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Certificazione unica CU 2020

9 Gennaio 2020 | Autore:
Certificazione unica CU 2020

Certificazione dei compensi corrisposti e delle ritenute effettuate nel 2019: dati da indicare, modalità di trasmissione, termini per la presentazione nel 2020.

Terminato il 2019, i datori di lavoro, i committenti ed i sostituti d’imposta in generale sono obbligati all’invio della certificazione unica, o CU. Si tratta di un modello nel quale figurano le retribuzioni corrisposte, le ritenute fiscali operate, i contributi previdenziali e assistenziali trattenuti ed ulteriori dati previsti dalla legge.

In particolare, nel frontespizio della Certificazione unica CU 2020 devono essere indicati i dati anagrafici del sostituto d’imposta, cioè di colui che ha corrisposto un determinato reddito o compenso ed ha effettuato le ritenute fiscali e contributive, sostituendosi, in sostanza, alla persona obbligata al pagamento. Nel frontespizio, vanno indicati anche i dati relativi al rappresentante firmatario della comunicazione, va esplicitata l’apposizione della firma della comunicazione e devono essere presenti i dati relativi all’impegno alla presentazione.

Nel quadro CT della certificazione, vanno indicate le informazioni riguardanti la ricezione in via telematica dei dati relativi alla liquidazione dei modelli 730 di dichiarazione dei redditi (modelli 730-4) resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate.

Nel quadro “Certificazione dei redditi di lavoro dipendente e assimilati”, devono essere indicati i dati rilevanti ai fini fiscali (redditi, ritenute, acconti, oneri deducibili e detraibili, imposta lorda, dati dei conguagli, arretrati, TFR, ecc.), i dati previdenziali e assistenziali, il prospetto dei familiari a carico ed il prospetto relativo al Tfr e alle indennità assimilate.

Nel quadro “Certificazione dei redditi di lavoro autonomo, delle provvigioni e dei redditi diversi devono essere indicati i dati rilevanti ai fini fiscali relativi ai compensi erogati e alle ritenute operate, le somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi e le somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio.

Infine, è presente il quadro relativo alle locazioni brevi, che deve essere compilato dall’intermediario che ha effettuato eventuali ritenute (la cosiddetta Tassa Airbnb) per contratti di affitto turistico.

Per conoscere i dati della CU nel dettaglio, leggi l’articolo su come funziona la certificazione unica.

Termini di presentazione della CU 2020

La certificazione unica, una volta elaborata (può essere utilizzato un software commerciale, a tal fine, o il software gratuito disponibile presso il sito delle Entrate), deve essere:

  • trasmessa, nella sua forma ordinaria (CU ordinaria) telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo dell’anno successivo a quello in cui le retribuzioni sono state corrisposte: per il 2020 il termine slitta al 9 marzo, in quanto il 7 marzo cade di sabato;
  • consegnata al lavoratore nella sua forma sintetica entro:
    • il 31 marzo dell’anno successivo a quello cui si riferiscono i redditi certificati;
    • 12 giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Invio CU al lavoratore

La CU può essere inviata al lavoratore/contribuente:

  • a mezzo posta;
  • tramite e-mail o comunque con modalità elettronica, se l’interessato è dotato degli strumenti necessari per riceverla e stamparla [1].

L’omesso, tardivo, incompleto o infedele rilascio al contribuente della Cu da parte del sostituto è punibile con una sanzione amministrativa da 250 euro a 2mila euro. Tuttavia, se la CU viene rilasciata dopo il temine stabilito senza pregiudicare gli obblighi dichiarativi del lavoratore/ contribuente e senza ostacolare l’attività di controllo delle Entrate, la violazione è considerata meramente formale.

Invio CU alle Entrate

Il sostituto d’imposta può trasmettere il flusso telematico CU attraverso il canale Fisconline o Entratel, oppure tramite un intermediario abilitato.

La prova della presentazione del flusso è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata per via telematica.

Il sostituto d’imposta può suddividere il flusso telematico inviando, oltre al frontespizio ed eventualmente al quadro CT le certificazioni dati lavoro dipendente ed assimilati, separatamente dalle certificazioni dati lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.

È possibile effettuare flussi telematici distinti anche nel caso di invio di sole certificazioni dati lavoro dipendente, qualora questo risulti più agevole per il sostituto.

È possibile annullare o sostituire una certificazione già validamente trasmessa.

Sanzioni

Se il sostituto d’imposta non invia al CU, o la invia con errori o tardivamente, la sanzione applicata è pari a 100 euro per singola certificazione, con un limite massimo di 50.000 euro per anno e per sostituto d’imposta.

Se è trasmessa entro i termini una certificazione unica errata, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 60 giorni, la sanzione è ridotta a 33,33 euro per singola certificazione, con un limite massimo di 20.000 euro per anno e per sostituto d’imposta.

Infine, se è trasmessa entro i termini una certificazione unica errata, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 5 giorni, non si applica alcuna sanzione.


note

[1] Ris. AE n. 145/E/2006.


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