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Pensione invalidità contributiva

8 Gennaio 2020 | Autore:
Pensione invalidità contributiva

Chi è assoggettato al calcolo interamente contributivo dell’assegno può ottenere pensioni agevolate per invalidità?

Chi è assoggettato al calcolo contributivo della pensione, rispetto a coloro che possono beneficiare del calcolo retributivo o misto, subisce parecchi svantaggi. Non soltanto perché, di per sé, il calcolo contributivo risulta penalizzante, essendo basato esclusivamente sui versamenti accreditati e sull’età pensionabile, ed offrendo all’interessato rivalutazioni molto basse (in quanto basate sulla variazione quinquennale del Pil nominale).
Sono presenti ulteriori penalizzazioni che non tutti conoscono. Ad esempio, chi è assoggettato al calcolo contributivo della pensione non può beneficiare dell’integrazione al minimo dell’assegno: in altre parole, non solo la pensione è più bassa a causa del sistema di calcolo, ma non può nemmeno essere integrata al trattamento minimo.
Ma non finisce qui: per i lavoratori assoggettati al sistema contributivo, non è possibile di beneficiare di diverse agevolazioni pensionistiche, cioè di anticipi della pensione: ad esempio, è preclusa la possibilità di ottenere la pensione anticipata per lavoratori precoci con soli 41 anni di contributi.
Ma è possibile ottenere la pensione invalidità contributiva, cioè la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, oppure un’altra prestazione economica erogata dall’Inps collegata all’invalidità, per chi è assoggettato al calcolo integralmente contributivo?
Proviamo a fare il punto della situazione, analizzando i vari provvedimenti che consentono di anticipare la pensione per invalidità o di ottenere prestazioni specifiche collegate alla riduzione della capacità lavorativa.

Pensione di vecchiaia anticipata per invalidità

I lavoratori dipendenti del settore privato possono ottenere la pensione di vecchiaia con un requisito di età agevolato, pari a 56 anni per le donne ed a 61 anni per gli uomini, con un minimo di 20 anni di contributi (15 anni per i beneficiari delle cosiddette deroghe Amato) ed una finestra di attesa pari a 12 mesi. Per ottenere quest’agevolazione, è necessario che l’interessato sia in possesso di un’invalidità al lavoro o pensionabile [1] (che non va confusa con l’invalidità civile) almeno pari all’80%.
È inoltre necessario che l’interessato sia in possesso di contribuzione accreditata alla data del 31 dicembre 1995.
Quest’ultima previsione taglia fuori coloro che sono assoggettati al calcolo interamente contributivo della prestazione dalla platea dei beneficiari della pensione di vecchiaia anticipata per invalidità.

Ape sociale per invalidi

Teoricamente, coloro che sono assoggettati al calcolo integralmente contributivo della pensione potrebbero ottenere l’Ape sociale, cioè l’anticipo pensionistico dedicato alle categorie di lavoratori maggiormente svantaggiati (invalidi, disoccupati di lungo corso, caregiver, addetti ai lavori gravosi).
Per gli invalidi, in particolare, è richiesto il requisito del riconoscimento dell’invalidità civile in misura almeno pari al 74%.
L’Ape sociale, tuttavia, può essere ottenuta con un minimo di 63 anni di età e di 30 anni di contributi. Quest’ultimo requisito, di fatto, taglia fuori dal perimetro dei beneficiari gli assoggettati al calcolo integralmente contributivo della pensione, in quanto, essendo privi di contributi precedenti al 1996, entro il 2020 non raggiungono 30 anni di contribuzione, e nemmeno 28 anni, requisito minimo richiesto per le donne con almeno due figli.
Questi soggetti potrebbero ottenere l’Ape sociale solo se il provvedimento sarà prorogato ulteriormente, offrendo la possibilità di perfezionare i requisiti anche oltre il 31 dicembre 2020.

Assegno ordinario di invalidità

Gli assoggettati al calcolo integralmente contributivo della pensione in possesso di un’invalidità al lavoro superiore ai due terzi possono comunque ottenere l’assegno ordinario di invalidità, se risultano in possesso di almeno cinque anni di contributi, di cui tre versati nell’ultimo quinquennio (sono esclusi i dipendenti pubblici).
L’assegno ordinario di invalidità è calcolato sulla base della contribuzione versata, proprio come la generalità dei trattamenti pensionistici, ma è cumulabile limitatamente con il redditi derivanti dall’attività lavorativa. Può essere difatti tagliato anche del 50%, e può subire un ulteriore taglio, lo stesso applicato alla generalità dei trattamenti di invalidità specifica e delle pensioni di inabilità a favore dei dipendenti pubblici.
Riguardo all’età pensionabile, che influisce nel calcolo dell’assegno, è utilizzato il coefficiente di trasformazione corrispondente ai 57 anni di età per chi presenta un requisito anagrafico inferiore.

Pensione per inabilità al lavoro

I lavoratori assoggettati al calcolo integralmente contributivo della prestazione possono anche ottenere la pensione per inabilità al lavoro: deve essere però riscontrata un’inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa. Inoltre, devono essere posseduti almeno cinque anni di contribuzione, di cui tre anni accreditati nell’ultimo quinquennio.
Il calcolo della pensione è lo stesso applicato alla generalità dei trattamenti, ma è possibile fruire di una maggiorazione sino a un massimo di 40 anni di contributi, incrementando virtualmente l’anzianità contributiva sino ai 60 anni di età.
Il coefficiente di trasformazione utilizzato nel calcolo contributivo della pensione è pari a 57 anni, per coloro che possiedono un requisito anagrafico inferiore. La pensione per inabilità, al contrario dell’assegno ordinario d’invalidità, può essere ottenuta anche in regime di cumulo dei contributi.
Per approfondire, leggi: pensione di inabilità al lavoro.

Altre prestazioni per invalidità

L’interessato assoggettato al calcolo integralmente contributivo della pensione può conseguire ulteriori prestazioni per invalidità, a seconda del fondo di iscrizione: bisogna avere riguardo al singolo regolamento di previdenza, alle pensioni per invalidità o inabilità specifica previste dalla gestione previdenziale ed ai requisiti richiesti per le prestazioni.
Bisogna, inoltre, osservare che gli assoggettati al calcolo interamente contributivo della pensione possono ottenere, come la generalità dei cittadini, anche privi di contribuzione, le prestazioni di assistenza collegate all’invalidità. Si tratta, ad esempio, della pensione di invalidità civile, o assegno di assistenza per gli invalidi civili parziali, che spetta col riconoscimento di un’invalidità civile almeno pari a 74%, e della pensione di inabilità civile, che spetta agli invalidi civili del 100%. Possono inoltre spettare le prestazioni per cecità e per sordità, non che è l’assegno di accompagnamento, in caso di non autosufficienza.
Per approfondire, leggi: pensione di invalidità 2020.

note

[1] L. 222/1984.


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