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Impugnabile l’avviso bonario con cui il fisco nega il rimborso dell’imposta

3 settembre 2013


Impugnabile l’avviso bonario con cui il fisco nega il rimborso dell’imposta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 settembre 2013



Ricorso ammissibile anche se l’atto non è compreso nell’elenco contenuto dall’articolo 19 del d.lgs. 546/1992

Il contribuente può proporre ricorso già solo contro l’avviso bonario inviatogli dal Fisco (nel caso di specie, si trattava di un atto con cui il fisco negava, a un contribuente, il rimborso dell’imposta). E ciò anche se l’atto non è compreso nell’elenco degli atti che la legge consente di impugnare in modo autonomo [1]. Non c’è bisogno, insomma, di attendere l’accertamento fiscale o la cartella esattoriale.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria del Lazio [2].

Secondo i giudici, anche l’avviso bonario è impugnabile a titolo proprio: si tratta, infatti, di un atto con cui l’amministrazione finanziaria comunica al contribuente una pretesa tributaria ormai definitiva: consta, in sostanza, di un atto da qualificare come avviso di accertamento e di liquidazione di un tributo e, quindi, di un atto impugnabile anche se non ricompreso nell’elenco degli atti impugnabili indicato dalla legge [1].

Questo orientamento – c’è da dire – non viene condiviso ancora dall’Agenzia delle Entrate (in contrasto con la stessa Cassazione). L’Ufficio del fisco, infatti, ritiene non impugnabili gli avvisi bonari (leggi l’articolo nel box “Precedenti contrari” posto a fine pagina).

note

[1] Contenuto dall’articolo 19 del d.lgs. 546/1992.

[2] CTR Lazio sent. n. 190/2013.

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