Cronaca | News

Scontro Usa Iran, le prossime mosse

6 Gennaio 2020
Scontro Usa Iran, le prossime mosse

Perché Trump ha attaccato e quale sarà ora la reazione dell’Iran? La risposta di un esperto di strategia militare e geopolitica: gli Usa sono una superpotenza.

Perché gli Usa hanno deciso di uccidere in un raid improvviso il generale islamico Soleimani, con il rischio di attaccare l’Iran e provocarne la reazione? Una mossa calcolata a ragion veduta, secondo quanto spiega  all’agenzia stampa AdnKronos il generale Carlo Jean, esperto di strategia militare e geopolitica.

“Gli Usa avevano subito una serie di ‘punture di spillo’, dall’abbattimento del drone all’attacco contro gli impianti petroliferi sauditi, e la Casa Bianca aveva detto che se ci fosse stato un attacco deciso contro le forze statunitensi, avrebbe agito pesantemente. E se una grande potenza minaccia senza poi tradurre questa minaccia in realtà, perde il suo ruolo”. Per questo – afferma il generale – “Dal punto di vista strategico, l’azione di Trump è del tutto comprensibile e logica, in quanto atto di deterrenza preventiva contro futuri attacchi iraniani”.

Cosa succederà ora e quale sarà la reazione iraniana? Per Jean, “l’Iran non potrà fare granché, al di là di qualche lancio di missile e colpo di mortaio, o qualche attacco hacker informatico; se fa qualcosa di più grosso, viene steso: la differenza di potenza fra Usa e Iran è tale che Teheran non può resistere a un attacco deciso. Certo, dal punto di vista della coesione interna, il regime non può non reagire all’uccisione di Soleimani, ma al tempo stesso sa che la reazione Usa sarà brutale, anche muovendo le portaerei verso il Golfo Persico con una potenza di fuoco ben conosciuta e un blocco delle esportazioni petrolifere”.

Inoltre, prosegue il generale Jean, “Trump ha tenuto conto anche della situazione interna iraniana, con le grosse rivolte che hanno provocato centinaia se non migliaia di vittime. E in Iraq c’è chi piange la morte di Soleimani ma c’è anche chi la festeggia, con gli stessi sciiti divisi, anche tenendo conto dell’odio secolare fra arabi e persiani”.

Quanto alla minaccia del terrorismo, per Jean “da un punto di vista strategico generale, al di là di chi ci rimette fisicamente la pelle, fa soltanto poco più di un solletico… Il coltello dalla parte del manico ce l’hanno gli Usa, con il loro alleato di ferro Israele”.

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Autore immagine: 123rf.com


1 Commento

  1. Come con la fine dei vari stalin…, hitler…, idi amin dada e – why not?… – maduro & co., il mondo non potrà che essere migliore dopo l’eliminazione di suleimani! NO a qualunque tipo di dittatura sotto qualunque forma espressa!

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