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Videoterminalista: ultime sentenze

23 Gennaio 2020
Videoterminalista: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: assegnazione a videoterminale ripetitiva e prolungata nel tempo; interruzioni dell’attività lavorativa al videoterminale; nesso di causalità tra la tecnopatia sofferta dal lavoratore assicurato e la sua attività di addetto al video terminale.

Uso di videoterminale

È legittimo l’Inquadramento nella V q.f. di applicato comunale addetto all’ufficio anagrafe con mansioni implicanti l’uso di videoterminale in dotazione. Infatti ai sensi dell’art. 34 d.P.R. n. 333 del 1990 l’inquadramento dei dipendenti comunali in possesso della qualifica di applicato ma svolgenti mansioni di videoterminalista vanno inquadrati nella V q.f. conformemente alla tabella 2 allegata al d.P.R. n. 333 del 1990.

T.A.R. Brescia, (Lombardia), 12/02/2001, n.58

Violazione di norme imperative e nullità del contratto aziendale

La materia delle interruzioni dell’attività lavorativa al videoterminale per un verso investe beni e interessi pubblici di carattere generale di rilevanza costituzionale e per altro verso è presidiata da sanzioni penali (v. art. 178, comma 1, lett. a) d.lg. n. 81/2008) e quindi le norme che la riguardano devono ritenersi imperative e sostituiscono di diritto le clausole nulle del contratto che siano contrarie al loro contenuto precettivo (art. 1419, comma 2, c.c.): è quindi nullo per contrarietà a norme imperative il contratto aziendale nella parte in cui non afferma il diritto dei lavoratori – che utilizzano un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale – ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.

Tribunale Matera, 25/03/2015

Attrezzatura munita di videoterminale

Ai fini del diritto all’interruzione per il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico ed abituale, di cui al combinato disposto del D.Lgs. n. 626 del 1994, art. 51, lett. c) e art. 54 (nel testo vigente ratione temporis), poco importa che i cambiamenti di attività siano avvenuti ad iniziativa dei singoli lavoratori piuttosto che in virtù di apposita organizzazione aziendale dei tempi di lavoro: resta il rilievo – che questa S.C. non può smentire perché concernente un accertamento di merito – che tali cambiamenti hanno comunque avuto luogo secondo quanto acclarato dai giudici d’appello.

Cassazione civile sez. lav., 09/12/2014, n.25908

Pausa nell’attività lavorativa

In tema di superamento del periodo di comporto, sono computabili nei giorni di assenza quelli determinati da malattia la cui concausa sia individuata nelle modalità di espletamento della prestazione (nella specie, assegnazione a videoterminale ripetitiva e prolungata nel tempo), quando non risulti violata alcuna norma di prevenzione né specifica, quanto alle prescritte pausa nell’attività lavorativa, né generale ai sensi dell’art. 2087 c.c.

Cassazione civile sez. lav., 20/02/2013, n.4207

Addetti a videoterminale: le immissioni di dati nel sistema informatico

In tema di inquadramento e qualifiche e con riferimento al personale della Cassa depositi e prestiti, l’addetto ad un videoterminale (che costituisce un’unità periferica del sistema informatico), autorizzato anche ad effettuare immissioni di dati nel sistema, svolge le funzioni operative relative all’unità periferica richieste dall’art. 11 d.P.R. 4 agosto 1984 (decreto al quale l’art. 11, comma 4, l. 13 maggio 1983 n. 197 ha demandato la determinazione dei livelli funzionali) e, pertanto, ha diritto all’inquadramento nel secondo livello funzionale ove sia accertato l’effettivo espletamento delle predette mansioni.

Cassazione civile sez. lav., 24/03/2011, n.6756

Indennità di videoterminale

L’interpretazione dei contratti collettivi di diritto comune è censurabile in sede di legittimità esclusivamente per vizi di motivazione, ovvero per violazione dei canoni ermeneutici stabiliti dagli art. 1362 ss, c.c.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da vizi la sentenza di merito che, a proposito della”indennità videoterminale”, prevista dai contratti collettivi relativi alle aziende erogatrici di gas, aveva ritenuto che la stessa spettasse con carattere continuativo non soltanto ai lavoratori addetti al computer la cui postazione lavorativa era collocata stabilmente all’interno del Ced, ma a tutti gli operatori che, per le loro mansioni, impiegavano stabilmente videoterminali, a prescindere dalle eventuali assenze degli stessi per malattia).

Cassazione civile sez. lav., 26/01/2006, n.1571

Tempo di applicazione al videoterminale

A norma dell’art. 55 commi 1 e 3 d.lg. n. 626/1994, il tempo di applicazione al videoterminale rilevante ai fini dell’obbligo di visita medica periodica non comprende l’intero periodo durante il quale il lavoratore si trovi presso la postazione, bensì soltanto l’insieme dei periodi durante i quali egli interagisca con uno almeno degli elementi di cui si compone il videoterminale, ovvero schermo, tastiera e mouse.

Tribunale Napoli, 19/03/2003

Patologia accertata e attività di addetto al videoterminale

Nella consulenza di parte, prodotta nel ricorso in appello, l’affermazione della necessità di ricorrere all’utilizzo del criterio epidemiologico, nella ricerca del nesso di causalità tra la patologia accertata e l’attività di terminalista, deve essere valutata dal giudice del merito, anche solo per disattenderla; soprattutto se supportata dal richiamo ai risultati di congressi medici e alla letteratura scientifica.

Suddetta valutazione deve tenere presente in ogni caso che l’attività di videoterminalista è attività relativamente recente e pertanto, non possono ritenersi ancora definitivamente accertati nella scienza medica, quali e quanti siano gli effetti che si ripercuotono sulla salute del lavoratore. Inoltre l’adozione del criterio epidemiologico, in relazione a malattie multifattoriali agevola, se non altro, l’accertamento dell’incidenza concausale dell’attività lavorativa svolta (nella specie la S.C. ha cassato l’impugnata sentenza che aveva escluso il nesso di causalità tra la tecnopatia (artropatia del rachide) sofferta dal lavoratore assicurato e la sua attività di addetto al video terminale.

Cassazione civile sez. lav., 27/04/2004, n.8073

Lavoratori addetti in via esclusiva all’uso di attrezzature munite di videoterminale

Ai sensi della disciplina normativa e contrattuale in materia, deve ritenersi che gli operatori unici di sportello delle aziende di credito non possono essere considerati come lavoratori addetti in via esclusiva alla utilizzazione delle attrezzature munite di videoterminale, competendo ad essi prestazioni di natura diversa, quali ad esempio, il maneggio e la contazione di denaro, il controllo delle distinte e della regolarità dei titoli di credito da negoziare, l’intrattenimento della clientela.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. II, 12/10/2000, n.1801

Sorveglianza sanitaria: posti di lavoro dotati di videoterminale

La sorveglianza sanitaria prevista nel titolo VI d.lg. 19 settembre 1994 n. 626 interessa tutti i lavoratori esposti agli specifici rischi in esse contemplati, mentre tutti i posti di lavoro dotati di videoterminale devono essere conformi alle prescrizioni minime di sicurezza indicate nell’allegato VII.

Corte giustizia UE sez. V, 12/12/1996, n.74



3 Commenti

  1. Nell’attività produttiva, di beni e, soprattutto, di servizi, l’informatica ha un ruolo sempre maggiore. Questo fa sì che cresca in modo repentino l’uso dei video terminali e, di conseguenza, l’impiego, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato, dei videoterminalisti. Il lavoro svolto dal videoterminalista può essere essenzialmente di due tipi: attività di digitazione e attività di dialogo.Nella digitazione, il lavoratore inserisce costantemente dati all’interno del sistema informatico, in alcuni casi, anche durante l’intera giornata. Chi svolge questo tipo di attività deve, dunque, restare concentrato, essere preciso ed eseguire i propri compiti con rapidità.

  2. Io sono un videoterminalista e vi dico che i rischi per la salute del videoterminalista sono di vario genere, riconducibili, comunque, a due categorie di disturbi: quelli visivi e quelli muscolo-scheletrici. Si è reso necessario adeguare le norme in tema di sicurezza sul lavoro a questa nuova tipologia di lavoratori, a tutela della quale sono stati individuati particolari criteri di sicurezza e salute sul luogo di lavoro

  3. I videoterminalisti sono sottoposti a controlli sanitari di carattere periodico, per verificare l’eventuale comparsa di disturbi visivi o di altro genere, comunque riconducibili all’attività lavorativa. Tali lavoratori fruiscono, inoltre, della informazione e formazione circa la prevenzione dei rischi per la salute connessi a questa particolare attività.

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