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Legge 508/88

9 Gennaio 2020 | Autore:
Legge 508/88

Indennità accompagnamento: cos’è, a chi spetta e a quanto ammonta? Indennità di frequenza: chi ne ha diritto? Minore invalido diventa maggiorenne: che diritti?

In Italia esistono alcune leggi che provvedono a tutelare le persone che, a causa della loro patologia, non possono lavorare oppure provvedere autonomamente alle proprie esigenze quotidiane: pensa agli invalidi, ai portatori di handicap, a coloro che hanno subito l’amputazione di uno o più arti; ecc. Per tutti questi individui, la legge deve preoccuparsi di fornire loro gli strumenti per poter far fronte ai propri bisogni: occorre quindi elargire benefici e agevolazioni, anche economici. Di questo parla la legge 508/88.

Come vedremo meglio nel prosieguo dell’articolo, la legge 508/88 serve ad assicurare sussidi economici alle persone affette da invalidità molto gravi, tali da necessitare un concreto aiuto da parte dello Stato. La legge in questione si inserisce all’interno di un quadro normativo più ampio e complesso, nel quale emerge la fondamentale legge 104 sui portatori di handicap. Se l’argomento ti interessa, ad esempio perché il problema dell’invalidità ti riguarda da vicino, oppure per semplice curiosità giuridica, allora ti consiglio decisamente di prenderti dieci minuti di tempo e di proseguire nella lettura: vedremo insieme cosa prevede la legge 508/88.

Cos’è la legge 508/88?

La legge 508/88 si occupa dell’assistenza economica delle persone invalide, disciplinando l’indennità di accompagnamento per invalidi civili e ciechi; essa prevede, inoltre, l’indennità di frequenza per i minori invalidi.

Con la legge 508/88, dunque, lo Stato fa fronte al proprio dovere costituzionale di garantire protezione e tutela a coloro che, per cause a loro non imputabili, non possono svolgere attività lavorativa.

Cos’è l’indennità di accompagnamento legge 508/88?

Nel paragrafo superiore abbiamo detto che la legge 508/88 disciplina l’indennità di accompagnamento per invalidi. Di cosa si tratta?

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica che lo Stato (per mezzo del suo istituto previdenziale, l’Inps) elargisce a determinate persone residenti in forma stabile in Italia, indipendentemente dal reddito personale annuo e dall’età.

Accompagnamento: a chi spetta?

La legge 508/88 attribuisce l’indennità di accompagnamento (peraltro, già istituita nel 1980 [1]) agli invalidi civili totali a causa di minorazioni fisiche o psichiche per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.

Secondo la legge 508/88, l’indennità di accompagnamento spetta anche ai cittadini riconosciuti ciechi assoluti. In questa ipotesi, non occorre altro presupposto: l’essere totalmente ciechi attribuisce il diritto incontestabile all’indennità di accompagnamento.

Ricapitolando, l’indennità di accompagnamento spetta solamente a colui il quale sia invalido civile al 100% e, alternativamente:

  • sia incapace di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore ;
  • sia incapace di compiere gli atti più comuni della vita di tutti i giorni (mangiare, lavarsi, vestirsi ecc.) e, pertanto, necessita di assistenza continua.

Al cieco assoluto spetta l’indennità di accompagnamento senza che ci sia bisogno che ricorrano le condizioni dell’impossibilità a deambulare autonomamente oppure dell’incapacità a compiere gli atti della vita quotidiana. Si tratta infatti di una condizione altamente invalidante a cui la legge 508/88 riconosce immediatamente il diritto all’indennità di accompagnamento.

Per quanto riguarda l’indennità di comunicazione, ti rinvio alla lettura dell’articolo dedicato a questo particolare istituto.

Indennità di accompagnamento: quanto spetta?

Alla persona totalmente invalida che sia anche incapace di deambulare autonomamente oppure sia incapace di compiere gli atti più comuni della vita quotidiana spetta l’indennità di accompagnamento pari a 517,84 euro.

L’accompagnamento viene corrisposto per dodici mensilità, a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o dalla data indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale di riconoscimento dell’invalidità civile inviato dall’Istituto.

Secondo la legge 508/88, il pagamento dell’indennità di accompagnamento viene sospeso in caso di ricovero a totale carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni.

Indennità di accompagnamento: incompatibilità

Secondo la legge 508/88, l’indennità di accompagnamento per ciechi civili assoluti è compatibile con l’attività lavorativa e, a differenza dell’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili, spetta per intero anche se chi la richiede è ricoverato in un istituto pubblico.

È incompatibile con l’invalidità di guerra, di lavoro o di servizio, ma chi la richiede può scegliere il trattamento più favorevole.

L’indennità di accompagnamento è invece cumulabile con le prestazioni concesse a titolo di invalidità civile totale o di sordo (soggetti pluriminorati).

Indennità di frequenza: cos’è?

Una successiva legge [2] emanata per integrare la 508/88 ha introdotto l’istituto dell’indennità di frequenza. L’indennità di frequenza è una prestazione economica, erogata a domanda, finalizzata all’inserimento scolastico e sociale dei minori con disabilità fino al compimento della maggiore età.

L’indennità di frequenza spetta solamente ai minori di diciotto anni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, nonché ai minori affetti da grave sordità. Nello specifico, è richiesta una perdita uditiva superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze 500, 1000, 2000 hertz

L’indennità mensile di frequenza viene riconosciuta solamente ai minori dichiarati invalidi che frequentano le scuole pubbliche o private legalmente riconosciute, o frequentano in maniera continua o periodica dei centri ambulatori. Approfondiamo questo aspetto

Indennità frequenza: requisiti

La concessione dell’indennità di frequenza è subordinata, oltre che alla minore età e ai requisiti sanitari, alle seguenti condizioni:

  • frequenza continua o anche periodica di centri ambulatoriali, di centri diurni anche di tipo semiresidenziale, pubblici o privati, purché operanti in regime convenzionale, specializzati nel trattamento terapeutico e nella riabilitazione e recupero di persone portatrici di handicap;
  • oppure frequenza di scuole pubbliche o private legalmente riconosciute, di ogni ordine e grado a partire dagli asili nido;
  • oppure frequenza di centri di formazione o addestramento professionale pubblici o privati, purché convenzionati, finalizzati al reinserimento sociale dei soggetti.

Similmente all’accompagnamento, l’indennità di frequenza non spetta per i periodi in cui il minore è ricoverato a carattere continuativo e permanente, essendo requisito fondamentale la frequenza scolastica o di centri ambulatoriali.

Indennità di frequenza: a quanto ammonta?

L’indennità di frequenza viene corrisposta fino a un massimo di dodici mensilità, a partire dal primo giorno del mese successivo a quello di effettivo inizio della frequenza al corso o al trattamento terapeutico-riabilitativo.

L’indennità viene corrisposta per tutta la durata della frequenza (fino a un massimo di 12 mensilità). Per il 2019 l’importo è di 285,66 euro mensili. Il limite di reddito personale annuo per il 2018 è pari a 4.906,72 euro.

Ai fini dell’accertamento del requisito reddituale in sede di prima liquidazione si considerano i redditi dell’anno in corso dichiarati dall’interessato in via presuntiva. Per gli anni successivi si considerano, per le pensioni, i redditi percepiti nell’anno solare di riferimento, mentre per le altre tipologie di redditi gli importi percepiti negli anni precedenti.

La misura della pensione, in condizioni particolari di reddito, può essere incrementata di un importo mensile stabilito dalla legge (maggiorazione).

Indennità di accompagnamento e di frequenza: differenze

Da quanto setto sinora emergono nette le differenze tra l’indennità di accompagnamento della legge 508/88 e l’indennità di frequenza:

  • l’indennità di accompagnamento ha, come presupposti, la condizione di cieco totale ovvero di invalido incapace di deambulare o di provvedere autonomamente ai bisogni della vita quotidiana. L’indennità di accompagnamento, inoltre, prescinde da ogni requisito reddituale;
  • l’indennità di frequenza è destinata ai soli minori di diciotto anni incapaci di svolgere le funzioni o i compiti tipici della propria età (non si tratta, dunque, di un’invalidità lavorativa), ovvero ai minori affetti da grave sordità. Fondamentale è che essi frequentino un istituto d’istruzione pubblico o equiparato a quello pubblico, ovvero un centro terapeutico. L’indennità di frequenza è di importo minore e, per beneficiarne, occorre rispettare un limite reddituale.

Indennità accompagnamento per minorenni

Secondo la legge 508/88, l’indennità di accompagnamento spetta a chiunque soddisfi i requisiti sopra indicati: pertanto, l’indennità di accompagnamento potrà spettare anche a un minorenne.

Di conseguenza, il minore di diciotto anni che sia riconosciuto totalmente invalido potrà ottenere la prestazione economica in commento.

L’indennità di frequenza, infatti, è concessa sulla base di requisiti diversi in quanto, come detto sopra, essa presuppone che il minore frequenti le scuole o centri di riabilitazione, mentre non occorre che sia invalido al 100% (presupposto essenziale per l’accompagnamento).

La diversità di presupposti tra indennità di accompagnamento e di frequenza fa sì che il minore che benefici di quest’ultima, al raggiungimento della maggiore età non avrà diritto automaticamente all’accompagnamento, ma dovrà inoltrare apposita domanda per vedersela riconosciuta.

Dunque, il compimento del diciottesimo anno non comporta l’automatica concessione di alcuna prestazione. Pertanto è necessario che l’interessato, ove sia in possesso anche degli altri requisiti previsti, presenti una specifica domanda per la concessione dell’indennità di accompagnamento i cui effetti decorreranno dal mese successivo alla data di presentazione.


note

[1] Legge n. 18 del 11.02.1980.

[2] Legge n. 289 dell’11 ottobre 1990.

Autore immagine: 123rf.com


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