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Conto corrente intestato a disabile: cosa occorre sapere

7 Gennaio 2020
Conto corrente intestato a disabile: cosa occorre sapere

Limiti, autorizzazioni, benefici e pignoramento dei conti correnti di persone con handicap fisico o mentale. 

Come si apre un conto corrente per una persona disabile? Sono previste delle agevolazioni? È necessario ottenere l’autorizzazione del tribunale o, se presente, dell’amministratore di sostegno? Le somme depositate in banca sono pignorabili?

Queste e numerose altre domande si presentano puntualmente quando si ha a che fare con un conto corrente intestato a disabile. Il più delle volte, ci si informa presso lo sportello della banca che, in questo, può offrire assistenza anche alla luce delle specifiche condizioni contrattuali sottoscritte dal cliente. 

La legge, in verità, entra poche volte in questa delicata materia, prevedendo solo alcune tutele in favore dei soggetti portatori di handicap. Proprio per questo, e per dirimere ogni dubbio che potrebbe presentarsi, cercheremo di mettere in luce nella seguente guida tutte le disposizioni normative e regolamentari che concernono tale argomento. Ecco, dunque, in merito al conto corrente intestato a disabile, cosa occorre sapere sia per la sua costituzione che per le successive fasi dell’amministrazione (chiusura, pagamenti, bonifici, ecc.).

Apertura conto corrente disabile: agevolazioni legge 104

Chi è titolare della legge 104 e, perciò, ha una condizione di disabilità certificata dall’Asl, non gode di agevolazioni particolari collegate all’apertura del conto corrente bancario o postale. L’unico beneficio previsto dalla legge è in favore di chi presenta un reddito non superiore a 11.600 euro annui (secondo quanto certificato dall’Isee), sia esso abile o disabile. In questo caso, c’è la possibilità di aprire un conto corrente di base, ossia a zero spese. Tuttavia, è bene considerare che alla condizione di disabilità si accompagna quasi sempre una difficoltà economica. Sicché, molto spesso, il portatore di handicap rientra nei parametri per ottenere il conto corrente gratis.

Apertura conto corrente minore disabile

Per i minorenni disabili, titolari quindi di legge 104, l’apertura del conto corrente non richiede la preventiva autorizzazione del giudice tutelare. È sufficiente, quindi, la volontà di entrambi i genitori che, pertanto, si dovranno recare in banca e sottoscrivere il contratto. A questo proposito, il conto corrente è necessario per l’accredito, da parte dell’Inps, delle prestazioni assistenziali (assegno di invalidità ed eventuale indennità di accompagnamento o di frequenza). Tali indennità, infatti, devono essere gestite direttamente dai genitori o da chi ne fa le veci per l’assistenza e la cura del minore. 

In genere, se sul conto vengono effettuati versamenti e prelievi di importi limitati, alla banca potrà bastare l’esercizio della potestà genitoriale, ovvero basterà dimostrare di essere i genitori del minore o il legale rappresentante. 

A tale conclusione è giunto lo stesso Inps che ha diramato le istruzioni su come aprire un conto corrente a minore disabile nel messaggio n. 3606/2014.

Secondo tali chiarimenti, l’apertura di un c/c intestato a minorenne – al pari della sua gestione – è un atto di ordinaria amministrazione e, anche se si tratta di un minore disabile, non è necessaria la previa autorizzazione del tribunale. Ciò “vale anche nel caso di riscossione di eventuali ratei arretrati delle indennità in oggetto”, poiché le modalità di erogazione dell’indennità “non incidono sulla natura giuridica della stessa”. 

Al contrario, l’eventuale chiusura del conto corrente del minore disabile o pagamenti di somme consistenti richiedono l’autorizzazione del giudice tutelare. 

Conto corrente intestato a disabile: si può pignorare?

In generale, non è la titolarità del conto a determinare l’impignorabilità o meno delle somme ivi depositate, ma la fonte delle stesse. L’articolo 545 del Codice di procedura civile stabilisce, infatti, che sono impignorabili, tra le altre cose, anche i sussidi per le malattie erogati da enti di assistenza o da istituti di beneficenza. In questo elenco, si può far entrare l’assegno di invalidità, la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento per chi non è in grado di deambulare e/o di compiere gli atti ordinari della vita quotidiana. Dunque, è bene sapere che, se il disabile percepisce un reddito ordinario da lavoro dipendente o altre forme di reddito (ad esempio, da canoni di locazione, da investimenti, ecc.), il denaro depositato in banca può essere pignorato. Al contrario, non può esserlo quello che gli viene erogato dall’Inps a titolo di sostegno per la malattia. 

Leggi anche Quali somme non si possono pignorare?

Conto corrente del disabile con amministratore di sostegno

Un discorso diverso riguarda i soggetti la cui disabilità è talmente grave da aver comportato la nomina di un amministratore di sostegno o, addirittura, di un tutore o un curatore (nel caso dell’interdetto o dell’inabilitato).

Il decreto emesso dal giudice decide la durata dell’incarico e i poteri attribuiti all’amministratore di sostegno. Di solito, comunque, per aprire un conto corrente a persona con amministratore di sostegno è necessario che ci sia l’autorizzazione del giudice tutelare. Ciò, quindi, è ancor di più necessario per l’interdetto o l’inabilitato. 

Pertanto, l’amministratore di sostegno deve presentare al giudice tutelare un’istanza per essere autorizzato all’apertura del rapporto e alla gestione del conto. Una volta ottenuta l’autorizzazione del magistrato, si potrà procedere all’apertura del conto vincolato intestato all’amministrato e collegato all’amministratore di sostegno.

Solo l’amministratore potrà operare sul predetto conto giacché vincolato.



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