Addio autovelox dietro i guard-rail

7 Gennaio 2020 | Autore:
Addio autovelox dietro i guard-rail

Multe per eccesso di velocità nulle se l’autovelox non è ben esposto e preventivamente segnalato; illegittimi gli apparecchi nascosti e mimetizzati dietro barriere e vegetazione.

Se hai ricevuto una multa per eccesso di velocità a causa di un autovelox che ti ha fotografato, ma era impossibile avvistarlo in anticipo perché era mimetizzato tra la vegetazione e posto dietro il guard-rail, puoi ricorrere e far annullare il verbale.

Il principio è: basta autovelox nascosti dietro i guard-rail e dunque invisibili agli automobilisti che percorrono il tratto di strada interessato. Lo stop arriva da una sentenza [1] che ha annullato il verbale per eccesso di velocità in quanto l’apparecchio era stato installato oltre la vegetazione – con la quale si confondeva, essendo di colore grigio – e al di là del guard-rail, dunque fuori dalla sede stradale.

Il giudice ha ritenuto tutto ciò illegittimo per violazione di una specifica norma [2] che impone che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità siano «preventivamente segnalate e ben visibili», ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi.

Invece continuano a spuntare postazioni installate dietro guard-rail anche molto alti, come quelli posti sulle superstrade; ad aggravare il fenomeno c’è che questi impianti sono di colore grigio così come le barriere dietro alle quali si mimetizzano. Difficile, dunque, per un automobilista in marcia avvistarle prima dell’ultimo momento (con il rischio di una pericolosa improvvisa frenata).

Il giudice ha precisato che l’obbligo di rendere riconoscibili gli autovelox vale sia per gli apparecchi fissi sia per quelli mobili, poiché la norma non pone distinzioni al riguardo. Inoltre, nella vicenda decisa mancava anche la cartellonistica luminosa – anch’essa prevista dalla medesima legge – per avvisare gli automobilisti della presenza dell’impianto di rilevamento automatico della velocità; c’era solo un cartello, leggibile a stento.

A nulla rileva il fatto che il Prefetto avesse autorizzato il Comune ad installare comunque l’impianto su quel tratto di strada, classificandola come una di quelle dove non è possibile fermare il veicolo in condizioni di sicurezza, cioè con contestazione immediata fatta dalla pattuglia che intima l’alt al contravventore; prevale comunque la norma del Codice della strada [3] alla quale tutti i regolamenti ed i provvedimenti amministrativi devono adeguarsi.

Nel caso di specie, invece, il giudice ha osservato, anche dalla documentazione fotografica prodotta dalla difesa, che l’apparecchio autovelox era «praticamente invisibile» ed era assente anche la segnalazione luminosa che avrebbe dovuto preavvisare gli automobilisti della sua presenza e del fatto che l’autovelox fosse in quel momento attivo e funzionante. Da qui la nullità del verbale; il Comune è stato anche condannato a pagare le spese di giudizio.


note

[1] Giudice di Pace di Avellino, sent. n. 2643/2019 del 30 settembre 2019.

[2] Art. 3 del D.L. n. 117/2007 del 3 agosto 2007, convertito in Legge n. 160/2007 del 2 ottobre 2007.

[3] Art. 142 Codice della strada comma 6-bis.


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