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Taglio parlamentari: problemi per il referendum

9 Gennaio 2020
Taglio parlamentari: problemi per il referendum

Manca il numero di firme necessario per la presentazione: così slitta il deposito in Cassazione della proposta referendaria.

Slitta il deposito in Cassazione delle firme per il referendum sul taglio del numero dei parlamentari. L’agenzia stampa Adnkronos ci comunica che l’appuntamento fissato per questa mattina è stato rinviato. Il motivo è stato il ritiro della firme da parte di alcuni senatori.

La richiesta di referendum è uno dei passaggi necessari per arrivare all’entrata in vigore della riforma sul taglio dei parlamentari: con la legge approvata dal Parlamento lo scorso mese di ottobre si ridurranno da 630 a 400 alla Camera e da 315 a 200 al Senato; il referendum confermativo della legge costituzionale può essere chiesto da 5 consigli regionali o da  500mila cittadini elettori, oppure da un quinto dei membri di uno dei due attuali rami del Parlamento, dunque 126 deputati o 64 senatori. Ed è proprio in Senato che adesso i conti non tornano, e con il ritiro delle firme non si riesce a raggiungere il numero.

Spiega così la vicenda il senatore Andrea Cangini, di Forza Italia, che è tra i promotori della raccolta: “Alcuni, credo quattro, hanno ritirato la firma. Ma altri hanno chiesto di aggiungersi – spiega – per questo ci è sembrato corretto riaprire i termini della raccolta firme e chiedere un nuovo appuntamento in Cassazione“. Prima che si sfilassero 4 senatori, le firme raccolte erano 66. Quelle necessarie per chiedere il referendum sono 64. Il termine per il deposito in Cassazione è il 12 gennaio.


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