Aneurisma addominale: ora c’è una diagnosi salvavita

9 Gennaio 2020
Aneurisma addominale: ora c’è una diagnosi salvavita

Attraverso una diagnosi precoce con ecocolordoppler diventa possibile intervenire per prevenire la rottura dell’arteria aorta. 

L’aneurisma dell’aorta addominale colpisce 84mila italiani, in prevalenza uomini, oltre i 75 anni, ipertesi e fumatori. Può manifestarsi senza preavviso con conseguenze molto pericolose: sono circa 6mila le vittime ogni anno in Italia. E questo anche se ormai la diagnosi precoce, ancora troppo poco frequente, potrebbe salvare molte vite. Ora, l’agenzia Adnkronos Salute ha interpellato Tommaso Tombesi, chirurgo vascolare del Gruppo sanitario Usi, che spiega il fenomeno e le possibilità di intervento salvavita.

“L’aneurisma dell’aorta addominale consiste in una dilatazione patologica dell’arteria più importante del corpo, che veicola il sangue dal cuore a tutti gli organi. Nel tratto addominale perde elasticità e nel tempo l’aneurisma può andare incontro a una rottura“, spiega.

“Le cause sono aterosclerosi, infiammazioni delle arterie o eventi traumatici, purtroppo però i campanelli d’allarme non sono sempre riconoscibili – sottolinea l’esperto – il paziente non percepisce fastidi particolari e spesso si arriva in ospedale troppo tardi. Per questo è necessario, nella popolazione a rischio, eseguire controlli mirati”. Quali sono allora le indicazioni per sottoporsi a una diagnosi precoce? “I più esposti sono gli uomini, di età superiore ai 60 anni, che presentano patologie quali ipertensione arteriosa, aterosclerosi, obesità, cardiopatie”.

“Una maggiore incidenza si manifesta anche tra i fumatori e in situazioni di presente familiarità – prosegue Tombesi – in tutti questi casi è necessaria una stretta sorveglianza del paziente che dovrà sottoporsi, se necessario, a ecocolordoppler dell’aorta addominale preventivo, da ripetere in modo sistematico ogni 4-6 mesi, per controllare lo stato del vaso”.

“L’ecocolordoppler – osserva ancora l’esperto – è un esame rapido e indolore per il paziente, che misura con precisione millimetrica il diametro massimo dell’aneurisma: tanto più grande è il diametro, tanto più esiste il rischio di rottura improvvisa con conseguente emorragia e rischio elevato di morte. In caso di sospetto si procede con una angio-Tac o angio-Rmn, in previsione anche di un eventuale intervento chirurgico, indicato generalmente oltre i 5 cm di diametro. L’intervento chirurgico tradizionale o con posizionamento di dispositivi endovascolari (ove possibile) – conclude – ripristina un’aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione sana di pari età. La diagnosi tempestiva può, quindi, salvare la vita“.


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