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Separazione giudiziale: ultime sentenze

28 Maggio 2021
Separazione giudiziale: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: condizioni di proponibilità della domanda di scioglimento del matrimonio; sentenza di cessazione degli effetti del matrimonio.

Provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria

In assenza del provvedimento di omologazione della separazione consensuale sono prive di efficacia giuridica le pattuizioni intervenute tra i coniugi e su di esse prevalgono i provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria nell’ambito del procedimento contenzioso.

Cassazione civile sez. I, 15/12/2020, n.28649

Separazione giudiziale dei coniugi: risultanze processuali

Le risultanze processuali dalle quali emerga la crisi del rapporto coniugale di tale gravità da escludere, secondo ogni ragionevole previsione, la possibilità di ricostituzione di quell’armonica comunione di intenti e di sentimenti che del rapporto costituisce l’indispensabile presupposto, porta alla dichiarazione di separazione dei coniugi.

Tribunale Forli’, 26/10/2020, n.864

Violazione degli obblighi nascenti dal matrimonio

In tema di separazione giudiziale dei coniugi, ai fini della domanda di addebito, la comprovata violazione degli obblighi nascenti dal matrimonio ne rappresenta la condizione necessaria, ma non sufficiente, poiché il coniuge richiedente è onerato di provare che una simile condotta sia stata altresì concretamente idonea a produrre l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza coniugale, ossia il rapporto di causalità tra l’inadempimento dei suddetti doveri ed una rottura della comunione di intenti e di sentimenti tale da rendere impossibile la continuazione della convivenza, dovendosi pertanto escludere tale nesso qualora la crisi matrimoniale sia antecedente rispetto alla predetta violazione o sia comunque intervenuta semplicemente ad aggravare o a rendere definitiva una crisi già in atto.

Tribunale Perugia sez. I, 23/12/2019, n.1978

Domanda di scioglimento del matrimonio

In tema di divorzio, la Legge 01/12/1970 n. 898 come da ultimo modificata con legge 55/2015, prevede che qualora la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non possa essere ricostruita, possa proporsi domanda per ottenere lo scioglimento del matrimonio, se tra i coniugi sia stata pronunziata con sentenza passata in giudicato la separazione giudiziale, ovvero sia stata omologata la separazione consensuale, e la separazione si sia protratta ininterrottamente per un certo periodo (sei o dodici mesi) dalla comparizione dei coniugi innanzi al Presidente del Tribunale nella procedura di separazione personale (art. 3, n. 2 lett. b) L. cit.).

Tribunale Asti, 01/10/2019, n.833

Ammissione al gratuito patrocinio

Ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, l’esclusione del cumulo del reddito del coniuge istante non è limitata al solo procedimento contenzioso di separazione giudiziale, ma vale anche per il procedimento di separazione su base concordata.

Cassazione civile sez. II, 26/07/2019, n.20385

Separazione giudiziale dei coniugi e affidamento ai servizi sociali

In tema di separazione giudiziale dei coniugi, va disposto l’affidamento ai servizi sociali, ma con collocamento presso il marito, della minore preadolescente, pur se sia stato incontrovertibilmente accertato (con sentenza definitiva di disconoscimento) che la stessa è figlia della sola moglie, affetta però da un grave disturbo della personalità, che la rende del tutto inadeguata e potenzialmente pregiudizievole per la figlia, la quale, invece, ha consolidato un profondo legame con l’uomo, figura di riferimento che ha assunto il ruolo di genitore sociale.

Tribunale Como, 18/04/2019

Cause inerenti agli obblighi alimentari

La deroga della sospensione dei termini processuali nel periodo feriale, di cui all’art. 1 della l. n. 742 del 1969 prevista per le cause inerenti ad obblighi alimentari, non può essere estesa alle cause di separazione giudiziale dei coniugi, ancorchè pendenti in fase d’impugnazione con riguardo anche alle statuizioni adottate in materia di alimenti.

Cassazione civile sez. I, 23/01/2019, n.1874

Separazione coniugale: l’adulterio giustifica l’addebito al coniuge responsabile?

In tema di separazione giudiziale dei coniugi, si presume che l’inosservanza del dovere di fedeltà, per la sua gravità, determini l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, giustificando così, di per sé, l’addebito al coniuge responsabile, salvo che questi dimostri che l’adulterio non sia stato la causa della crisi familiare, essendo questa già irrimediabilmente in atto, sicché la convivenza coniugale era ormai meramente formale.

Tribunale Monza, 07/01/2019, n.6

Affidamento e mantenimento dei figli minori

In tema di affidamento e di mantenimento dei figli minori, il giudice (nella specie, in sede di separazione giudiziale dei coniugi), attese le esigenze pubblicistiche in gioco, dispone di poteri istruttori d’ufficio in deroga alle regole generali sull’onere della prova e può adottare anche d’ufficio, in ogni stato e grado del giudizio, tutti i provvedimenti necessari per la miglior tutela dei figli stessi.

(Nella specie, la Suprema corte ha confermato la pronuncia di appello che, ritenendo attendibile una relazione investigativa di parte sulla posizione economica del padre genitore non affidatario, ha raddoppiato, rispetto al primo grado, l’assegno a suo carico per il mantenimento della prole).

Cassazione civile sez. I, 24/08/2018, n.21178

Condizioni concordate tra i coniugi 

Quando sia stata pronunciata con sentenza passata in giudicato la separazione giudiziale fra i coniugi ovvero sia stata omologata la separazione consensuale, e con ricorso a firma congiunta vengano depositate condizioni concordate, costituenti pertanto espressione della libera autonomia negoziale delle parti, purché conformi alla legge, queste possono essere recepite in sentenza dal giudice che dichiara la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Tribunale Bari sez. I, 10/07/2018, n.2949

Domanda di separazione giudiziale

Posto che l’interdetto può compiere, a mezzo del rappresentante legale, tutti gli atti personalissimi, pur se di straordinaria amministrazione e inerenti ad interessi non patrimoniali, che non gli siano espressamente preclusi dalla legge, il tutore del medesimo, ovvero il curatore speciale, ma solo in caso di conflitto di interessi, è legittimato a proporre anche domanda di separazione giudiziale.

Cassazione civile sez. I, 06/06/2018, n.14669

Separazione giudiziale e motivo di addebito

In tema di separazione giudiziale, non può costituire motivo di addebito della separazione la commissione, dopo il deposito del ricorso per separazione personale e nelle more dell’udienza presidenziale, di un grave reato in danno del coniuge, ove il fatto sia avvenuto in un contesto di oggettiva e perdurante assenza tra le parti del “consortium vitae” e nell’ambito di rapporti interpersonali non più connotati dalla “affectio coniugalis”, per la risalente e stabilizzata cessazione della convivenza delle parti.

Tribunale Castrovillari, 08/03/2018, n.137

Separazione giudiziale: locazione e successione del coniuge assegnatario

Nell’ipotesi di separazione giudiziale il coniuge assegnatario della casa coniugale è sostituito ex lege nella titolarità del contratto di locazione con l’attribuzione dei relativi diritti ed obbligazioni che ne derivano e con la cessazione del rapporto di locazione in capo all’altro coniuge, ad eccezione del caso in cui i coniugi siano comparsi dinanzi al Presidente del Tribunale, ai fini dell’omologa della separazione (nella specie: 3 aprile 2017), dopo che il giudizio di sfratto era stato instaurato per cui  essendosi il contratto di locazione risolto alla data della notificazione della citazione introduttiva del giudizio di sfratto per morosità (nella specie: febbraio 2017) va disattesa l’eccezione di carenza di legittimazione passiva del marito separato, essendo questi tenuto al pagamento del canone di locazione, in solido con la consorte, fino alla data dell’effettivo rilascio.

Tribunale Roma sez. VI, 28/02/2018, n.4450

L’intollerabilità della prosecuzione della convivenza

Ai sensi dell’articolo 151 del Cc, la pronuncia della separazione giudiziale non è vincolata a presupposti tassativi e specifici, ma è, piuttosto, collegata all’accertamento dell’esistenza di fatti che rendano intollerabile la prosecuzione della convivenza. Tale circostanza costituisce il presupposto fondamentale su cui si basa la pronuncia della separazione dei coniugi, anche quando il comportamento non sia direttamente imputabile alla condotta dell’uno o dell’altro coniuge.

Ove tale situazione di intollerabilità si verifichi, anche rispetto a un solo coniuge, deve ritenersi che questi abbia diritto a chiedere la separazione, con la conseguenza che la relativa domanda costituisce esercizio di un suo diritto. Ciò posto, nella fattispecie, il Tribunale ha dichiarato la separazione giudiziale dei coniugi, senza espletare una specifica istruttoria allo scopo di verificare più compiutamente la circostanza della intollerabilità della prosecuzione della convivenza, risultando evidente la condizione di disaffezione al matrimonio da parte dei coniugi che già da tempo vivevano separati.

Tribunale Messina sez. I, 23/02/2018, n.443

Pronuncia di separazione giudiziale dei coniugi: quali sono i presupposti?

Può essere pronunciata la separazione giudiziale dei coniugi quando gli stessi riferiscono di vivere  completamente separati e parte resistente nulla ha obiettato sulla richiesta di separazione introdotta da controparte e ciò ulteriormente dimostra che la prosecuzione della convivenza coniugale è divenuta oggettivamente intollerabile, inoltre entrambi sono d’accordo sull’affidamento dei figli minori, sulla loro collocazione, sui rapporti col genitore non collocatario, sul contributo paterno al mantenimento nonché sul concorso nelle spese straordinarie e tali accordi sono conformi agli interessi dei figli minori.

Tribunale Prato sez. I, 21/12/2017, n.1054



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