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Il liquidatore è responsabile per le tasse non pagate solo se…

23 Aprile 2014
Il liquidatore è responsabile per le tasse non pagate solo se…

Il liquidatore risponde solo per i debiti accertati prima della cancellazione della società; ai soci la responsabilità nei limiti di quanto percepito con il bilancio di liquidazione.

Il liquidatore dell’azienda è responsabile personalmente se non ha provveduto al pagamento delle imposte dichiarate o accertate prima della cancellazione della società. Stessa responsabilità è in capo ai soci, ma nei limiti di quanto sia stato loro assegnato in sede di liquidazione.

Lo ha chiarito la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia con una recente sentenza [1].

La Corte ha ricordato che, per via delle recenti evoluzioni legislative e giurisprudenziali, ormai la società si considera estinta con la cancellazione dal registro delle imprese. Pertanto, tutti i suoi rapporti in essere a quella data vengono ereditati dai soci (leggi l’articolo “Cancellazione della società dal registro: crediti e debiti si trasferiscono ai soci”).

Di conseguenza nessun atto impositivo fiscale può essere indirizzato a una società che ormai non esiste più.

La legge [2] prevede però una responsabilità sussidiaria di amministratori, liquidatori e soci per le imposte dovute dalla società; il che comporta che il debito tributario – di cui sono chiamati a rispondere tali soggetti – debba necessariamente sussistere (ossia se ne deve avere la certezza) prima della chiusura delle operazioni di liquidazione e dunque anteriormente  alla cancellazione della società dal registro imprese.

L`Amministrazione finanziaria, pertanto, deve dimostrare la certezza legale del tributo alla data di cancellazione della società. Se, dall’atro lato, il liquidatore vuol esonerarsi dalla responsabilità, deve provare l’insussistenza dei presupposti del debito (quali la mancanza di attività nel patrimonio sociale) oppure l’incertezza del debito stesso.

L’azione di responsabilità verso il liquidatore è esercitabile a condizione che i tributi a carico della società siano stati iscritti a ruolo e che sia acquisita certezza legale che i medesimi non siano stati soddisfatti con le attività di liquidazione medesima.

In definitiva per la responsabilità del liquidatore occorre che ricorrano tutte le seguenti condizioni:

1) l’esistenza di un debito fiscale a carico della società, che sia anteriore alla sua estinzione;

2) la non soddisfazione dei debiti tributari nonostante la presenza di attività nel patrimonio della società in liquidazione;

3) la distrazione o l’utilizzo di tali attività per finalità diverse dal pagamento delle imposte dovute.

Sempre in materia di responsabilità penale per omesso versamento di imposte, la Cassazione [3] ha stabilito che la crisi di liquidità del contribuente, può giustificare e comportare l’assoluzione solo se questi sia in grado di provare che per lui non sia stato altrimenti possibile reperire le risorse necessarie al corretto e puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo posto in essere tutte le possibili azioni, anche sfavorevoli al suo patrimonio personale (come per esempio, la vendita di beni aziendali o degli stock di magazzino), dirette a consentirgli di recuperare le somme. Insomma, l’imprenditore deve sempre dimostrare di non essere riuscito a pagare le tasse per cause indipendenti dalla sua volontà e ad egli non imputabili.

note

[1] C.t.p.  di Reggio Emilia sent. del 11/03/2014.

[2] Art. 36 del D.p.r.602 del 1973.

[3] Cass. sent. n. 15416/14 del 4.04.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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