Come cambia l’Imu: colpite le false separazioni

8 Gennaio 2020 | Autore:
Come cambia l’Imu: colpite le false separazioni

Inutile separarsi per sfuggire all’Imu: l’esenzione ora spetta secondo i normali criteri, salva l’assegnazione del giudice a uno dei due ex coniugi se ci sono figli minori. 

La nuova Imu disegnata dalla legge di Bilancio 2020 sembra voler colpire le false separazioni dei coniugi. Le norme in vigore dal 1° gennaio non ne parlano direttamente, ma quando la legge [1] menziona, tra i soggetti passivi dell’imposta – cioè coloro che devono pagarla – «il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di provvedimento del giudice che costituisce il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario dei figli» sembra voler dire che l’esenzione per l’abitazione principale – che consente di non pagare l’Imu sulla prima casa – spetta esclusivamente a quello dei due ex coniugi che ha ottenuto, con provvedimento del giudice, l’assegnazione della casa per abitarvi insieme ai figli.

Quindi in questi casi e solo in essi spetta l’esenzione; altrimenti la tassa sarà dovuta in base ai normali criteri: pagherà il proprietario e andrà esente solo se vi abita. D’ora in poi sarà inutile fare una separazione fittizia nel tentativo di sfuggire ai pagamenti, magari facendo risultare che la casa viene assegnata alla moglie, concedendole il diritto di abitazione, per cercare di beneficiare anche per questo immobile dell’esenzione (magari mentre entrambi continuano a vivere realmente nella casa del marito, in modo da far figurare di avere due prime case, una ciascuno).

Quando invece i due coniugi sono contitolari di quote di proprietà, per l’Imu varranno le rispettive quote di possesso e l’imposta si pagherà proporzionalmente in base ad esse, salva l’esenzione per l’abitazione di residenza, che ovviamente spetterà solo a quello dei due che vi rimane, o va, a vivere e non ha altri immobili sicché tale prima casa è anche l’unica.

Così di fatto la nuova Imu incide sulla possibilità di decidere in maniera “strategica” a chi assegnare gli immobili a seguito di una separazione o di un divorzio; finora invece si considerava che l’assegnazione della casa coniugale fosse fatta a titolo di abitazione e spettava automaticamente l’esenzione d’imposta. Dal 1° gennaio di quest’anno non è più così, perché l’esenzione spetterà solo nei casi di presenza di figli minori e di assegnazione della casa con loro affidamento, stabiliti con il provvedimento del giudice.

Sarà inutile quindi, per i coniugi che si separano e non hanno figli, tentare di aggirare il pagamento dell’Imu assegnando volontariamente la casa ad uno di essi; se quell’immobile è di proprietà del coniuge non assegnatario, sarà lui il soggetto tenuto a versare l’imposta e, se lo sono entrambi per quote, avrà l’esenzione per abitazione principale solo quello dei due che nella casa assegnata avrà residenza anagrafica e dimora effettiva, mentre la quota dell’ex coniuge non assegnatario sarà imponibile come un qualsiasi normale immobile. Così le separazioni fittizie e a scopi “anti-Imu” non diventeranno impossibili, ma, semplicemente, non serviranno più a tale fine.


note

[1] Art. 1, comma 743, legge 27 dicembre 2019, n.160.


6 Commenti

  1. Ho ereditato da mio padre un fabbricato rurale, con il salvaitalia di monti il fabbricato è stato accatastato al catasto urbano con un valore catastale molto più alto di quello reale. Premesso che al fabbricato si accede tramite una strada in terra battuta e se piove è raggiungibile solo a piedi e con gli stivali, viene dichiarato ai fini IMU come seconda abitazione, vi chiedo se mi spetta una riduzione ai fini IMU perché il fabbricato non è raggiungibile tutti i giorni dell’anno e perché il valore reale è molto inferiore da quello catastale. Grazie

  2. Nel caso di coniugi separati (con figli), ove l’immobile sia stato assegnato alla madre sino a che i figli non siano “economicamente autosufficienti” ed entrambi i figli siano diventati maggiorenni ma ancora non autosufficienti essendo, per esempio, studenti universitari (anche dal punto di vista fiscale sono considerati “fiscalmente a carico”) come si deve interpretare la norma?

    1. Ti suggeriamo la lettura dei seguenti articoli:
      -C’è obbligo di mantenimento del figlio disoccupato o inoccupato? https://www.laleggepertutti.it/293333_ce-obbligo-di-mantenimento-del-figlio-disoccupato-o-inoccupato
      -Mantenimento dei figli maggiorenni: quanto dura? https://www.laleggepertutti.it/23448_mantenimento-dei-figli-maggiorenni-quanto-dura
      -Mantenimento figli: fin quando i genitori sono obbligati? https://www.laleggepertutti.it/255119_mantenimento-figli-fin-quando-i-genitori-sono-obbligati
      -Mantenimento figlio: aumenta se il padre ha più soldi? https://www.laleggepertutti.it/251650_mantenimento-figlio-aumenta-se-il-padre-ha-piu-soldi

      1. Il legislatore con tale comma parla di “genitore affidatario”, tuttavia, una volta che i figli sono maggiorenni non sono più “affidatari”. Questo è l’elemento più controverso della norma. Non capisco se al compimento del 18 esimo anno dei figli il coniuge affidatario non sia più il soggetto passivo IMU.

  3. Gentilissimi legali sono separato da 6 anni con un figlio. La mia ex e mio figlio abitano in appartamento di proprietà di mio padre, deceduto da un paio di mesi. Questo immobile, in sede di successione, diverrà di mia proprietà. Adesso vi chiedo se devo pagare l’Imu o posso considerarla esente per questo immobile? Grazie se foste così gentili da rispondermi

    1. Ti consigliamo la lettura dei seguenti articoli:
      -Quando si può non pagare l’Imu? https://www.laleggepertutti.it/294058_quando-si-puo-non-pagare-limu
      -Effetti fiscali della separazione consensuale https://www.laleggepertutti.it/286038_effetti-fiscali-della-separazione-consensuale
      -Figli a carico https://www.laleggepertutti.it/201546_figli-a-carico
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