Divieto di contanti e pagamenti elettronici: nuove regole

8 Gennaio 2020
Divieto di contanti e pagamenti elettronici: nuove regole

Decreto fiscale 2020: come interviene sulle sanzioni in caso di pagamenti non tracciabili e sugli obblighi di pagamento tramite Pos. 

Il Decreto fiscale 2020 [1] contiene nuove regole in materia di divieto di contanti e pagamenti elettronici.

Viene gradatamente ridotta la soglia sull’uso dei contanti tra soggetti diversi: il tetto, prima di 3.000 euro, passa a 2.000 euro dal 1° luglio 2020 e scende a 1.000 a partire dal 2022. Questo significa che, per l’anno a venire, è possibile pagare, donare o prestare denaro contante sino a massimo 1.999,99 euro. Oltre tale limite scatta l’obbligo dei pagamenti tracciabili: assegni circolari, assegni bancari non trasferibili, bonifici, carte di credito, carte prepagate, bancomat.

Ma procediamo con ordine e vediamo nello specifico le singole novità.

Modifiche sull’utilizzo del contante

Tra le molte novità contenute nel Decreto fiscale 2020 quella relativa alle modifiche del regime relativo all’utilizzo del contante riveste particolare importanza perché oggetto anche di un forte dibattito politico sull’utilità, o meno, di tale misura, finalizzata a combattere il fenomeno dell’evasione fiscale.

È vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi – siano esse persone fisiche o giuridiche – quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a: 

  • 2.000 euro dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021;
  • 1.000 euro a partire dal 2022. 

Il trasferimento superiore al predetto limite, quale che ne sia la causa o il titolo, è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati e può essere eseguito esclusivamente per il tramite di banche, Poste Italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento.

Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. Gli assegni bancari e postali emessi all’ordine del traente possono essere girati unicamente per l’incasso a una banca o a Poste Italiane S.p.a.

Gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari sono emessi con l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari, di importo inferiore a 1.000 euro può essere richiesto, per iscritto, dal cliente senza la clausola di non trasferibilità.

Il richiedente di assegno circolare, vaglia cambiario o mezzo equivalente, intestato a terzi ed emesso con la clausola di non trasferibilità, può chiedere il ritiro della provvista previa restituzione del titolo all’emittente.

Per ciascun modulo di assegno bancario o postale richiesto in forma libera ovvero per ciascun assegno circolare o vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera è dovuta dal richiedente, a titolo di imposta di bollo, la somma di € 1,50.

Sanzioni

Vengono modificate anche le sanzioni previste per le violazioni all’uso dei contanti. Per le violazioni commesse e contestate dall’1.7.2020 al 31.12.2021 il minimo edittale è fissato a € 2.000.

Per le violazioni commesse e contestate a decorrere dall’1.1.2022 il predetto minimo edittale è fissato a € 1.000.

Certificazioni fiscali e pagamenti elettronici

Saranno obbligati a consentire ai cittadini di effettuare pagamenti elettronici mediante Pos tramite la piattaforma elettronica, per il pagamento dei tributi, anche i seguenti soggetti:

  • le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, co. 2, D.Lgs. 30.3.2001, n. 165, nel rispetto del riparto di competenza di cui all’art. 117 della Costituzione, ivi comprese le autorità di sistema portuale, nonché le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione;
  • i gestori di servizi pubblici, ivi comprese le società quotate, in relazione ai servizi di pubblico interesse;
  • le società a controllo pubblico, come definite nel D.Lgs. 19.8.2016, n. 175, escluse le società quotate di cui all’art. 2, co. 1, lett. p), del medesimo decreto che non rientrino nella categoria di cui alla lett. b); dovranno permettere l’effettuazione di pagamenti elettronici anche per il versamento spontaneo di tributi.

Oltre al comparto P.A., tutte le società di capitali e/o persone, nonché le ditte individuali e i lavoratori autonomi che:

  • svolgono l’attività di vendita di prodotti;
  • prestano servizi (anche professionali);
  • ai consumatori persone fisiche nella loro sfera personale, sono tenuti a mettere a loro disposizione strumenti idonei al pagamento elettronico.

In sostanza si tratta di bar, ristoranti, commercianti al minuto, Ced, tutti i liberi professionisti iscritti o meno ad un Albo, piccoli artigiani, e così via.

Anche questa volta però il legislatore non ha previsto sanzioni in caso di violazione delle norme. Quindi i divieti non possono essere fatti valere nei confronti dei trasgressori.



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2 Commenti

  1. Il messaggio che passa è :
    – i contanti li usano i criminali e li renderemo illegali.

    Sveglia, sul serio, non per modo di dire. I contanti devono coesistere con i pagamenti elettronici. Spostarsi solo su uno dei due sistemi, non renderà la gente meno disonesta. Infatti i criminali si stanno spostando sul phishing e truffe telematiche, segno che anche loro si stanno aggiornando.

    1. tra una rapina violenta e una truffa online, scelgo la seconda:
      con la seconda i soldi si recuperano e non rischi la vita e lo spavento, con la prima i soldi non si recuperano e si può anche morire. Poi, aggiungo, la droga non si acquista con la carta di credito…..

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