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Rinnovo legge 104: modulistica

4 Marzo 2020
Rinnovo legge 104: modulistica

Quando e come chiedere il rinnovo dei permessi retribuiti introdotti dalla legge a tutela della disabilità.

Sei un lavoratore dipendente portatore di handicap grave oppure assisti regolarmente un parente disabile? Forse non sai che, in presenza di determinati requisiti, potresti, ad esempio, aver diritto a richiedere i permessi retribuiti. In altre parole, puoi assentarti dal lavoro e godere di 3 giorni di riposo al mese, percependo comunque lo stipendio durante il periodo di assenza. Questi permessi, però, sono riconosciuti solo in presenza di un’infermità fisica o psichica grave accertata dalle competenti autorità sanitarie.

Nell’articolo che segue ci occuperemo, in particolare, del rinnovo legge 104: modulistica, requisiti e scadenze.

Cos’è la Legge 104?

Prima di addentrarci nell’argomento, è importante capire bene che la Legge 104 [1] prevede una serie di benefici a favore di chi è affetto da una condizione di disabilità grave tale da causare difficoltà lavorative, di apprendimento e di relazione e quindi una situazione di emarginazione.

In pratica, lo scopo della Legge 104 è principalmente quello di:

  • garantire il rispetto della dignità umana e dei diritti di libertà e di autonomia dei portatori di handicap;
  • favorire l’integrazione del disabile nella scuola, nel lavoro e nella società;
  • rimuovere gli ostacoli che impediscono l’autonomia e la partecipazione della persona con handicap alla vita della collettività.

Legge 104: i benefici

I benefici introdotti dalla Legge 104 consentono principalmente al lavoratore con handicap grave (o che presta assistenza ai familiari affetti da disabilità) di assentarsi dal lavoro – per alcuni giorni oppure per alcune ore al mese – mantenendo la sua retribuzione anche nei giorni di assenza. Ma chi paga i giorni di permesso? Vengono anticipati dal datore di lavoro che poi effettua un conguaglio con i contributi dovuti all’Inps.

Alcuni di questi benefici sono:

  • i permessi retribuiti: pari a 3 giorni di riposo al mese. È riconosciuta anche la possibilità di frazionare i 3 giorni in ore, in tal caso basterà dividere l’orario di lavoro settimanale per il numero dei giorni lavorativi settimanali e moltiplicare per i 3 giorni di riposo riconosciuti: otterrai 18 ore che potrai fruire al mese;
  • prolungamento del congedo parentale per assistenza del figlio con handicap grave;
  • riposi orari, alternativi al prolungamento del congedo parentale: 1 o 2 ore al giorno di riposo, a seconda dell’orario lavorativo;
  • congedo straordinario, ossia un periodo di aspettativa retribuita, per assistenza di un familiare disabile grave.

La disciplina, tuttavia, si differenzia a seconda di chi sia il soggetto che richiede il permesso 104. Di conseguenza, i genitori (anche adottivi o affidatari) di figli di età inferiore ai 3 anni con disabilità grave hanno diritto a:

  • 3 giorni di permesso mensili, anche frazionabili in ore;
  • prolungamento del congedo parentale con un’indennità pari al 30% della retribuzione. Attenzione però: il periodo complessivo (cioè congedo parentale e prolungamento) può avere una durata massima di 3 anni e deve essere fruito fino a quando il bambino non compia 12 anni (per i genitori adottivi o affidatari, invece, il periodo di fruizione decorre dalla data di ingresso in famiglia del minore indipendentemente dall’età del bambino e comunque non oltre il compimento della maggiore età);
  • permessi orari: 2 ore o 1 ora al giorno, a seconda che la giornata lavorativa sia pari o superiore a 6 ore oppure inferiore a 6 ore.

Ai genitori biologici di figli disabili graviti oltre i dodici anni di età e ai genitori adottivi o affidatari di figli disabili in situazione di gravità oltre i dodici anni dall’ ingresso in famiglia del minore spettano 4 giorni di permesso al mese.

Ai genitori, al coniuge, alla parte dell’unione civile, al convivente di fatto, ai parenti e agli affini della persona disabile in situazione di gravità spettano 3 giorni di permesso mensile, anche frazionabili in ore.

Altri benefici previsti dalla Legge 104 riguardano, ad esempio, il diritto ad ottenere l’insegnante di sostegno, le agevolazioni fiscali per l’acquisto di carrozzine, auto per i disabili o per l’abbattimento di barriere architettoniche.

Permessi 104: chi ne ha diritto?

I permessi retribuiti spettano ai seguenti lavoratori dipendenti:

  • disabili in situazione di gravità;
  • genitori, anche se adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
  • coniuge, partner dell’unione civile, convivente, parente o affine entro il 2° grado di soggetti disabili in situazione di gravità;
  • parente o affine di terzo grado, qualora i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente di età superiore ai 65 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti, oppure siano deceduti o mancanti (assenza naturale o giuridica).

I permessi 104 non sono, invece, riconosciuti ai:

  • lavoratori a domicilio;
  • collaboratori domestici e familiari: ad esempio badante, colf ecc.;
  • lavoratori agricoli a tempo determinato;
  • lavoratori autonomi;
  • lavoratori parasubordinati (collaboratori coordinati e continuativi).

Legge 104: requisiti

Per poter beneficiare dei permessi retribuiti sono necessari i seguenti requisiti:

  • essere lavoratore dipendente (anche se part time): in altri termini devi essere stato assunto con un contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato;
  • status di disabilità grave (del richiedente o del familiare) accertato dalla competente commissione medica. Al riguardo, la legge precisa che deve trattarsi di handicap, ossia  di una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa;
  • che non siano presenti altre forme di assistenza pubblica o privata a tempo pieno. In tal caso, infatti, il disabile è già assistito dal personale della struttura ospitante e non è dunque necessario il permesso retribuito per assistenza.

Come richiedere i permessi retribuiti?

Per richiedere i permessi 104 devi compilare e trasmettere per via telematica all’Inps (tramite sito web dell’Inps, call center al numero 803.164 o patronato) l’apposito modulo avendo cura di leggerlo attentamente e di indicare:

  • i tuoi dati anagrafici;
  • il rapporto di parentela con il disabile grave;
  • il rapporto di lavoro in corso;
  • il ricovero o non ricovero del familiare disabile;
  • la distanza tra abitazione del richiedente e del familiare affetto da disabilità;
  • i dati anagrafici del disabile;
  • i giorni di permesso mensile richiesti;
  • la composizione del nucleo familiare della persona affetta da handicap grave;

Al suddetto modulo dovrai poi allegare anche la certificazione sanitaria, ovvero:

  • il certificato rilasciato dalla commissione medica Asl da cui si evince la gravità della condizione di handicap;
  • il certificato provvisorio rilasciato dal medico competente del SSN per chi è in attesa della comunicazione della Commissione medica Asl\Inps nel caso di attesa superiore ai 45 giorni dalla data di presentazione della domanda;
  • la certificazione rilasciata dal medico di base per i disabili affetti da sindrome di down.

A questo punto, dovrai sottoscrivere una dichiarazione di responsabilità sulla veridicità dei dati contenuti nella domanda e consegnare al datore di lavoro la copia della richiesta per beneficiare dei permessi 104, timbrata per ricevuta.

Attenzione: qualsiasi variazione delle notizie o delle situazioni autocertificate (ad esempio, in caso di ricovero del disabile presso istituti specializzati, revisione del giudizio di gravità della condizione di handicap o eventuali modifiche del periodi di permesso richiesti) dovranno essere comunicate all’Inps entro 30 giorni.

Revisione Legge 104

Lo stato di handicap grave, una volta riconosciuto, può essere soggetto a revisione, ossia a nuove verifiche da parte della commissione medica. In pratica, se i requisiti che hanno dato luogo al riconoscimento dell’handicap non permangono nel corso del tempo, si perdono le agevolazioni previste della Legge 104.

In attesa della visita di revisione, comunque, il disabile conserva tutti i benefici che gli sono stati riconosciuti fino al giorno della definizione del nuovo iter sanitario.

Come si chiede la revisione? La procedura viene attivata direttamente dall’Inps; il portatore di handicap deve soltanto attendere la convocazione per la visita da parte dell’istituto.

Completati tutti gli accertamenti sanitari relativi alla revisione, possono verificarsi due situazioni:

  • viene confermato lo stato di handicap grave del lavoratore o del familiare da lui assistito: in tal caso l’Inps invia una comunicazione al lavoratore disabile e al datore di lavoro; non occorre che il lavoratore presenti una nuova domanda, a meno che non sia stato assunto da un datore di lavoro diverso da quello indicato nella domanda precedente;
  • non viene confermato l’handicap grave del lavoratore o del familiare da lui assistito: in tal caso l’Inps comunica ai diretti interessati la cessazione degli effetti del provvedimento di autorizzazione con decorrenza dal giorno successivo alla data di definizione del nuovo verbale; in buona sostanza, si perdono i benefici della legge 104 precedentemente fruiti.

Qualora il disabile non si presenti alla visita di revisione senza presentare alcuna giustificazione, perde le agevolazioni a partire dal giorno successivo alla data dell’assenza alla visita di revisione; se, invece, il disabile presenta una giustificazione di carattere sanitario o amministrativo, può essergli concessa una seconda convocazione. All’esito della nuova convocazione a visita, può essere confermato o meno lo stato di disabilità in situazione di gravità.

Se il disabile non si presenta nemmeno alla seconda convocazione per l’accertamento sanitario? Si procede alla cessazione degli effetti dell’autorizzazione a suo tempo rilasciata, con decorrenza dal giorno successivo alla data di dell’assenza alla prima visita di revisione, con conseguente invio della lettera di comunicazione al disabile, al lavoratore e al datore di lavoro.

Rinnovo Legge 104: modulistica

Se il disabile ritiene che la propria condizione sia peggiorata, può chiedere all’Inps di essere sottoposto ad una nuova visita per accertare l’effettivo peggioramento delle proprie condizioni di salute. Pertanto, la domanda può essere avanzata solo se le condizioni di salute sono cambiate, rispetto alla precedente visita che ha dato luogo al riconoscimento dell’handicap.

Per compilare la domanda di rivedibilità  deve essere compilato il modello G codice AP72 se il disabile è maggiorenne, G7bis codice AP73 se minorenne: entrambi i modelli possono essere scaricati dalla sezione modulistica dell’INPS.

La domanda dovrà essere corredata del certificato medico che deve contenere le modificazioni del quadro clinico preesistente e va presentata all’Inps esclusivamente per via telematica.

Puoi scaricare la domanda qui.


note

[1] L. 104/92


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