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Libretto di circolazione provvisorio scaduto

31 Gennaio 2020 | Autore: Marina Moretti
Libretto di circolazione provvisorio scaduto

Circolazione veicoli: cosa accade se il libretto provvisorio è scaduto?

Ogni volta che ti metti alla guida di un veicolo devi avere con te, oltre alla patente e al certificato assicurativo, anche il libretto di circolazione. Tale documento, infatti, è indispensabile per poter circolare liberamente su una strada pubblica. Supponiamo che tu abbia acquistato un’automobile nuova e che, in fase di immatricolazione, la Motorizzazione civile ti abbia rilasciato una carta di circolazione provvisoria valida solo per 90 giorni. Al novantunesimo giorno, mentre sei alla guida della tua auto, vieni fermato per un controllo dalle Forze dell’ordine che ti intimano a consegnare patente e libretto. Cosa accade se vieni sorpreso con un libretto di circolazione provvisorio scaduto? In questo articolo, ti illustrerò le conseguenze di tale comportamento.

Cos’è la carta di circolazione?

Prima di addentrarci nell’argomento, è bene chiarire che la carta (o libretto) di circolazione è quel documento su cui sono riportati tutti i dati relativi alle caratteristiche tecniche del veicolo (automobile, motociclo, furgoni, rimorchi) e da cui si evince la sua idoneità alla circolazione. Suddivisa in quattro parti, la carta di circolazione contiene numerose informazioni, in particolare:

  • i dati del proprietario del veicolo;
  • le caratteristiche del veicolo, quali la marca e il modello;
  • anno e numero di immatricolazione;
  • la classe di emissione inquinante;
  • il numero del telaio;
  • i pneumatici omologati;
  • la potenza massima e il tipo di alimentazione.

La carta di circolazione ha un proprio numero identificativo che permette di evitare eventuali contraffazioni o alterazioni da parte di chi volesse riciclare un mezzo di provenienza illecita. Puoi trovare il numero identificativo nel primo quadrante dove è riportata la sigla I, indicante l’Italia come paese di rilascio.

Carta di circolazione e certificato di proprietà: differenza

Devi fare attenzione a non confondere la carta di circolazione con il certificato di proprietà, ossia il titolo di proprietà del veicolo rilasciato dal Pubblico registro automobilistico (Pra).

Tra i due documenti, infatti, c’è una netta differenza:

  • la carta di circolazione è un documento indispensabile per la circolazione del veicolo che il conducente deve portare sempre con sé ogni volta che si mette alla guida;
  • il certificato di proprietà è un documento che attesta la proprietà giuridica del veicolo ed è indispensabile non per la circolazione ma per la compravendita del mezzo.

Dal mese di luglio 2018, è stato istituito il Documento Unico di Circolazione (DUC) che unifica la carta di circolazione e il certificato di proprietà e che potrà essere ottenuto a partire dal primo gennaio 2020, utilizzando un apposito modulo.

In questo modo, gli utenti pagheranno due soli bolli invece dei 4 attuali con una riduzione degli oneri fiscali da 64 a 29 euro.

Carta di circolazione: rilasciata e aggiornamento

La carta di circolazione viene rilasciata dalla Motorizzazione civile al momento dell’immatricolazione del veicolo (insieme al numero di targa).

Può capitare, però, che il libretto di circolazione debba essere semplicemente aggiornato. Si pensi al cambio di residenza del proprietario del veicolo, alle modifiche apportate alle caratteristiche dell’auto (ad esempio, sono stati montati dei cerchi di misura diversa da quelli indicati sulla carta di circolazione) oppure al passaggio di proprietà di un’automobile usata. In tutti questi casi, il proprietario del veicolo è obbligato a chiedere una nuova omologazione del veicolo con conseguente aggiornamento del libretto tramite il rilascio di un tagliando adesivo che dovrà poi collocare sul retro della carta di circolazione.

Allo scopo di regolamentare le intestazioni fittizie (cioè quando viene iscritta a nome di un ignaro cittadino la proprietà di un veicolo sulla base di documentazione falsa o falsificata), la legge prevede l’obbligo dell’aggiornamento della carta di circolazione quando il veicolo è condotto – per un periodo superiore ai 30 giorni – da una persona diversa dall’intestatario.

Sono esonerati dall’obbligo di aggiornare la carta dei veicoli i parenti conviventi dell’intestatario. In caso di mancato aggiornamento, rischi di andare incontro a una sanzione di circa 705 euro o al ritiro della carta di circolazione.

Come leggere la carta di circolazione

Forse non sai che la lettura della carta di circolazione non è una cosa così semplice ed intuitiva. Devi, infatti, conoscere una serie di codici, stabiliti da una norma comunitaria [1] che, in pratica, ha uniformato il libretto di circolazione in tutta l’Unione europea. Ecco i codici che troverai sul documento e a cosa corrispondono:

  • A: Targa dell’auto;
  • B: Prima immatricolazione;
  • C: Dati intestatario della carta di circolazione;
  • C.3: Persona fisica che può utilizzare il mezzo oltre al proprietario;
  • D: Marca e modello;
  • E: Numero del telaio;
  • F: Massa;
  • H: Durata di validità;
    J: Destinazione e uso;
  • I: Data immatricolazione alla quale si riferisce la carta di circolazione;
  • O: Massa ammessa a rimorchio;
  • P.1: Cilindrata;
  • P.2: Potenza massima in kilowatt;
  • S: Posti a sedere;
  • S.1: Numero di posti a sedere compreso il conducente;
  • T: Velocità massima;
  • U: Rumorosità;
  • V: Emissioni inquinanti;
  • V.9: Classe di emissioni inquinanti;
  • W: Capacità serbatoio.

La lettura della carta di circolazione è utile per:

  • verificare se puoi circolare in città a cause dei blocchi al traffico;
  • sapere se puoi vendere un’auto che hai ereditato: leggere la carta di circolazione ti servirà a sapere il nome del proprietario del veicolo;
  • sapere quanto vale la tua auto usata.

Quando viene ritirata la carta di circolazione?

La carta di circolazione può essere ritirata da parte delle Forze dell’ordine nei seguenti casi:

  • revisione scaduta: affinché sulle strade circolino veicoli sicuri, la legge prevede che il veicolo sia sottoposto periodicamente ad un controllo da effettuare presso officine autorizzate oppure presso la Motorizzazione Civile. La revisione per i mezzi nuovi deve essere fatta dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, mentre per le successive la scadenza è di due anni. In caso di revisione scaduta si raccomanda di tenere ferma l’auto, perché a seguito di un controllo si rischiano multe salata;
  • mancato aggiornamento dei cambi di proprietà o residenza: per  aggiornare il cambio di residenza sui documenti del veicolo basterà rivolgersi al tuo Comune che poi comunicherà la variazione alla Motorizzazione che provvederà a spedirti il tagliando adesivo da incollare sulla carta di circolazione;
  • utilizzo del mezzo non autorizzato: ad esempio quando trasporti nel veicolo un numero di passeggeri superiore a quello per cui l’auto è omologata.

Nei suddetti casi, le Forze dell’ordine provvederanno al ritiro immediato del libretto di circolazione e contestualmente sarà comminata anche una sanzione, di importo variabile, da pagare entro i termini previsti. È fondamentale, in tal caso, conservare la ricevuta di pagamento, necessaria a ripristinare il libretto di circolazione.

Carta di circolazione provvisoria

Abbiamo detto che la carta di circolazione solitamente viene fornita al momento dell’immatricolazione di un nuovo veicolo contestualmente al rilascio della targa dell’auto. Se ciò non è possibile, ad esempio perchè al momento della registrazione della targa non corrisponde un contemporaneo inserimento dei dati del veicolo, l’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri rilascerà una carta di circolazione provvisoria che ha una validità limitata nel tempo pari a 90 giorni.

La carta di circolazione provvisoria è costituita da un documento sul quale viene:

  • indicata la dicitura carta di circolazione provvisoria;
  • apposta la data in cui la carta viene rilasciata. La data, ovviamente, è essenziale al fine di stabilire la durata della validità della carta stessa;
  • apposta la firma del funzionario addetto alla pratica e il timbro dell’ufficio.

Con la carta di circolazione provvisoria, inoltre, è possibile circolare all’estero sia negli Stati membri dell’Unione europea sia in quelli extra UE.

Carta di circolazione provvisoria scaduta

Se vieni sorpreso alla guida di un mezzo con una carta di circolazione provvisoria scaduta sappi che sarai punito con una sanzione amministrativa che varia dai 40 euro ai 168 euro (mentre per i ciclomotori la sanzione varia da euro 25 a euro 99). La medesima sanzione è prevista per l’ipotesi di guida senza carta di circolazione.

Inoltre, sarai invitato dall’autorità a presentarti, entro un dato termine, presso gli uffici di polizia per esibire il documento originale. Attenzione: se non ti presenti presso gli uffici competenti entro la data indicata, ti verrà applicata un’ulteriore sanzione, il cui valore oscilla fra i 419 euro e i 1.682 euro.

Carta di circolazione smarrita: cosa fare?

Se hai smarrito la carta di circolazione, devi subito sporgere una denuncia entro 48 ore dall’accaduto presso gli organi di Polizia o dei Carabinieri, i quali ti rilasceranno un permesso di circolazione provvisorio e contestualmente richiederanno il rilascio del duplicato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Terrestri.

A questo punto, può accadere che:

  • l’Ufficio Centrale provveda in automatico alla duplicazione della carta di circolazione, inviandola direttamente a casa tua. Al momento della consegna della nuova carta, dovrai pagare 10,20 euro più le spese postali. Qualora il duplicato non dovesse arrivare nei 45 giorni successivi al rilascio del permesso provvisorio, devi contattare il numero verde 80023232;
  • la carta di circolazione non sia duplicabile: in questo caso l’interessato deve recarsi personalmente all’ufficio della Motorizzazione civile (munito in particolare di attestazione del versamento, denuncia di smarrimento e permesso provvisorio di circolazione rilasciato all’atto della denuncia, documento di identità in corso di validità).

Una volta fatta la richiesta, l’ufficio rilascia un nuovo permesso provvisorio valido per 30 giorni. Dal momento del rilascio del permesso provvisorio, la carta di circolazione identificata nella denuncia non è più valida ed in caso di ritrovamento o restituzione deve essere distrutta.



Di Marina Moretti

note

[1] Direttiva 1999/37/CE.


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