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Atto di citazione nullo interrompe la prescrizione?

8 Gennaio 2020
Atto di citazione nullo interrompe la prescrizione?

La citazione nulla impedisce la prescrizione del diritto di credito o di risarcimento? Se si perde il processo per un vizio di procedura si può rifare la causa?

Il tuo avvocato ha intrapreso una causa per tuo conto, ma il giudice ha rigettato la domanda per un vizio di procedura: in buona sostanza, l’atto di citazione è stato ritenuto nullo a causa di un difetto formale. Avevi un credito da riscuotere e un risarcimento da rivendicare, ma c’erano dei termini da rispettare per evitare che si verificasse la prescrizione. 

Ora che la sentenza ti ha dato torto, ti poni il problema se sia possibile rifare la causa o se, piuttosto, sei fuori termine. In altre parole, l’atto di citazione nullo interrompe la prescrizione? 

La questione è di importanza estrema perché non poche volte si perde un giudizio a causa di un’omissione o di una dimenticanza. Gli errori, in un processo formale e insidioso come il nostro, sono sempre dietro l’angolo e le pronunce di rigetto per vizi di procedura sono ricorrenti. Si pensi a un atto privo di firma o dell’indicazione del tribunale competente, a una citazione con un oggetto indeterminato o privo dell’indicazione dei fatti di causa. 

A sbagliare sono sia i più giovani che i più esperti. Ci sono poi delle nullità che possono essere sanate dopo la prima udienza (si pensi all’integrazione del contenuto della citazione) e altre, invece, che non possono esserlo. Ecco perché non sono in pochi a chiedersi se, in caso di atto di citazione nullo, si può rifare la causa o se, invece, si è ormai verificata la prescrizione. 

Finalmente, a dare un chiarimento è una sentenza della Cassazione [1] che riprende un proprio precedente risalente al 1989 [2]. Ecco cosa ha detto a riguardo la Corte. Per capire meglio la questione, però, facciamo un esempio molto spicciolo.

Marco deve ottenere una grossa somma a titolo di risarcimento da un’assicurazione per un incidente stradale. Come noto, il termine di prescrizione per avviare la causa è di 2 anni. L’avvocato di Marco notifica la citazione dopo un anno e 10 mesi. Il giudice, però, già alla prima udienza, dichiara l’atto introduttivo inefficace e rigetta la domanda di Marco. Nel frattempo, sono decorsi più di 3 anni da quando Marco ha avuto il sinistro. L’avvocato di Marco vorrebbe ricominciare la causa, ma si chiede se possa farlo visto che, nel frattempo, sono decorsi i due anni di prescrizione. Di qui, la sua domanda: l’atto di citazione, benché dichiarato nullo, ha interrotto i termini di prescrizione?

Secondo la Cassazione, anche la citazione nulla impedisce che si verifichi la prescrizione del diritto dell’attore (come, ad esempio, il diritto di credito o il diritto al risarcimento). L’atto dichiarato inefficace sul piano processuale, infatti, ha comunque valore di “costituzione in mora”, ossia di una normale lettera di diffida che interrompe i termini di prescrizione. Il suo contenuto, del resto, è del tutto simile a una richiesta scritta stragiudiziale di adempimento che il creditore rivolge al debitore. 

La Corte, quindi, ribadisce il proprio orientamento storico: «L’atto di citazione, pur se invalido come domanda giudiziale, inidoneo cioè a produrre effetti processuali, può tuttavia valere come atto di costituzione in mora, ed avere perciò efficacia interruttiva della prescrizione, qualora, per il suo specifico contenuto e per i risultati cui è rivolto, possa essere considerato come richiesta scritta stragiudiziale di adempimento rivolta dal creditore al debitore». 

Detto principio trova applicazione anche nel caso in cui l’atto di citazione venga notificato soltanto al debitore che sia inabilitato, e non al suo curatore [3].

Affinché la citazione possegga gli elementi necessari e sufficienti per essere considerata un atto di messa in mora e, come tale, interruttivo della prescrizione, deve contenere: 

  • la richiesta di risarcimento dei danni con l’indicazione dei soggetti ritenuti responsabili;
  • l’importo che si chiede in risarcimento o comunque il diritto leso. 

In questi termini, dunque, se anche il giudice rigetta la domanda per un vizio di procedura, ossia per un errore formale, la causa si può rifare perché la notifica della citazione nulla vale come interruzione dei termini di prescrizione.


note

[1] Cass. sent. n. 124/2020.

[2] Cass. sent. n. 3616/1989 del 7.08.1989.

[3] Ciò perché l’adempimento dell’obbligazione che ne viene sollecitata, essendo un’attività non dispositiva, ma vincolata all’attuazione di un obbligo preesistente, non eccedente l’ordinaria amministrazione, può essere, a norma del combinato disposto degli art. 42 e 39 c.c., compiuta anche dall’inabilitato, senza necessità di assistenza del curatore.


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