni di divorzio relative proprio all’affidamento della prole, il g.o. accertava, anche grazie all’intervento dei servizi sociali, una “conflittualità accesa e totale” tra i genitori, nonostante fossero già trascorsi 5 anni dal divorzio. Rilevato altresì che tale persistente condizione esponeva a concreto pericolo l’equilibrio psicologico del minore, il giudice, in applicazione del principio di cui in massima, ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica, ravvisando la necessità di un intervento sulla potestà, e rigettando la domanda relativa all’affidamento, anche a terzi, della prole).

Tribunale Modena sez. II, 16/03/2011



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube