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Autopsia: posso evitarla?

10 Gennaio 2020 | Autore:
Autopsia: posso evitarla?

Esame autoptico: cos’è, a cosa serve e quando si svolge? Quali sono le ragioni che giustificano l’autopsia? È possibile opporsi all’esame della salma?

La scienza e la medicina fanno passi da gigante, a volte anche grazie allo studio dei cadaveri: la salma di una persona può raccontare molte cose a proposito della sua morte ed, eventualmente, della malattia che ha posto fine alla sua vita. Nel caso dell’autopsia, scienza e giustizia si sposano alla perfezione: per motivi di legalità, infatti, occorre talvolta procedere all’esame del cadavere, ad esempio per scoprire se la morte è stata causata da un atto violento. Per quanto possa essere una pratica sgradevole, l’autopsia si rende a volte necessaria. Molti si chiedono: come posso evitare l’autopsia?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo necessariamente comprendere cos’è e quando si esegue l’autopsia e cosa dice la legge a riguardo. È possibile evitare l’autopsia? Si può lasciare, dopo la morte, un documento in cui si chiede che il proprio corpo non venga toccato? I parenti possono opporsi? Se cerchi risposte a queste domande, sei nel posto giusto: vedremo se e come è possibile evitare l’autopsia.

Cos’è l’autopsia?

Che cos’è l’autopsia? Si tratta di un esame medico-legale effettuato su un cadavere, eseguito da un medico specializzato (definito anatomopatologo) mediante la dissezione anatomica del corpo.

Concretamente, l’autopsia (o esame post mortem, in quanto si effettua dopo la morte) consta di un primo esame “esterno” della salma, per poi passare all’esame “interno”, quello consistente nell’apertura, mediante utilizzo del bisturi, del corpo al fine di estrarne gli organi.

A cosa serve l’autopsia?

L’autopsia (o esame post mortem) serve ad accertare le cause, le modalità e i mezzi che hanno determinato il decesso. Con l’esame autoptico, in pratica, si cerca di risalire alle cause della morte mediante una specie di indagine sulla salma.

Pensa ad esempio alla persona che sia deceduta dopo aver ingerito una particolare sostanza: per capire se si è trattato di veleno, occorrerà necessariamente effettuare un’autopsia sul cadavere.

La legge [1] dice che l’autopsia non può essere eseguita prima che siano trascorse ventiquattro ore dal decesso, salvo eccezioni e, in ogni caso, salva l’urgenza di una diagnosi. Ad esempio, se l’autorità giudiziaria ritiene di dover disporre immediatamente l’autopsia per timore che il trascorrere del tempo possa vanificarne l’esito, allora si potrà procedere anche prima delle ventiquattro ore.

Secondo la legge, i risultati delle autopsie devono essere comunicati al sindaco e da quest’ultimo al coordinatore sanitario dell’unità sanitaria locale o delle unità sanitarie locali interessate per la eventuale rettifica della scheda di morte.

Autopsia: quando si fa?

L’autopsia non viene eseguita sempre, ma soltanto in alcuni casi. Nello specifico, l’esame autoptico può essere richiesto dal medico curante o dai parenti del deceduto se è dubbia la causa del decesso, nonché dalla direzione sanitaria della struttura ospedaliera in cui il decesso è avvenuto, dal Procuratore della Repubblica o dal giudice a scopo giudiziario.

Possiamo, quindi, distinguere due tipologie diverse di autopsia:

  • autopsia giudiziaria, cioè l’esame disposto su richiesta dell’autorità giudiziaria al fine di verificare eventuali ipotesi di reato;
  • autopsia medica, disposta dall’autorità sanitaria e finalizzata ad accertare le cause del decesso. Pensa, ad esempio, alla morte dovuta ad un agente patogeno che si pensava debellato, oppure ad uno particolarmente contagioso. In quest’ultimo caso, la legge dice che dei risultati dell’autopsia occorre dare immediata notizia al sindaco, il quale a sua volta allerta il coordinatore sanitario dell’unità sanitaria locale ai fini dell’adozione di tutte le misure necessarie.

Autopsia: si può impedire?

L’autopsia si può evitare? È possibile che una persona lasci un documento ove dice di non voler subire l’autopsia del proprio corpo? In alternativa, possono opporsi i parenti?

Da quanto detto nei paragrafi superiori avrai senz’altro capito che l’autopsia viene disposta non a piacimento, ma solamente al ricorrere di precise esigenze. I seri motivi che inducono l’autorità medica oppure quella giudiziaria a richiedere l’autopsia non possono che prevalere sulla volontà del defunto oppure dei parenti.

Quello che voglio dire è che ci sono ragioni di ordine pubblico superiori alla volontà dei parenti oppure della stessa persona deceduta di rispettare l’integrità della salma:

  • nel caso di esame autoptico disposto per ragioni medico-sanitarie, si tratta di preservare la salute e l’igiene pubblica dal pericolo di malattie che potrebbero contagiare anche altre persone, ovvero di scoprire il decorso della patologia;
  • nel caso di esame autoptico disposto per ragioni giudiziarie, non ci si potrà opporre alla volontà della giustizia che, se è intervenuta, vuol dire che intende fare chiarezza sulle cause del decesso. Pensa, ad esempio, ad una persona perfettamente sana trovata misteriosamente morta, oppure al decesso causato da una ferita la cui origine non sia chiara.

I parenti possono chiedere l’autopsia?

Al contrario, l’autopsia può essere richiesta anche dai parenti stessi: pensa alla persona che decede in ospedale pur essendo ricoverata per un problema non grave. In un’ipotesi del genere, i familiari potrebbero ben volere che venga fatta l’autopsia per vederci chiaro sulle cause del decesso.

Ugualmente, l’autopsia può essere “innescata” anche dalla denuncia sporta dai familiari, quando la morte risulti avvenuta in circostanze misteriose o comunque poco chiare.

Autopsia: quando si può evitare?

Abbiamo detto nei paragrafi precedenti che, poiché si tratta di esame effettuato per ragioni molto importanti, evitare l’autopsia è molto difficile. Difficile, ma non impossibile: prima che venga eseguita l’autopsia, i parenti potrebbero manifestare la propria opposizione, magari mostrando la precisa volontà (lasciata per iscritto) del defunto di non voler essere sottoposto ad alcun esame autoptico.

Nel caso in cui le ragioni dovessero essere ritenute valide, potrebbe essere disposta la revoca dell’autopsia. Come fare per impedire l’autopsia? Bisogna presentare una formale opposizione scritta all’autorità che l’ha disposta, e cioè:

  • nel caso di esame autoptico disposto per ragioni medico-sanitarie, l’istanza andrebbe sottoposta al responsabile della struttura sanitaria;
  • nel caso di autopsia per motivi giudiziari, si potrebbe tentare con un tempestivo deposito di una memoria presso la Procura della Repubblica: nell’atto andrebbero spiegate le ragioni dell’inutilità dell’esame, nella speranza di convincere il magistrato.

In realtà, non c’è scritto da nessuna parte che il dirigente medico oppure il magistrato debba dare ascolto alla volontà del defunto o dei parenti: come ricordato più volte, l’autopsia è disposta per ragioni di ordine superiore. Evitare l’autopsia resta, quindi, qualcosa di molto improbabile.


note

[1] D.P.R. n. 285/1990.

Autore immagine: Canva.com


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