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Affido condiviso: ultime sentenze

19 Settembre 2022
Affido condiviso: ultime sentenze

Affidamento dei figli; interesse del minore; conservazione del rapporto con entrambi i genitori; incapacità o inadeguatezza genitoriale.

Ascolto del minore ultradodicenne

L’ascolto dei figli minori ultradodicenni è necessario in tutti i procedimenti che li concernono e può essere escluso solo se adeguatamente motivato in base a ragioni tanto più stringenti, quanto maggiore è la capacità di discernimento del giovane.

In particolare nel caso di domanda di affido esclusivo motivata solo sul lacunoso diritto di visita del genitore non collocatario (senza alcuna altra contestazione di inadempimenti o inidoneità genitoriali), l’audizione dei figli minori appare superflua proprio alla luce della carente allegazione e prova circa i presupposti per derogare all’affidamento condiviso, non potendo l’affido esclusivo essere fondato sul mero insufficiente esercizio del diritto di visita là dove, per il resto, il genitore non collocatario adempia esattamente ai propri doveri.

Tribunale Bari sez. I, 25/07/2022, n.2980

Decisione sull’affidamento dei minori

Il principio di bigenitorialità, unito al principio della tutela dell’interesse del minore, ispira il diritto di famiglia ed impone che nel giudizio di divorzio, in via prioritaria, il giudice affidi i figli minori ad entrambi i genitori; conseguentemente l’affido esclusivo rappresenta una deroga eccezionale a tale principio ed è giustificato solo ove risulti una manifesta carenza o inidoneità educativa di uno dei due genitori o comunque una situazione di pregiudizio tale, da rendere l’affido condiviso pregiudizievole per il minore.

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 27/05/2022, n.1247

Conflittualità tra genitori: è elemento sufficiente ad impedire l’affido condiviso?

L’affidamento condiviso non è precluso dalla conflittualità tra genitori in quanto, diversamente ragionando, avrebbe una applicazione solo residuale, mentre il figlio ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori e di ricevere cura ed educazione da entrambi.

Tribunale Genova sez. IV, 29/04/2022

Affido condiviso: va prevista una frequentazione paritaria dei genitori?

In tema di affidamento condiviso, la frequentazione, del tutto paritaria, tra genitore e figlio che si accompagna a tale regime, nella tutela dell’interesse morale e materiale del secondo, ha natura tendenziale ben potendo il giudice di merito individuare, nell’interesse del minore, senza che possa predicarsi alcuna lesione del diritto alla bigenitorialità, un assetto che se ne discosti, al fine di assicurare al minore stesso la situazione più confacente al suo benessere e alla sua crescita armoniosa e serena.

(Nel caso di specie, la S.C. ha ritenuto non lesivo del diritto alla bigenitorialità il provvedimento della Corte d’Appello che, in sede di reclamo, aveva conservato l’affidamento condiviso delle figlie minori prevedendo, in luogo della precedente collocazione a settimane alterne presso i due genitori, la collocazione prevalente presso la madre e la previsione dei tempi di permanenza delle minori presso il padre).

Cassazione civile sez. I, 14/02/2022, n.4790

Affido condiviso, esclusivo o esclusivo rafforzato

Correlato al regime dell’affidamento del minore vi è quello dell’esercizio della responsabilità genitoriale, che viene graduato diversamente a seconda che si rientri nel regime dell’affido condiviso, in quello esclusivo o nel c.d. affido esclusivo rafforzato. Infatti la responsabilità genitoriale in caso di affidamento condiviso è esercitata congiuntamente da entrambi i genitori, potendo il giudice stabilire l’esercizio separato della responsabilità genitoriale limitatamente alle questioni di ordinaria amministrazione; qualora invece sia disposto l’affido esclusivo, la responsabilità genitoriale è esercitata dal genitore cui i figli sono affidati in via esclusiva.

Per quanto riguarda le decisioni di maggior interesse per il minore, relative all’istruzione, all’educazione, alla salute ed alla scelta della residenza abituale, esse sono assunte, sia nel caso di affidamento condiviso, che nel caso di affidamento esclusivo, di comune accordo tra i genitori, tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni del minore. L’affidamento sarà del tipo esclusivo c.d. “rafforzato” quando invece il genitore affidatario avrà facoltà di decidere in via autonoma anche sulle questioni di istruzione, educazione e salute, residuando sull’altro genitore solo il potere di vigilanza sulle dette decisioni.

Tribunale Firenze sez. I, 04/02/2022, n.308

Cessazione degli effetti civili del matrimonio

In sede di cessazione degli effetti civili del matrimonio va disposto preferibilmente l’affido condiviso del figlio minore ad entrambi i genitori, condizione che si concretizza nella possibilità per i genitori di esercitare congiuntamente la responsabilità ed occuparsi della cura, dell’educazione e dell’istruzione del figlio, assumendo di comune accordo le decisioni di maggiore interesse in favore di questi, ma con la precisazione che per le questioni di ordinaria amministrazione entrambi i genitori possono esercitare separatamente la responsabilità genitoriale nei rispettivi periodi di convivenza con il figlio.

Tribunale Udine sez. I, 21/01/2022, n.64

Affido paritetico per la ritrovata serenità del figlio

Non vi sono ragionevoli motivi per ridurre i tempi di permanenza del figlio minorenne presso il padre poiché questa limitazione di tempo potrebbe essere vissuta male dal bambino che, in un contesto di affidamento paritetico, ha ritrovato in parte la sua serenità.

Corte appello Perugia, 22/11/2021

Principio dell’affidamento condiviso dei figli e deroghe

La regola dell’affidamento condiviso dei figli ad entrambi i genitori è derogabile solo ove la sua applicazione risulti “pregiudizievole per l’interesse del minore”, come nel caso in cui il genitore non affidatario si sia reso totalmente inadempiente all’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento in favore dei figli minori ed abbia esercitato in modo discontinuo il suo diritto di visita, in quanto tali comportamenti sono sintomatici della sua inidoneità ad affrontare quelle maggiori responsabilità che l’affido condiviso comporta anche a carico del genitore con il quale il figlio non coabiti stabilmente.

Tribunale Sulmona sez. I, 29/07/2021, n.184

Affido condiviso dei figli: cosa comporta?

L’affidamento condiviso non vuol dire parità di tempo che il minore dovrà trascorrere con l’uno o con l’altro genitore, con previsione di una doppia residenza, ma condivisione delle scelte educative e formative e pari partecipazione in termini qualitativi alla vita del minore da parte di entrambi i genitori.

Il vero contenuto dell’affidamento condiviso non comporta affatto una convivenza del minore con entrambi i genitori e neanche una sorta di affidamento alternato. La ratio dell’affidamento condiviso sta invece nella maggiore responsabilizzazione dei genitori separati o divorziati i quali, adottata una linea comune dell’educazione del minore, si impegnano a realizzarla entrambi.

Deve, quindi, essere prevista comunque una residenza prevalente, un assegno in favore del genitore domiciliatario, nonché l’eventuale assegnazione della casa coniugale. Il tutto anche al fine di scoraggiare richieste strumentali di affido condiviso finalizzate all’esonero dalla contribuzione alle spese e, in generale, confusioni o commistioni tra questioni patrimoniali e ruolo genitoriale.

Tribunale Termini Imerese, 01/07/2021, n.721

Tempi di permanenza con i genitori

In tema di separazione dei coniugi, l’affido condiviso solo tendenzialmente comporta, in mancanza di gravi ragioni ostative, una ripartizione simmetrica e paritaria dei tempi di permanenza con i genitori, in quanto il giudice, in concreto, ben può discostarsi da tale principio, regolando diversamente siffatti tempi, partendo dall’esigenza di garantire al minore la situazione più confacente al suo benessere e alla sua crescita armoniosa e serena, tenendo conto, da un lato, del suo diritto a una significativa relazione anche con il genitore non convivente, dall’altro del diritto di entrambi i genitori a una piena realizzazione della loro relazione con i figli e all’esplicazione del loro ruolo educativo.

(Nella specie, la Suprema corte ha confermato il provvedimento di merito che, pur ampliando il diritto di visita paterno, aveva rigettato la domanda di collocazione alternata, anche sul rilievo che i figli erano ormai adolescenti e avviati a gestire con autonomia il rapporto con i genitori).

Cassazione civile sez. I, 16/06/2021, n.17221

Conflittualità tra coniugi: è sufficiente ad escludere l’affido condiviso?

In tema di affidamento dei minori, il criterio fondamentale cui deve attenersi il giudice della separazione è costituito dall’esclusivo interesse morale a materiale della prole il quale, imponendo di privilegiare la soluzione che appaia più idonea a ridurre al massimo i danni derivanti dalla disgregazione del nucleo familiare e ad assicurare il migliore sviluppo della personalità del minore, richiede un giudizio prognostico circa la capacità del singolo genitore di crescere ed educare il figlio, da esprimersi sulla base di elementi concreti attinenti alle modalità con cui ciascuno in passato ha svolto il proprio ruolo, con particolare riguardo alla capacità di relazione affettiva, nonché mediante l’apprezzamento della personalità del genitore.

Di conseguenza, l’affido condiviso non è di per sé impedito dall’esistenza di una conflittualità pur se aspra tra i coniugi, salvo che cioè abbia in concreto effetti pregiudizievoli sui figli, alterando e ponendo in serio pericolo il loro equilibrio e sviluppo psicofisico.

Tribunale Palmi sez. I, 07/01/2021, n.6

Conflitto genitoriale: affido condiviso in presenza del coordinatore genitoriale

Nonostante l’esistenza di un aspro conflitto tra i genitori, il Tribunale può disporre l’affido condiviso dei figli, se le parti sono disponibili a farsi seguire da un coordinatore genitoriale.

Tribunale Pavia, 09/12/2020

Affido condiviso e decisioni sulla residenza della prole

In tema di separazione coniugale e di affidamento della prole, è pacifico che qualsiasi cambiamento di residenza, costituendo modifica delle condizioni di separazione previste nella presente sede, non potrà essere unilateralmente attuato dal genitore collocatario, ma dovrà essere – in mancanza di consenso espresso dell’altro coniuge – preventivamente autorizzato dal Tribunale.

Tribunale Rieti, 07/11/2020, n.464

Affido condiviso e frequentazione paritaria dei genitori

Il regime legale dell’affidamento condiviso, tutto orientato alla tutela dell’interesse morale e materiale della prole, deve tendenzialmente comportare, in mancanza di gravi ragioni ostative, una frequentazione dei genitori paritaria con il figlio, tuttavia nell’interesse di quest’ultimo il giudice può individuare un assetto che si discosti da questo principio tendenziale, al fine di assicurare al minore la situazione più confacente al suo benessere e alla sua crescita armoniosa e serena.

Cassazione civile sez. I, 17/09/2020, n.19323

Conflittualità tra genitori e tollerabile disagio per la prole

La mera conflittualità riscontrata tra i genitori non coniugati, che vivono separati, non preclude – in via di principio – il ricorso al regime preferenziale dell’affidamento condiviso dei figli ove si mantenga nei limiti di un tollerabile disagio per la prole, mentre può assumere connotati ostativi alla relativa applicazione, ove si traduca in forme atte ad alterare e a porre in serio pericolo l’equilibrio e lo sviluppo psico-fisico dei figli, e, dunque, tali da pregiudicare il loro interesse. Anche il mutamento di residenza del genitore non fa perdere allo stesso né il diritto all’affidamento, ove esistente, né la qualità di collocatario del minore, dovendo il giudice esclusivamente valutare se sia più funzionale all’interesse della prole il collocamento presso l’uno o l’altro dei genitori, per quanto ciò ineluttabilmente incida in negativo sulla quotidianità dei rapporti con il genitore non affidatario.

Cassazione civile sez. I, 28/02/2020, n.5604

Tempi e modalità dei rapporti con il genitore non convivente

In tema di affido condiviso del minore, la regolamentazione dei rapporti con il genitore non convivente non può avvenire sulla base di una simmetrica e paritaria ripartizione dei tempi di permanenza con entrambi i genitori, ma deve essere il risultato di una valutazione ponderata del giudice del merito che, partendo dall’esigenza di garantire al minore la situazione più confacente al suo benessere e alla sua crescita armoniosa e serena, tenga anche conto del suo diritto a una significativa e piena relazione con entrambi i genitori e del diritto di questi ultimi a una piena realizzazione della loro relazione con i figli e all’esplicazione del loro ruolo educativo.

Cassazione civile sez. I, 13/02/2020, n.3652

Regola dell’affidamento condiviso: derogabilità

La L. 56 del 2006 stabilisce che il Giudice deve preferire l’affidamento condiviso, salvo che risulti contrario all’interesse del minore. L’affidamento condiviso presuppone un comune impegno progettuale in ordine alle scelte relative alla vita della prole nonché in ordine alla cura della prole medesima nell’ambito della gestione dei vari incombenti della vita quotidiana.

L’affido condiviso si pone come regola generale, rispetto alla quale la soluzione dell’affido esclusivo costituisce l’eccezione, derogabile solo laddove la sua applicazione risulti pregiudizievole per l’interesse del minore (quali le ipotesi di manifesta carenza o inidoneità educativa di un genitore o di sua obiettiva lontananza o di un suo sostanziale disinteresse per il minore, con valutazione adeguatamente motivata dal Giudice, in positivo sull’idoneità del genitore affidatario e, in negativo, sulla idoneità educativa dell’altro genitore e sulla non rispondenza dell’affido condiviso all’interesse del minore).

Tribunale Monza sez. IV, 30/01/2020, n.206

Divorzio e affido condiviso dei figli

L’affido condiviso risulta pregiudizievole per l’interesse del minore, nel caso in cui il genitore non affidatario si sia reso totalmente inadempiente all’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento in favore dei figli minori ed abbia esercitato in modo discontinuo il suo diritto di visita, in quanto tali comportamenti sono sintomatici della sua inidoneità ad affrontare quelle maggiori responsabilità che l’affido condiviso comporta anche a carico del genitore con il quale il figlio non coabiti stabilmente.

Tribunale Modena sez. I, 12/06/2019, n.931

Affido condiviso: l’assegno per il nucleo familiare

In tema di assegno per il nucleo familiare nel caso di affido condiviso, la legge 8.2.2006, n.54,  nel rimandare a quanto indicato sull’argomento nella circolare 7 dicembre 1999, n.210, ribadisce che, nel caso in cui i figli restino affidati ad entrambi i genitori, essi hanno titolo entrambi a chiedere la prestazione.

Tribunale Roma sez. lav., 18/04/2019, n.1813

Separazione dei coniugi e affidamento

In tema di separazione dei coniugi, quanto all’affidamento del figlio, aderendo alla richiesta di entrambe le parti di assegnare il minore in via esclusiva alla madre, si procede ad una deroga al generale regime di affido condiviso qualora sussista lo stato di carcerazione del padre, verosimilmente di lunga durata, che rende di fatto impossibile al medesimo di svolgere compiutamente il proprio ruolo di padre.

Sino a tutta la durata della detenzione, il padre avrà facoltà di tenere contatti telefonici con il figlio (essendo escluso che sia nell’interesse di un ragazzo di nove anni fargli visita in carcere). Laddove il padre riacquisti la libertà, potrà poi avere con il medesimo incontri protetti, da concordarsi con il Servizio sociale territorialmente competente.

Tribunale Firenze sez. I, 10/01/2019, n.61

Affido condiviso e interesse del minore

Relativamente all’affidamento, la L. 56 del 2006 stabilisce che il giudice deve preferire l’affidamento condiviso, salvo che risulti contrario all’interesse del minore. L’affidamento condiviso presuppone un comune impegno progettuale in ordine alle scelte relative alla vita della prole nonché in ordine alla cura della prole medesima nell’ambito della gestione dei vari incombenti della vita quotidiana.

L’affido condiviso si pone come regola generale, rispetto alla quale la soluzione dell’affido esclusivo costituisce l’eccezione, derogabile solo laddove la sua applicazione risulti pregiudizievole per l’interesse del minore (quali le ipotesi di manifesta carenza o inidoneità educativa di un genitore o di sua obiettiva lontananza o di un suo sostanziale disinteresse per il minore, con valutazione adeguatamente motivata dal Giudice, in positivo sull’idoneità del genitore affidatario e, in negativo, sulla idoneità educativa dell’altro genitore e sulla non rispondenza dell’affido condiviso all’interesse del minore.

Tribunale Monza sez. IV, 11/12/2018, n.3001

Il criterio dell’esclusivo interesse morale e materiale dei figli

Posto che il giudice, in tema di affidamento dei figli minori nella separazione, come nella specie, o nel divorzio, deve attenersi al criterio fondamentale dell’esclusivo interesse morale e materiale della prole, riguardo al quale i genitori, sia l’affidatario/collocatario che l’altro, sono titolari non di diritti, ma di un mero munus, ne segue che il principio di bigenitorialità non postula una paritaria determinazione dei tempi di permanenza del figlio presso di essi, purché siano assicurate congrue modalità di incontro con i medesimi.

(Nella specie, la Suprema corte ha confermato la pronuncia di merito che aveva previsto, qualora la figlia minore si fosse opposta agli incontri con il padre, genitore non collocatario in regime di affido condiviso, che questi avessero luogo presso una struttura protetta).

Cassazione civile sez. I, 30/07/2018, n.20151

Affidamento condiviso: quando?

Qualora non emergano elementi di incapacità o inadeguatezza genitoriale, deve essere disposto il regime dell’affidamento condiviso, la cui adozione è esclusa dal Legislatore nelle sole ipotesi in cui la condivisione della responsabilità genitoriale in capo ad entrambi i genitori determini un concreto e specifico pregiudizio per il minore; in assenza di elementi di incapacità genitoriale, deve prioritariamente disporsi l’affido condiviso anche quando uno dei due genitori risieda abitualmente all’estero.

Tribunale Rimini, 12/06/2018, n.2428

Affido condiviso del minore nato fuori dal matrimonio

In tema di affidamento dei figli minori, disposto l’affido condiviso di un minore di circa quattro anni di età, nato fuori dal matrimonio, con collocamento presso la madre, va rigettata la domanda di quest’ultima di autorizzazione al trasferimento del domicilio del figlio da Roma a Londra, atteso che: a) una tale misura osterebbe al consolidamento del rapporto del padre con il figlio, con assidue frequentazioni anche infrasettimanali, posto che il primo, in forza di provvedimento provvisorio, si era trasferito da Milano a Roma, esercitando regolarmente il diritto di visita; b) il minore è ben radicato nella capitale, dove risiede dalla nascita, e intrattiene una fitta rete di relazioni parentali, come emerso dalla espletata c.t.u.; c) la madre svolge a Roma idonea attività lavorativa, sicché non ha la necessità di trasferirsi all’estero.

Tribunale Roma, 08/09/2017

Affido condiviso: diritti dei figli e dei genitori

L’affido condiviso è disposto per attuare al contempo il diritto di ogni genitore a mantenere, istruire ed educare i figli (art. 30 cost.) ed il diritto della prole (art. 315 bis primo comma c.c.) a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori nonché di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Ciò non di meno (per le ragioni meglio di seguito evidenziate) l’affido condiviso è (in applicazione stretta degli artt. 337 bis e ter c.c.) inequivocabilmente funzionalizzato alla realizzazione dell’interesse morale e materiale della prole e per questa ragione, dopo e nonostante la crisi della coppia, i provvedimenti giudiziari mirano (ovviamente ove possibile) alla conservazione (od al ripristino) del rapporto dei minori con entrambi i genitori il che comporta l’attribuzione a ciascuno di essi di pari opportunità quando abbiano capacità genitoriali omogenee e quando il minore abbia in concreto l’interesse ad una frequentazione paritaria.

Tribunale Salerno sez. I, 18/04/2017



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