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Avvocati: scatta l’obbligo del POS da gennaio

3 settembre 2013


Avvocati: scatta l’obbligo del POS da gennaio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 settembre 2013



Debutta, con il nuovo anno, l’obbligo per i legali di dotarsi di dispositivi per il pagamento elettronico con carta di credito o bancomat.

Ancora un adempimento, ancora un costo per gli studi legali italiani. Piccoli e grandi, senza differenza, dovranno dotarsi, dal prossimo 1° gennaio 2014, del POS. A prevederlo è un decreto legislativo del 2012 [1] che, salvo proroghe, diverrà obbligatorio con il nuovo anno.

La nuova norma prevede l’obbligo, per tutti i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, di accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito (carte di credito, bancomat, prepagate, ecc.).

È comunque fatto salvo il divieto di trasferire contante o titoli al portatore per somme uguali o maggiori a mille euro (cosiddetto obbligo di tracciabilità dei pagamenti). In altre parole, anche se il cliente non chiederà di pagare tramite POS, per tutti i pagamenti superiori a 1.000 euro resterà comunque l’obbligo del bonifico o dell’assegno.

La norma, pensata per combattere l’evasione fiscale, impone dunque a tutti gli avvocati di ricevere pagamenti elettronici con le carte. Ma con un forte difetto “a monte”: a chiedere il pagamento con POS deve essere lo stesso cliente, proprio colui che, come spesso succede, è il primo a rinunciare alla fattura per non vedersi addebitato l’IVA e la Cassa. Se quindi, prima, il cliente non chiedeva l’emissione della fattura per non subire l’aggravio sulla parcella, non sarà certo la possibilità di pagare con carta di credito a determinare in lui un ripensamento.

In ogni caso, la norma è affidata, nei dettagli operativi, ad un possibile decreto interministeriale (al momento non c’è chiarezza sul punto) in tema di termini di pagamento, di modalità e di importi minimi che non richiedano l’uso del POS.

note

[1] D. Lgs. N. 179/2012 art. 15, comma 4.

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6 Commenti

  1. Il cliente risparmia sì l’IVA, ma il professionista sull’importo ricevuto non paga neppure un euro di tasse.

    Es. Prestazione di 1.000 euro.
    Senza fattura il cliente risparmia 200 euro di IVA
    Il professionista risparmia circa il 50% di tasse e contributi, cioè 500 euro.

    Chi è che non vuole la fattura?

  2. in tempi in cui molti clienti, una volta normali, oggi sono entrati nel gratuito patrocinio è davvero ridicola la norma voluta dalla severino per favorire i propri amici banchieri. gratuito patrocino, fra l’altro, senza fondi visto che paga almeno tre anni dopo il deposito della fattura (vergogna sevrino, vergogna cancellieri). un costo inutile per meno di 5-8 transazioni all’anno. chi non ha mai sentito dire dal suo cliente “mi scusi avv., ma sono uscito senza portafoglio?”. servirebbe un servizio da parte vs. che mettesse in risalto i costi ed a chi conviene avere il pos.

  3. per giovanni sonego: le aliquote fiscali non arrivano mai al 50%, ma al 43% per i più fortunati…la stragrande maggioranza degli avvocati invece si attesta su aliquote del 23 o 27% e una parte discreta arriva nella soglia del 38%, ma ovviamente, come saprà, il 38% si applica per il reddito che eccede la soglia massima prevista per lo scaglione in cui si applica il 27%, e così per il 27%…quindi in realtà non facendo fattura l’avvocato (e così qualunque altro lavoratore autonomo) risparmia tra il 23 e il 30%, oltre al 4% di contributi previdenziali (Che però in teoria in un futuro molto lontano torneranno indietro sottoforma di pensione)

  4. @giovanni sonego
    Non è così su 1000 € circa 700 van via in tasse altro che 500
    Non sarà un caso che le più grandi imprese spiccano il volo verso svizzera e corinzia oppure profittando degli indebitamenti delle soc. Italiane i gruppi esteri fanno shopping di aziende in Italia.Siam messi proprio bene amici miei

  5. Le aliquote salgono smisuratamente, altro che 23%!!!! Il tutto poi incidendo sull’andamento anche dei contributi previdenziali i quali poi nulla renderanno a livello pensionistico.
    Poi si deve pensare che il POS, a livello di transazione, lascia ampiamente traccia onde per cui la fattura è impensabile da scindersi!!!!
    Pertanto…..

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