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Mantenimento figli maggiorenni: ultime sentenze

25 Gennaio 2020
Mantenimento figli maggiorenni: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: obbligo dei genitori di concorrere al mantenimento dei figli; dichiarazione di cessazione dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non ancora autosufficienti; provvedimenti in materia di mantenimento dei figli maggiorenni.

Obbligo dei genitori al mantenimento dei figli

L’obbligo dei genitori di concorrere al mantenimento dei figli, secondo le regole degli artt. 147 e 148 cod. civ., non cessa, “ipso facto”, con il raggiungimento della maggiore età da parte di questi ultimi, ma perdura, immutato, finché il genitore interessato alla declaratoria della cessazione dell’obbligo stesso non dia la prova che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica, ovvero che il mancato svolgimento di un’attività economica dipende da un atteggiamento di inerzia ovvero di rifiuto ingiustificato dello stesso.

In particolare, la cessazione dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non autosufficienti deve essere fondata su un accertamento di fatto che abbia riguardo all’età, all’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica, all’impegno rivolto verso la ricerca di un’occupazione lavorativa nonché alla complessiva condotta personale tenuta, da parte dell’avente diritto, dal momento del raggiungimento della maggiore età.

Tribunale Cosenza sez. I, 12/07/2019, n.1559

Mantenimento dei figli maggiorenni ed autosufficienza economica

Il fondamento del diritto del coniuge convivente con il figlio a percepire l’assegno di mantenimento risiede, oltre che nell’elemento oggettivo della convivenza, nel dovere di assicurare un’istruzione ed una formazione professionale rapportate alle capacità del figlio, oltreché alle condizioni economiche e sociali dei genitori, onde consentirgli una propria autonomia economica.

Diversamente, l’obbligo dei genitori di mantenere i figli maggiorenni finirebbe per protrarsi sine die e per dipendere dalla realizzazione di progetti personali che, per quanto pregevoli, non possono prescindere dalle concrete possibilità dei genitori.

Tribunale Padova sez. I, 13/06/2018, n.1296

Mantenimento dei figli maggiorenni non ancora autosufficienti

La dichiarazione di cessazione dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non ancora autosufficienti deve essere sorretta da un accertamento di fatto del giudice che abbia riguardo a vari fattori, tra i quali l’acquisizione di una condizione di indipendenza economica, l’età, l’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica, oltre che l’impegno profuso verso la ricerca di un’occupazione lavorativa e, in particolare, la complessiva condotta personale e il raggiungimento della maggiore età dell’avente diritto.

Cassazione civile sez. I, 17/07/2019, n.19135

Revoca dell’assegno di mantenimento al figlio maggiorenne

La cessazione dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non autosufficienti deve essere fondata su un accertamento di fatto che abbia riguardo all’età, all’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica, all’impegno rivolto verso la ricerca di un’occupazione lavorativa nonché, in particolare, alla complessiva condotta personale tenuta, da parte dell’avente diritto, dal momento del raggiungimento della maggiore età (nel caso di specie il tribunale ha rigettato la domanda di assegno di mantenimento in favore del figlio, tenuto conto dell’età – 25 anni -, del fatto che il figlio non si sia posto nelle condizioni ed abbia posto in essere l’attività necessaria al fine di conseguire una adeguata indipendenza economica – studi universitari non terminati -, e ciò non sia avvenuto per cause a lui non imputabili).

Tribunale Catania sez. I, 15/01/2019, n.179

Assegnazione della casa familiare

La casa familiare deve essere assegnata tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli minorenni e dei figli maggiorenni non autosufficienti a permanere nell’ambiente domestico in cui sono cresciuti, per garantire il mantenimento delle loro consuetudini di vita e delle relazioni sociali che in tale ambiente si sono radicate, sicchè è estranea a tale decisione ogni valutazione relativa alla ponderazione tra interessi di natura solo economica dei coniugi o dei figli, ove in tali valutazioni non entrino in gioco le esigenze della prole di rimanere nel quotidiano ambiente domestico, e ciò sia ai sensi del previgente articolo 155 quater c.c., che dell’attuale art. 337 sexies c.c.

Cassazione civile sez. I, 12/10/2018, n.25604

Quando è esclusa l’assegnazione della casa coniugale?

In caso di divorzio fra coniugi, tanto l’assegnazione della casa coniugale quanto la stessa legittimazione a richiedere all’altro genitore un contributo per il mantenimento dei figli presuppongono che il richiedente conviva con essi, minorenni o maggiorenni ma non economicamente indipendenti; con riferimento, in particolare, alla nozione di convivenza, rilevante sia per l’assegnazione della casa che per la richiesta di mantenimento, deve essere esclusa dal concetto di convivenza l’ipotesi di saltuario ritorno presso l’abitazione familiare per brevi periodi, coincidenti con le festività o i fine settimana, poiché in tal caso si configura un rapporto di mera ospitalità e non di stabile dimora, come invece è a tal fine richiesto.

(Nel caso di specie poiché i figli, maggiorenni, vivono abitualmente in città diverse da quella in cui si trova la casa coniugale e ivi ritornano solo per brevi periodi, è esclusa ad entrambi i coniugi tanto l’assegnazione della casa che il contributo per il mantenimento).

Tribunale Nuoro, 23/08/2018

Inadempimento dell’obbligo di mantenimento in favore dei figli

In tema di reati contro la famiglia, la violazione degli obblighi di natura economica posti a carico del genitore separato, cui si applica la disposizione dell’art. 12-sexies legge 1 dicembre 1970, n. 898, stante il richiamo operato dalla previsione di cui all’art. 3 legge 8 febbraio 2006, n. 54, riguarda unicamente l’inadempimento dell’obbligo di mantenimento in favore dei figli (minorenni e maggiorenni), dovendosi escludere l’inadempimento di analogo obbligo posto nei confronti del coniuge separato, cui è applicabile la tutela già predisposta dall’art. 570 cod. pen..

Cassazione penale sez. VI, 12/04/2018, n.24947

Cessazione dell’obbligo di mantenimento dei figli non autosufficienti

La cessazione dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non autosufficienti deve essere fondata su un accertamento di fatto che abbia riguardo all’età, all’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica, all’impegno rivolto verso la ricerca di un’occupazione lavorativa nonché, in particolare, alla complessiva condotta personale tenuta, dal raggiungimento della maggiore età, da parte dell’avente diritto.

Cassazione civile sez. VI, 05/03/2018, n.5088

Variazione delle modalità di mantenimento del figlio maggiorenne

La controversia relativa alla variazione delle modalità di mantenimento del figlio maggiorenne esula dalle competenze collegiali, rientrando tra quelle del Tribunale in composizione monocratica.

Tuttavia, anche qualora essa sia stata introdotta nelle forme del rito camerale ai sensi dell’art. 38 disp. att. c.c., ma: a)non vi sia eccezione delle parti in relazione al procedimento instaurato; b) si sia realizzato il rispetto del principio del contraddittorio e delle garanzie difensive della parte resistente; c) il mutamento del rito rischierebbe, nel caso concreto, di ledere il principio costituzionale della ragionevole durata del processo; tutte le riferite circostanze inducono, comunque, ad emettere la decisione da parte del Collegio, dovendosi ritenere, ricorrendo i suddetti presupposti, ugualmente rispettati i principi del giusto processo nell’ambito del procedimento instaurato, posto anche il contenuto sostanzialmente decisorio che, per consolidata giurisprudenza, hanno i suddetti provvedimenti

Tribunale Roma sez. I, 16/06/2017

Figli maggiorenni: corresponsione dell’assegno di mantenimento

Nel caso in cui con ordinanza presidenziale sia stata disposta la corresponsione dell’assegno di mantenimento direttamente in favore dei figli maggiorenni non economicamente autosufficienti, deve comunque riconoscersi in capo al genitore, ritenuto titolare di una legittimazione concorrente, il diritto a rivendicare e a ricevere l’assegno.

Deve, dunque, essere considerato valido l’atto di precetto che, come nel caso di specie, è stato intimato dal genitore in favore del quale era stata spedita, in forma esecutiva, la suindicata ordinanza, al fine di ottenere quanto dovuto a titolo di mantenimento in favore dei figli.

Tribunale Caltanissetta, 19/06/2017



6 Commenti

  1. L’obbligo di mantenere il figlio maggiorenne spetta solo se questi non è indipendente economicamente e non ha un reddito proprio, ma cessa se questi rifiuta un posto di lavoro.

  2. L’obbligo di mantenere il figlio maggiorenne spetta solo se questi non è indipendente economicamente e non ha un reddito proprio, ma cessa se questi rifiuta un posto di lavoro. Il genitore divorziato ha l’obbligo di continuare a mantenere il figlio maggiorenne, versandogli puntualmente l’assegno una volta al mese, solo se questi non ha un reddito stabile e, quindi, non è autosufficiente dal punto di vista economico. Tuttavia, l’obbligo cessa se il ragazzo ha volontariamente rifiutato possibili occasioni di lavoro.

  3. E’ giusto attendersi che un ventenne non lavori non per sua volontà o inerzia, ma perché non ha ancora trovato occasioni conformi alla sua formazione, non è più così se il «giovane» ha 40 anni, avendo già superato l’età della formazione scolastico-universitaria. Insomma, più è adulto il ragazzo da mantenere, più si presume che la sua inoccupazione deriva da volontà e inerzia, piuttosto che da mancanza di occasioni. Con la conseguenza che il genitore che gli versa il mantenimento si potrà liberare più facilmente di tale onere.

  4. L’obbligo di mantenere i figli prescinde dall’esercizio della potestà genitoriale, potestà che si perde quando la prole diventa maggiorenne. Invece l’obbligo di mantenimento non ha un termine finale fissato per legge e pertanto la sua sussistenza resta affidata al buon senso dei genitori o alla decisione del giudice nel caso in cui vi sia una separazione o un divorzio. I genitori quindi restano tenuti a mantenere il figlio e a provvedere ai suo bisogni, ma nello stesso tempo non possono intervenire sulle sue scelte dopo i 18 anni compiuti.

  5. Grazie a chi mi risponderà.
    Figlia quasi 30enne che per sua scelta da più di 15 anni non intrattiene alcun rapporto col padre che le versa l’assegno. Il padre quindi non ha la possibilità di provare che la figlia cerchi attivamente un lavoro (onere della prova) non trovandolo,nè può dimostrare il fatto che la ragazza lavori in nero,pur avendone la certezza. La ragazza è propietaria del 25% di una casa, ha lavorato a tempo determinato per una ditta, ora risulta disoccupata.

    1. Leggi i nostri articoli sull’argomento:
      -Mantenimento: devo provare che i figli sono indipendenti economicamente? https://www.laleggepertutti.it/155913_mantenimento-devo-provare-che-i-figli-sono-indipendenti-economicamente
      -Mio figlio guadagna: devo versargli il mantenimento? https://www.laleggepertutti.it/145070_mio-figlio-guadagna-devo-versargli-il-mantenimento
      -Obbligo dei genitori di mantenimento del figlio https://www.laleggepertutti.it/112576_obbligo-dei-genitori-di-mantenimento-del-figlio
      -Figlio lavoratore: diritto al mantenimento https://www.laleggepertutti.it/407631_figlio-lavoratore-diritto-al-mantenimento
      -Cosa accade alla casa familiare quando il figlio diventa maggiorenne? https://www.laleggepertutti.it/411825_cosa-accade-alla-casa-familiare-quando-il-figlio-diventa-maggiorenne
      -Mantenimento al figlio: quando c’è indipendenza economica https://www.laleggepertutti.it/163240_mantenimento-al-figlio-quando-ce-indipendenza-economica

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