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Cartella esattoriale per multa intestata a minorenne: è valida?

7 Gennaio 2020
Cartella esattoriale per multa intestata a minorenne: è valida?

Sanzioni amministrative e verbali di accertamento: la responsabilità dei genitori per le violazioni dei figli.  

Tuo figlio ha commesso, tempo fa, diverse violazioni stradali con il motorino. Non hai voluto pagare le multe per conto suo, convinto che l’amministrazione non avrebbe mai potuto fare nulla nei confronti di un minorenne, per giunta senza reddito e, quindi, nullatenente. Ora però temi che possa arrivare qualche cartella esattoriale o un fermo amministrativo. Ti chiedi quali potrebbero essere le conseguenze in un caso del genere ed, in particolare, se è valida la cartella esattoriale per multa intestata a minorenne. Cosa rischia il genitore se il proprio figlio subisce delle contravvenzioni? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Multa intestata a minorenne: è valida?

Per le violazioni stradali e gli altri illeciti amministrativi commessi dalle persone minorenni sono responsabili sempre i genitori, in quanto responsabili per non aver saputo vigilare sul proprio figlio. La vigilanza non è intesa nel senso del “controllo”, ma come dovere di impartire la giusta educazione ai fini del rispetto delle regole sociali e giuridiche. Tale è l’orientamento ormai consolidato della giurisprudenza [1]. Quindi, anche se il trasgressore materiale è il minore, il responsabile – e quindi il soggetto obbligato al pagamento della multa – è il genitore.

Ciò nonostante è prassi di molti comandi di polizia, dopo aver accertato che un minorenne abbia compiuto una violazione del doge della strada, procedere a redigere il verbale intestato la multanei confronti di quest’ultimo stesso, qualificato come trasgressore, notificandone poi una copia ai genitori, in quanto effettivi responsabili.

Più volte la Cassazione ha detto [2], riguardo alla violazione commessa dal minore, che la contestazione della violazione deve avvenire nei confronti dei soggetti tenuti alla sorveglianza del minore – ossia al padre e alla madre, anche se in separazione dei beni – con la redazione di apposito verbale di contestazione nei loro confronti». In tale verbale va specificato «il rapporto che intercorre tra questicon il minore, rapporto che ne imponeva la sorveglianza al momento del fatto e la specifica attribuzione ad essi della responsabilità per l’illecito amministrativo».

Insomma, gli effettivi trasgressori della contravvenzione stradale sono i genitori del minore, che riceveranno la contravvenzione vera e propria.

Di recente la Suprema Corte [3] è tornata sul tema affermando che ove la violazione al Codice della Strada sia commessa da minorenne, il verbale di contestazione è validamente elevato in danno del genitore che ne risponde non già quale autore della violazione, bensì come esercente la potestà sul minore, e, quindi, per violazione del dovere di vigilanza su di lui incombente. Ne consegue l’insorgenza in capo al genitore di una responsabilità personale e diretta per l’infrazione commessa dal figlio.

Cartella esattoria notificata a minorenne: è valida?

Per quanto visto, è piuttosto improbabile che si possa arrivare al procedimento di notifica di una cartella esattoriale nei confronti di un minore e ciò perché le obbligazioni di quest’ultimo ricadono sempre sui genitori. Sono il padre e la madre a ricevere il verbale con la multa stradale e, quindi, a subire successivamente, in caso di omesso pagamento, anche la notifica della cartella esattoriale.

Lo stesso principio peraltro vale anche nel caso di omesso pagamento delle imposte: se, ad esempio, un minore dovesse essere intestatario di un immobile, le tasse sul bene gravano sul padre e sulla madre, sicché a questi ultimi andrà notificata la cartella esattoriale in caso di evasione.

Ciò nonostante la Cassazione si è già espressa sul tema della validità della notifica di cartelle esattoriali a persona incapace, come appunto un minorenne, un interdetto o un inabilitato. Ebbene, secondo la Suprema Corte [4], l’atto impositivo notificato al minorenne non è valido. La raccomandata va intestata al genitore o a chi ne fa le veci (ad esempio il tutore). Né è sufficiente il solo nome di quest’ultimo se non si specifica appunto la qualifica in ragione della quale questi dovrebbe essere responsabile (ossia la qualità di genitore). E, difatti, anche se il minore non è capace di agire non significa che il responsabile, al suo posto, vada individuato nel tutore «il quale è tenuto a rispondere delle obbligazioni dell’incapace soltanto in tale qualità e non personalmente».


note

[1] Cass. sent. n. 572/1999, n. 7268/2000.

[2] Cass. sent. n. 4286/2002.

[3] Cass. sent. n. 26171/2013.

[4] Cass. sent. n. 2749/2012.


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