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Esame avvocato: ultime sentenze

2 Novembre 2022
Esame avvocato: ultime sentenze

Presentazione della domanda di ammissione all’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense; nomina e composizione della commissione dell’esame di Stato; sorteggio delle domande; valutazione delle prove.

Rinvio esame di abilitazione alla professione di avvocato

Se la candidata porta avanti una gravidanza a rischio, l’esame di abilitazione alla professione di avvocato va rinviato ad una data «compatibile con il suo stato di salute». E ciò anche se la Commissione sta per terminare la Sessione: l’esame andrà comunque posticipato. A dirlo è il Tar Emilia Romagna con un decreto cautelare che accoglie il ricorso di una candidata ammessa a sostenere il secondo orale, che già aveva beneficiato di un rinvio in ragione dello stato di gravidanza a rischio, alla quale però il Presidente della Commissione aveva richiesto di presentarsi improrogabilmente entro il 15 dicembre, termine delle sedute d’esame. Per i giudici amministrativi la Commissione deve disporre una seduta di esami suppletiva in una data compatibile con lo stato di salute della ricorrente, considerata l’«assoluta preminenza delle ragioni di tutela della salute della donna in stato di gravidanza e del nascituro».

T.A.R., (Emilia-Romagna) sez. I, 06/12/2021, n.580

Sottocommissione dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense

L’art. 47, l. n. 247/2012 è immediatamente applicabile, con la conseguenza che è venuto meno il principio c.d. di fungibilità dei componenti delle Commissioni giudicatrici degli esami di abilitazione all’esercizio delle professioni forensi in passato applicabile ex art. 22, comma 5, r.d.l. n. 1578 del 1933. Dall’intervenuta abrogazione del suddetto principio di fungibilità dei commissari di esame contenuto nell’art. 22 citato e non riprodotto nel vigente art. 47 della l. n. 247/2012 consegue, quindi, che è viziato l’operato delle sottocommissioni di esame che procedano all’elaborazione dei sub – criteri, alla correzione degli elaborati scritti e alla celebrazione dell’esame orale in assenza di commissari appartenenti a ciascuna delle categorie professionali indicate sub art. 47 della l. n.247/2012.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 08/11/2021, n.11425

Esame di abilitazione avvocato: prove scritte

Nell’esame di abilitazione alla professione di avvocato non è configurabile un obbligo di specifica indicazione dei voti attribuiti alle prove scritte dai singoli commissari, trattandosi di formalità interne, relative ai lavori della commissione esaminatrice, i quali, ai fini della pubblicità esterna, sono sufficientemente documentati attraverso la sola assegnazione del voto complessivo finale a ciascun elaborato.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. III, 15/10/2021, n.2810

Superamento dell’esame di abilitazione alla professione di avvocato

Nel caso di superamento, in una delle successive sessioni, dell’esame di abilitazione alla professione di avvocato non può farsi luogo alla declaratoria della cessazione della materia del contendere, la quale presuppone che l’interessato abbia pienamente conseguito il bene della vita oggetto del giudizio. Al contrario, il superamento dell’esame in una successiva edizione integra la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio, questo perché non vi sono più ragioni sostanziali per ottenere la pronuncia favorevole di merito su questione ormai risolta grazie alla valutazione positiva benché intervenuta per una edizione successiva all’esame di abilitazione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 01/10/2021, n.6171

Durata della prova orale e tipologia di domande

In tema di espletamento della prova orale per l’esame di abilitazione alla professione di avvocato, non risultano stabilite, in maniera fissa, né la durata della prova né tantomeno le tipologie di domande proponibili, che non necessariamente devono essere solo teoriche, ben potendo la commissione prospettare un caso pratico ai fini della valutazione della conoscenza degli istituti fondamentali del diritto da parte del candidato.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 07/04/2021, n.902

Mancata estrazione a sorte delle domande d’esame

Nell’esame per l’abilitazione alla professione di avvocato, la mancata estrazione a sorte delle domande d’esame non può rappresentare un motivo di illegittimità della prova, considerato che il meccanismo di sorteggio delle domande previsto dall’art. 12 del D.P.R. n. 487/1994, non si applica a questa tipologia di procedura, ma a quella dei concorsi pubblici per l’assunzione di pubblici dipendenti in caso di limitato numero da coprire.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 17/03/2021, n.679

Abbinamento degli elaborati e delle buste

Nell’ambito delle procedure per l’esame di l’abilitazione alla professione forense, per quanto attiene al momento dell’abbinamento degli elaborati, delle buste, al rimescolamento, all’apposizione del numero progressivo sulla busta maggiore, non è necessario, a pena di invalidità delle operazioni, che la Commissione operi in composizione plenaria.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 17/02/2021, n.1021

Prova orale ed estrazione a sorte dei quesiti

Il metodo del sorteggio delle domande tra quelle previamente preparate dalla Commissione è applicabile esclusivamente ai concorsi a pubblici impieghi e non agli esami di abilitazione alla professione di avvocato, così come previsto dall’art. 12, comma 1, del D.P.R. n. 487/1994.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 15/02/2021, n.120

La commissione deve sorteggiare le domande precostituite?

Ai fini dell’esame di abilitazione alla professione forense non sussiste alcun obbligo per le commissioni di procedere a domanda mediante sorteggio di domande precostituite, a differenza di quanto previsto nei pubblici concorsi.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. I, 03/02/2021, n.358

Verbalizzazione del voto complessivo

In tema di abilitazione alla professione di avvocato, in forza delle norme di riferimento — artt. 6, comma 1, d.m. 2 settembre 2015, 17-bis, comma 2, e 23, comma 3, r.d. n. 37 del 1934 non è configurabile un obbligo di specifica indicazione dei voti attribuiti alle prove scritte dai singoli commissari, trattandosi di formalità interne, relative ai lavori della commissione esaminatrice, i quali, ai fini della pubblicità esterna, sono sufficientemente documentati attraverso la sola assegnazione del voto complessivo finale a ciascun elaborato; alla stregua dei suesposti principi non assume portata vincolante la previsione dell’art. 6 del D.M. 11 giugno 2019, a mente della quale ciascun commissario « dichiara quanti punti intende assegnare al candidato », senza — peraltro — prevedere esplicitamente che tale dichiarazione sia anche trasfusa nel verbale.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. III, 11/12/2020, n.2842

Esame avvocato: la disciplina eccezionale di sanatoria

In tema di abilitazione all’esercizio della professione forense, la cd. disciplina eccezionale di sanatoria, a favore di un soggetto che abbia superato le prove scritte ed orali di un esame per conseguire l’abilitazione professionale, prevista dall’art. 4, c. 2 -bis, D.L. n. 115/2005, dispiega i suoi effetti solo laddove il candidato abbia superato le prove, ciò sulla base di una sentenza di primo grado poi annullata o riformata, ovvero, a seguito di un’ordinanza cautelare favorevole non appellata o confermata in appello, superata da una pronuncia di merito di segno opposto.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 04/04/2019, n.557

Esame avvocato: l’operato delle sottocommissioni

In tema di esami per l’abilitazione all’esercizio della professione forense, deve ritenersi viziato l’operato delle sottocommissioni di esame che elaborano dei sub criteri e, inoltre, procedono alla correzione degli elaborati scritti ed alla celebrazione dell’esame orale, in assenza dei commissari appartenenti a ciascuna delle categorie professionali indicate dall’art. 47 della L. n. 247/2012.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 03/04/2019, n.4344

Esame avvocato: nullità per plagio della prova scritta

In tema di esami di abilitazione di avvocato, la nullità della prova e l’esclusione dalle prove orali, prevista dall’art. 23 del R.D. n. 37/1934, in caso di totale o parziale identità degli elaborati, non richiede una ulteriore indagine volta ad individuare l’autore della copiatura stessa, attesa la previsione di tale sanzione in tutti i casi di comprovata ed oggettiva violazione, da parte di uno o più candidati, di una norma di comportamento che incida sulla regolarità dell’esame.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 13/02/2019, n.284

Esame avvocato: domanda telematica di partecipazione

La generazione da parte del sistema ministeriale dell’attestazione di avvenuta acquisizione della domanda di partecipazione all’esame di avvocato costituisce prova della regolarità e conformità della presentazione della stessa e, quindi, titolo per la partecipazione all’esame.

Essendo, per espressa previsione del bando, quella telematica una forma tassativa di presentazione della domanda di ammissione all’esame di abilitazione, il corretto inserimento on line della domanda e della documentazione a corredo, certificato dall’attestazione di avvenuta acquisizione della domanda, generata automaticamente dal sistema, rende il provvedimento di esclusione dall’esame, non altrimenti motivato, manifestamente illegittimo; invero, la ridetta attestazione costituisce l’unico documento idoneo a provare la regolarità e la conformità della presentazione della domanda, nonché l’unico titolo per poter accedere alle prove d’esame.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 05/01/2018, n.77

Esame avvocato: l’attività della commissione esaminatrice nominata

Nell’ambito dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense, l’attività della commissione esaminatrice nominata è caratterizzata da ampia discrezionalità tecnica, conseguentemente il giudice amministrativo non può sostituire le valutazioni della commissione con quelle proprie.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 05/11/2018, n.1557

Esame avvocato: nomina della commissione e delle sottocommissioni

Vanno rimessi all’esame della Adunanza Plenaria i seguenti quesiti di diritto: 1) se l’art. 47 legge n. 247/2012, che disciplina la commissione di esame di avvocato, sia già in vigore, o se la sua entrata in vigore sia stata differita dall’art. 49, legge n. 247/2012; 2) se si dà risposta negativa al primo quesito, e dunque se si ritiene che l’art. 47 legge n. 247/2012 non sia in vigore, se il vizio del decreto di nomina della commissione e delle sottocommissioni, che applica i criteri del citato art. 47, possa avere rilevanza invalidante ex se, o solo in quanto in concreto sia viziata la composizione della sottocommissione che ha corretto gli elaborati del ricorrente; 3) se, viceversa, si dà risposta affermativa al primo quesito, e dunque se si ritiene che l’art. 47 l. n. 247/2012 sia già in vigore, se sia o meno ancora applicabile l’art. 22, comma 5, r.d.l. n. 1578/1933, sulla fungibilità dei commissari di gara, e comunque, se sia o meno autonomamente rinvenibile, nel corpo del citato art. 47, una regola o principio di fungibilità dei commissari.

Cons. giust. amm. Sicilia sez. giurisd., 14/11/2018, n.717

Esame avvocato: composizione della commissione

Va ritenuta la immediata applicabilità dell’art. 47 della legge professionale forense (n. 247/2012) in materia di nomina e composizione della commissione di esame di Stato non essendo previsto il richiamo all’art. 47 nell’art. 49 della sopra citata legge che, nel dettare la disciplina transitoria per l’esame, espressamente rinvia al 2020 l’applicazione delle nuove norme concernenti le sole prove scritte e orali, nonché le modalità di svolgimento dell’esame (art. 46 in relazione al d.m. n. 48/2016).

Consiglio di Stato ad. plen., 14/12/2018, n.18

Esame avvocato: l’esito delle prove

L’esito delle prove scritte dell’esame per l’abilitazione alla professione forense è adeguatamente motivato anche quando si fonda su voti numerici, attribuiti in base a criteri predeterminati dalla commissione d’esame, sia necessario che la Commissione fornisca ulteriori spiegazioni e chiarimenti, essendo il voto idoneo a garantire la trasparenza della valutazione.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 08/10/2018, n.2233

Esame avvocato: valutazioni della commissione

Nell’ambito dell’esame di Stato per l’abilitazione alla professione forense, il sindacato sulle valutazioni delle Commissioni esaminatrici attiene al merito di giudizi tecnico -discrezionali, rispetto ai quali il giudice amministrativo non può formulare giudizi sostitutivi; tale possibilità è ammissibile solo nei casi in cui alla Commissione sia addebitabile una manifesta illogicità o irragionevolezza del giudizio espresso ovvero un travisamento dei fatti, oppure una motivazione carente.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 11/09/2018, n.9254

Giudizio della commissione esaminatrice: è sindacabile in sede giurisdizionale?

Nell’esame per l’abilitazione all’esercizio della professione forense, il giudizio formulato dalla commissione esaminatrice, essendo espressione di ampia discrezionalità tecnica, non è sindacabile in sede giurisdizionale, ad eccezione delle ipotesi in cui siano ravvisati macroscopici indizi di arbitrarietà, illogicità e travisamento fattuale.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. III, 01/10/2018, n.917

Commissione esaminatrice: sostituzione di un componente ad opera del membro supplente 

I componenti titolari della commissione esaminatrice per l’abilitazione alla professione di avvocato possono essere sostituiti da componenti supplenti appartenenti a diversa categoria professionale, in quanto l’art. 47 della l. n. 247 del 2012 non impone la regola della infungibilità delle tre categorie professionali, limitandosi a sostituire l’art. 22, comma 3, del r.d.l. n. 1578 del 1933 in riferimento alla composizione della commissione, talché l’art. 22, comma 5, del r.d.l. citato, secondo il quale “i supplenti intervengono nella commissione e nelle sottocommissioni in sostituzione di qualsiasi membro effettivo”, continua ad essere vigente.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. I, 16/03/2018, n.400

Valutazione prove esame avvocato: vizio di eccesso di potere

Negli esami per avvocato la valutazione delle prove costituisce espressione di un giudizio discrezionale, sub specie di discrezionalità tecnica, sul quale il sindacato di legittimità del giudice amministrativo è limitato al riscontro effettivo del vizio di eccesso di potere.

Consiglio di Stato sez. IV, 23/02/2018, n.1142



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