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Fornitura energia elettrica: ultime sentenze

2 Novembre 2021
Fornitura energia elettrica: ultime sentenze

Contratto di fornitura di fornitura di energia elettrica; contestazione dei consumi ed onere probatorio; danneggiamento di elettrodomestici; 

Distacco dell’energia elettrica

L’energia elettrica costituisce indiscutibilmente un bene primario e vitale, indispensabile ed insostituibile se non con grossi disagi, talché , in materia di danni e conseguente risarcimento, non può ritenersi insignificante il distacco dell’ energia elettrica per 8 giorni in pieno periodo invernale ed effettuato dal gestore del servizio per mera superficialità e senza alcuna colpa dell’ utente.

Tribunale Napoli sez. IX, 03/09/2021, n.3209

I crediti derivanti da un contratto di fornitura di energia elettrica extra UE

L’articolo 1, punto 6, e l’articolo 26, paragrafo 1, del Trattato sulla Carta dell’energia, firmato a Lisbona il 17 dicembre 1994, approvato a nome delle Comunità europee con decisione 98/181/CE, devono essere interpretati nel senso che l’acquisizione, ad opera di un’impresa di una Parte contraente di tale trattato, di un credito derivante da un contratto di fornitura di energia elettrica, non associato a un investimento, detenuto da un’impresa di uno Stato che non è Parte contraente di detto trattato nei confronti di un’impresa pubblica di un’altra Parte contraente del medesimo trattato, non costituisce un «investimento» ai sensi di tali disposizioni.

Corte giustizia UE grande sezione, 02/09/2021, n.741

Contestazione dei consumi di energia elettrica ed onere probatorio

In tema di contratti di somministrazione di energia elettrica, la comunicazione dei consumi deve essere oggetto di specifica contestazione da parte dell’utente, il quale può far valere elementi idonei ad inficiare l’attendibilità delle misure comunicate dal distributore (ad esempio perché recanti dati tra loro obiettivamente incoerenti, o incoerenti con la potenza della fornitura, o con altri elementi da cui derivi l’obiettiva inattendibilità dei dati di misura registrati dal distributore). In assenza, dette misure debbono reputarsi sufficienti a fondare la corrispondenza al dato reale dei consumi esposti in fattura.

Tribunale Milano sez. XI, 06/07/2021, n.5934

Energia elettrica: calcolo dei consumi tramite il contatore

In tema di calcolo dei consumi di energia elettrica, il contatore, quale strumento deputato alla misurazione dei consumi, è accettato consensualmente dai contraenti come meccanismo di contabilizzazione ed è quindi l’utente a dover dimostrare l’inadempimento a lui non imputabile, ciò non esclude che quest’ultimo possa contestare il malfunzionamento del contatore, dimostrando quali consumi di energia ha effettuato nel periodo, avuto riguardo al dato statistico di consumo “normalmente” rilevato nelle precedenti bollette e corrispondente a determinati impieghi di energia derivanti dalle specifiche attività svolte, ove dimostrabili equivalenti anche nel periodo in contestazione.

Nel caso in esame, in cui il malfunzionamento del gruppo di misura è pacifico in causa e i ricalcoli operati dal distributore sono stati specificamente contestati dall’opponente, anche tramite relazione tecnica di parte redatta ancora prima dell’instaurazione presente giudizio, non può esservi presunzione di correttezza dei consumi come ricalcolati dal distributore e, conseguentemente, addebitati dal fornitore di energia elettrica, sì che indispensabile risultava il ricorso alla consulenza tecnica d’ufficio per la determinazione dei rapporti dare -avere tra le parti.

Tribunale Milano sez. XI, 11/05/2021, n.3985

Mancato ripristino della fornitura di energia elettrica

Il principio di correttezza e buona fede – il quale, secondo la Relazione ministeriale al codice civile, “richiama nella sfera del creditore la considerazione dell’interesse del debitore e nella sfera del debitore il giusto riguardo all’interesse del creditore” – deve essere inteso in senso oggettivo in quanto enuncia un dovere di solidarietà, fondato sull’art. 2 della Costituzione, che, operando come un criterio di reciprocità, esplica la sua rilevanza nell’imporre a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio, il dovere di agire in modo da preservare gli interessi dell’altra, a prescindere dall’esistenza di specifici obblighi contrattuali o di quanto espressamente stabilito da singole norme di legge, sicché dalla violazione di tale regola di comportamento può discendere, anche di per sé, un danno risarcibile.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva ravvisato una condotta contraria a buona fede e correttezza nel mancato ripristino della fornitura di energia elettrica in favore dell’utente, nonostante l’istanza di quest’ultimo, in quanto il somministrante aveva rilevato che l’utenza risultava a nome di altro soggetto, anche se un sopralluogo o una richiesta di chiarimenti, sebbene non previsti dal contratto, avrebbero potuto dimostrare che si trattava della medesima utenza, semplicemente volturata a un terzo).

Cassazione civile sez. III, 02/04/2021, n.9200

Dato statistico di consumo

Il contatore è strumento deputato alla misurazione dei consumi, accettato consensualmente dai contraenti come meccanismo di contabilizzazione, di guisa che di fronte alla pretesa creditoria è l’utente che deve dimostrare che l’inadempimento non è a lui imputabile, ai sensi dell’art. 1218 c.c.; in particolare, grava sull’utente l’onere di contestare il malfunzionamento dello strumento, richiedendone la verifica, dimostrando quali consumi di energia ha effettuato nel periodo (avuto riguardo al dato statistico di consumo normalmente rilevato nelle precedenti bollette e corrispondente a determinati impieghi di energia derivanti dalle specifiche attività svolte, ove dimostrabili equivalenti anche nel periodo in contestazione), gravando successivamente sul gestore l’onere di dimostrare il corretto funzionamento del contatore.

Tribunale Milano sez. XI, 16/02/2021, n.1407

Malfunzionamento del contatore

In tema di somministrazione di energia elettrica, in forza del principio di vicinanza della prova, spetta all’utente contestare il malfunzionamento del contatore, richiedendone la verifica, e dimostrare l’entità dei consumi effettuati nel periodo (avuto riguardo al dato statistico di consumo normalmente rilevato in precedenti bollette e corrispondente agli ordinari impieghi di energia); incombe, invece, sul gestore l’onere di provare che lo strumento di misurazione è regolarmente funzionante e, in questo caso, l’utente è tenuto a dimostrare che l’eccessività dei consumi è imputabile a terzi e, altresì, non è stato agevolato da sue condotte negligenti nell’adozione di misure di controllo idonee ad impedire altrui condotte illecite.

Tribunale Potenza sez. I, 21/01/2021, n.61

Contestazione delle fatture di fornitura elettrica, onere probatorio del fornitore.
Sentenza   Documenti correlati

In materia di contratti di somministrazione di fornitura elettrica, la contestazione da parte del somministrato di una fatturazione per violazione dei doveri contrattuali e mancata indicazione dei criteri e metodologie utilizzati dalla società per la ricostruzione del credito vantata, grava sul creditore fornire prova del corretto funzionamento del contatore mediante il quale si ritiene aver effettuato il calcolo.

Tribunale Nocera Inferiore sez. I, 19/01/2021, n.150

Energia elettrica fornita in base a contratto con firma falsa

È configurabile la risarcibilità del danno non patrimoniale in favore del consumatore al quale sia stata fornita energia elettrica in base a un contratto recante una firma falsa.

Cassazione civile sez. III, 12/01/2021, n.261

Fornitura di energia elettrica non richiesta

Il consumatore non è tenuto, ai sensi dell’art. 57 del codice del consumo (nella specie, nel testo anteriore alle modifiche apportate dal d.lgs. n. 21 del 2014, venendo in rilievo un contratto concluso prima del 13 giugno 2014), ad alcuna prestazione corrispettiva in caso di fornitura di energia elettrica non richiesta, né il fornitore può agire nei suoi confronti a titolo di indebito o di arricchimento senza causa, ancorché il medesimo consumatore abbia tratto vantaggio dalla detta fornitura, poiché il legislatore ha inteso fare prevalere gli interessi della parte debole del contratto – con l’esonero dagli oneri conseguenti a pratiche commerciali scorrette – su quelli del professionista, dovendosi riconoscere al citato art. 57 pure una valenza latamente sanzionatoria.

Cassazione civile sez. III, 12/01/2021, n.261

Riduzione della fornitura di energia elettrica

In tema di energia elettrica, la riduzione, dapprima, e poi l’interruzione della fornitura all’utente finale, non sono addebitabili a titolo di responsabilità contrattuale, alla società che solo inizialmente ha fornito energia, ma che poi risulta essere stata acquisita da altra società, non essendovi più un contratto in essere (e, nella fattispecie, la prova della cessazione del contratto tra la prima società e gli utenti, veniva dimostrato anche dalla circostanza della restituzione, agli stessi del deposito cauzionale con una fattura a conguaglio); né, tanto meno, può ipotizzarsi una forma di responsabilità extracontrattuale – o per altro titolo – per violazione dei principi di buona fede e correttezza, a carico della prima società, in quanto, cessato il regime di monopolio, alle società di vendita di energia elettrica è fatto obbligo di non frapporre ostacoli di sorta alla richiesta di passaggio ad altro fornitore.

Corte appello Bari sez. II, 11/04/2019, n.887

Il divieto di rinnovo tacito dei contratti pubblici

Il generale principio di divieto di rinnovo tacito dei contratti della p.a. aventi ad oggetto servizi, lavori e forniture, finalizzato ad evitare che l’affidamento di un dato contratto sia sottratto al confronto concorrenziale tra gli operatori economici, trova un contemperamento in quelle ipotesi in cui l’amministrazione, alla scadenza del contratto di fornitura di un servizio essenziale (nella specie, fornitura di energia elettrica) non si doti tempestivamente di un altro fornitore; in tali casi vige il principio della continuità dell’erogazione del servizio, con obbligo di relativa remunerazione sulla base delle originarie pattuizioni contrattuali.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. I, 22/05/2019, n.434

Addizionale provinciale dell’imposta erariale sul consumo dell’energia elettrica

L’addizionale provinciale dell’imposta erariale sul consumo dell’energia elettrica (art. 6 del d.l. n. 511 del 1988), dovuta per qualsiasi uso in locali e luoghi diversi dalle abitazioni, fino al limite massimo di 200.000 chilowattora di consumo al mese, si applica in relazione a ciascun distinto punto di acquisto dell’energia, anche se la pluralità di punti di presa facciano capo ad un medesimo soggetto giuridico esercente un’unitaria attività produttiva.

Ciò trova conferma nell’art. 54, comma 2, del d.lgs. n. 504 del 1995, che, relativamente al fabbricante, prevede la figura delle officine distinte perché esercitate in luoghi distinti, anche se messi in comunicazione attraverso un’unica linea di distribuzione, rendendo rilevante il luogo di fornitura dell’energia.

Tale disciplina, inoltre, non contrasta con gli artt. 3 e 53 Cost., nella parte in cui assoggetta a maggiore imposizione sui consumi di energia elettrica i contribuenti che prelevano energia da plurimi punti di consegna, rispetto a quelli che prelevano la stessa quantità di energia da un unico punto di consegna, precludendo ai primi l’applicazione regressiva del prelievo stabilita per i secondi. La più flessibile ed articolata organizzazione dell’attività produttiva, conseguente alla disponibilità di differenti punti di presa, legittima la diversificazione impositiva.

La natura dell’imposta di consumo non correlata con un indice di capacità impositiva, ma semplicemente connessa con la quantità delle merci immesse in commercio non suppone paragone tra posizioni soggettive in termini di soggezioni al prelievo. Il principio di progressività va riferito al sistema tributario nel suo complesso e non alle sue singole componenti e, comunque, non si riferisce alla tassazione indiretta .

Cassazione civile sez. trib., 12/02/2019, n.4037

Indebito pagamento imposte addizionali consumo energia elettrica

Le imposte addizionali sul consumo di energia elettrica di cui all’art. 6, comma 3, del d.l. n. 511 del 1988, conv. dalla l. n. 20 del 1989 (applicabile “ratione temporis”), alla medesima stregua delle accise, sono dovute, al momento della fornitura dell’energia elettrica al consumatore finale, dal fornitore, il quale, pertanto, in caso di pagamento indebito, è l’unico soggetto legittimato a presentare istanza di rimborso all’Amministrazione finanziaria, mentre il consumatore finale, al quale il fornitore abbia addebitato le suddette imposte, può esercitare nei confronti di quest’ultimo l’ordinaria azione di ripetizione dell’indebito e, soltanto nel caso in cui dimostri l’impossibilità o l’eccessiva difficoltà di tale azione – da riferire alla situazione in cui si trova il fornitore e non al fatto che il pagamento indebito dell’imposta derivi dalla contrarietà alla direttiva n. 2008/118/CE della norma interna in tema di accise -, può in via di eccezione chiedere direttamente il rimborso all’Amministrazione finanziaria, nel rispetto del principio unionale di effettività della tutela.

Cassazione civile sez. trib., 19/11/2019, n.29980

Contratti per la fornitura di energia elettrica e gas

In materia di contratti per la fornitura di energia elettrica e gas, il prezzo della somministrazione di gas da parte di un ente fornitore di tale servizio, che venga pagato annualmente o a scadenze inferiori all’anno, in relazione ai consumi verificatisi per ciascun periodo, configura una prestazione periodica assoggettata al termine breve di prescrizione quinquennale di cui all’art. 2948, n. 4 c.c. Il suddetto termine prescrizionale decorre, ai sensi dell’art. 2935 c.c., dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere e quindi, nello specifico, dal giorno in cui l’ente fornitore avrebbe dovuto conoscere la lettura effettiva del contatore.

Tribunale Latina sez. I, 11/10/2018, n.2472

Oneri tributari accollati dal fornitore al consumatore finale

In virtù del principio del corrispettivo previsto all’art. 13 del D.P.R. n. 633/1972, concorrono a formare la base imponibile I.V.A. solo gli oneri tributari che siano stati accollati al consumatore finale dal fornitore, come nel caso delle imposte erariali sul consumo di energia elettrica. In assenza di traslazione dell’accisa sul cessionario, la base imponibile I.V.A. è data unicamente dal corrispettivo ricevuto dal cedente per la fornitura di energia elettrica erogata.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XXII, 27/04/2018, n.1960

Uso di documenti altrui per stipulare fraudolentemente contratti di fornitura elettrica

L’elemento oggettivo del reato di sostituzione di persona consiste nell’indurre taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome o un falso stato, ovvero una qualità cui la legge attribuisce effetti giuridici.

Pertanto, è condotta idonea a integrare il delitto di cui all’articolo 494 del Cp l’essersi attribuito una qualità da cui discendono specifici effetti giuridici. Nel caso di specie l’imputato è stato condannato per aver utilizzando i documenti di altre persone per stipulare fraudolentemente contratti di fornitura di energia elettrica e di utenze telefoniche, inducendo in errore i gestori sulla genuinità delle sottoscrizioni e sulla identità dello stipulante.

Corte appello Lecce, 19/03/2018, n.91

Danneggiamento di elettrodomestici

Il contratto di fornitura di energia elettrica configura un contratto di somministrazione in forza del quale una parte (ente elettrico) si impegna verso il pagamento nei confronti di un altro (consumatore, a fornire continuamente una certa quantità di energia elettrica ad una determinata potenza, prevista espressamente per contratto.

Pertanto è obbligo dell’ente erogatore dell’energia elettrica, non soltanto la fornitura dell’energia, ma anche quello di rispettare la potenza elettrica prevista contrattualmente con l’utente. Il fornitore, quindi è responsabile nel caso di fornitura energia elettrica con una tensione diversa, con conseguente danneggiamento di elettrodomestici.

Tribunale L’Aquila, 08/08/2016, n.698

Erogazione di energia elettrica adottata dall’Enel

È legittima la sospensione dell’erogazione di energia elettrica adottata dall’Enel nei confronti di un comune resosi inadempiente all’obbligo di pagare i corrispettivi dovuti (nella specie, è stata ritenuta conforme a buona fede la condotta dell’Enel che, in presenza di un notevole ritardo nel pagamento di un’ingente somma, aveva comunque invitato l’amministrazione comunale ad adempiere, preannunziando la sospensione della fornitura).

Corte appello Roma, 10/12/1984



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