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Facebook come prova: foto e situazione sentimentale inchiodano l’ex

3 Settembre 2013


Facebook come prova: foto e situazione sentimentale inchiodano l’ex

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Settembre 2013



Utilizzabili in causa le foto pubblicate sul profilo del social network: viene così provata la nuova relazione che impedisce la revisione dell’assegno di mantenimento.

Possono essere portati in giudizio, come prova di una nuova relazione, i dati di un soggetto acquisiti tramite il suo profilo Facebook: in particolare, le foto, la “situazione sentimentale” e quant’altro presente sul profilo dell’utente.

È quanto emerge da un recente decreto pubblicato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

La vicenda

Una signora aveva chiesto la revisione dell’assegno di mantenimento al proprio ex marito, lamentando difficoltà di reddito. Tuttavia, l’uomo, accedendo al profilo Facebook della signora, aveva potuto dimostrare in giudizio che la stessa intratteneva una nuova relazione con un altro compagno. In particolare, la stessa aveva scritto sul proprio profilo “Impegnata con N.B.” e aveva pubblicato, senza tanti accorgimenti di privacy – che pure sono consentiti dal social network – le fotografie comprovanti il nuovo rapporto sentimentale.

Tali dati erano pubblicamente visibili, anche per l’ex marito che, dunque, ha pensato bene di produrli sul banco del giudice per dimostrare le condizioni reddituali della ex (il nuovo compagno era un professionista in grado di consentirle lo stesso tenore di vita corrispondente a quello goduto durante il matrimonio).

La privacy su Facebook

Inutile, per la signora, invocare il diritto alla privacy dei dati pubblicati sul proprio profilo Facebook. Il social network blu consente di impostare i dati e i contenuti presenti sul proprio profilo attraverso severe regole di riservatezza. La copertura è totale solo su messaggi e chat.

Al contrario, chi diffonde dati e foto senza impostare la privacy sui propri contenuti, accettando che i propri “amici” di Fb possano liberamente accedervi, non può poi impedire che tali dati siano utilizzati in sede giudiziaria.



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