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I diritti di chi ha un telefono

7 Gennaio 2020 | Autore:
I diritti di chi ha un telefono

Come comportarsi e che cosa controllare alla firma del contratto? Cosa fare in caso di disservizio? Come bloccare chiamate o servizi indesiderati?

Da quando è entrato nelle nostre vite non riusciamo più a farne a meno. Il cellulare è diventato uno strumento indispensabile per comunicare con chiunque, per lavoro, per restare in contatto con parenti ed amici attraverso i social network, per tenersi informati attraverso i siti di informazione come quello che stai consultando in questo momento, per trascorrere qualche momento di svago ascoltando della musica o guardando un video su YouTube, perfino per vedere una trasmissione televisiva o un film che hai perso la sera prima. Raramente, però, ci si chiede quali sono i diritti di chi ha un telefono. Si dà talmente per scontato che deve essere nelle nostre tasche che spesso ci si dimentica dei soldi spesi inutilmente per i cavilli nascosti tra le pieghe dei contratti con gli operatori.

A fare chiarezza su molti punti oscuri del rapporto tra cliente e compagnia telefonica ci ha pensato l’Unione nazionale dei consumatori con una guida sui diritti di chi ha un telefono. Domande e risposte su ciò che spetta agli utenti, su come comportarsi in caso di attivazione di servizi non desiderati, di richieste che legalmente non starebbero in piedi o di un disservizio che arriva, come sempre accade, nel momento più inopportuno.

Vediamo di seguito i diritti di chi ha un telefono, dal momento in cui si deve fare il contratto a quando si vuole cambiare operatore.

Diritti al telefono: il contratto

La scelta dell’operatore telefonico è uno dei punti basilari. La concorrenza tra le compagnie è talmente agguerrita che, pur di conquistare nuovi clienti, il mercato è pieno di offerte: chiamate e messaggi gratis, giga in omaggio, perfino condizioni più che allettanti per l’acquisto di uno smartphone abbinato ad un’utenza.

Il miglior punto di partenza per firmare un contratto con un determinato operatore è quello di valutare di che cosa si ha veramente bisogno, cioè che cosa vuoi esattamente dal tuo telefono. Se ti serve solo per fare delle chiamate e mandare dei messaggi o vuoi che abbia molte più prestazioni ed applicazioni. Questo ti consentirà di evitare di pagare per dei servizi che non utilizzerai mai. Il problema non è averli, perché spesso ti vengono regalati al momento di aderire ad un’offerta: il problema è mantenerli dopo, quando l’offerta finisce e ti tocca pagare per continuare ad usarli.

Se alla firma del contratto accetti di acquistare in offerta uno smartphone a rate, sappi che puoi decidere successivamente di cambiare operatore recedendo solo dall’abbonamento, cioè dei servizi di voce, messaggi e dati. Puoi mantenere attivo, infatti, il piano rateale per finire di pagare il cellulare, purché prima di cambiare operatore comunichi per iscritto la tua decisione.

Altro aspetto importante che riguarda il contratto è la possibilità data dalla legge agli operatori telefonici di modificarlo in modo unilaterale. Tuttavia, la compagnia è obbligata a dartene comunicazione con il dovuto preavviso di almeno un mese. Da parte tua, se le nuove condizioni non ti interessano, hai il diritto di recedere dal contratto senza penali entro 30 giorni dalla data in cui ti sono state comunicate le modifiche. Attenzione, perché vale la regola del silenzio-assenso: se non dici niente entro quel termine, le modifiche al contratto si intendono accettate.

In questa fase hai anche il diritto di rifiutare il modem da pagare a rate in bolletta, nel caso in cui l’operatore tenti di importelo per portarti Internet a casa. Dal 1° gennaio 2019 non è obbligatorio l’uso del dispositivo fornito dalla compagnia.

Bada bene ai servizi aggiuntivi come «Ti ho cercato», la segreteria telefonica, «ChiamaOra», ecc. Hanno quasi sempre un costo che è meglio verificare prima di firmare il contratto.

Infine, ricorda che le offerte «tutto incluso» devono comprendere anche le chiamate gratuite verso i numeri fissi.

Diritti al telefono: cosa fare in caso di disservizio

Soprattutto chi lavora da casa e, quindi, è collegato a Internet tutto il giorno sa che ogni tanto la connessione non è il massimo della qualità. Quando si ha l’impressione che sia particolarmente lenta, è possibile misurarne la velocità attraverso il servizio gratuito «MisuraInternet», accessibile dal sito dell’Autorità garante per le Comunicazioni (agcom.it).

Al termine di questo controllo viene rilasciata una ricevuta da inviare all’operatore in caso di disservizio tramite un reclamo formale. Occorre comunicare la volontà di cambiare compagnia senza oneri né spese. Se si arriva alla cessazione del contratto non ti deve essere applicata alcuna penale.

A proposito di reclamo scritto. In caso di disservizio o se c’è un problema di tipo contrattuale, devi inviarlo all’operatore telefonico tramite raccomandata a/r, via e-mail o via fax. Nel reclamo devi indicare il problema e fare le tue richieste. La compagnia è obbligata a risponderti. Se non sei soddisfatto del riscontro avuto oppure se l’operatore non si fa sentire, puoi dare il via dopo 40 giorni ad una procedura di conciliazione.

Se il disservizio consiste in una doppia fatturazione, cioè se hai ricevuto una bolletta sia dal vecchio sia dal nuovo operatore, ti trovi di fronte ad un problema di portabilità causato da una chiusura errata del contratto precedente. Problema che non è tuo, ma delle due compagnie. Conviene in questo caso mandare un reclamo formale ad entrambe affinché verifichino che cos’è successo e per contestare i pagamenti non dovuti.

Diritti al telefono: i servizi non richiesti

Come si diceva all’inizio, può capitare che ti trovi a sostenere il costo di un servizio che non hai richiesto alla firma del contratto ma che ti è stato attivato lo stesso. Non si parla solo, ad esempio, della segreteria telefonica ma anche di giochi online o di oroscopi e quant’altro.

Hai diritto in questo caso al rimborso dei costi sostenuti solo nei 6 mesi precedenti alla data in cui presenti il reclamo. Tieni d’occhio, a questo proposito, le bollette con una certa frequenza in modo da intervenire non appena vedi che c’è qualcosa di non desiderato.

Non è sempre l’operatore ad attivare questi servizi. A volte capita che sei proprio tu ad accettarli involontariamente cliccando dove non devi durante la navigazione. Per evitare di sostenere costi inutili, puoi chiedere sin dal momento di attivare un nuovo telefono o una nuova utenza il blocco dei servizi a pagamento.

Vale lo stesso per le telefonate indesiderate, cioè quelle a scopo commerciale che arrivano a qualsiasi ora e anche decine di volte in una sola giornata. Per bloccarle, puoi iscriverti al Registro delle opposizioni messo a disposizione dall’Autorità garante della privacy.



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1 Commento

  1. NON so se altri l’abbia fatto, ma avete provato a controllare?… Per anni il Registro delle Opposizioni è stata una colossale bufala… NON ha mai funzionato… E mi sono pure stufato di controllarne l’attuale (???) dis-funzionamento! Ci sono novità? Recentemente qualcosa è finalmente cambiato? O siamo ancora allo stallo?

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