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Con il patteggiamento si va in carcere?

31 Gennaio 2020 | Autore:
Con il patteggiamento si va in carcere?

Applicazione della pena su richiesta delle parti: cos’è e come funziona? Con il patteggiamento si può evitare il carcere? Come?

La quasi totalità dei reati è punita dalla legge con la reclusione; ciò significa che chi commette un crimine corre il serio rischio di finire in prigione. Nonostante ciò, assistiamo molte volte a casi di cronaca in cui, malgrado la condanna, il reo riesce a evitare la gattabuia, magari perché è riuscito, grazie al suo avvocato, a ottenere qualche particolare sconto di pena. Quanto detto mi sembra essere il giusto preludio all’argomento di cui sto per parlarti: con il patteggiamento si va in carcere?

Nel corso di questo articolo ti spiegherò cos’è l’applicazione della pena su richiesta delle parti, quando conviene all’imputato e se con il patteggiamento si va in prigione. Ti renderai conto che questo speciale rito è molto utile per poter evitare lunghi procedimenti penali che, comunque, terminerebbero molto probabilmente con una condanna. Prosegui nella lettura se questo tema ti interessa.

Patteggiamento: cos’è?

Prima di vedere se con ilpatteggiamento si va in carcere, è bene che ti spieghi in cosa consista questo speciale rito previsto dalla legge.

Con il patteggiamento l’imputato (o l’indagato) e il pubblico ministero si accordano in merito alla pena finale da far scontare al primo [1]; non a caso, il nome che la legge attribuisce a questa procedura è “applicazione della pena su richiesta delle parti”.

L’accordo tra difesa e accusa, però, non è sufficiente: perché possa diventare efficace, il patteggiamento deve essere approvato dal giudice il quale, verificata la conformità a legge, l’esattezza del calcolo della pena finale, l’assenza di ragioni che possano condurre l’imputato ad un immediato proscioglimento (per prescrizione o per assoluzione, ad esempio), lo rende definitivo consacrandolo nella sentenza.

Dunque, possiamo definire il patteggiamento come la pena concordata tra le parti e approvata definitivamente dal giudice: la sentenza di patteggiamento, infatti, non fa altro che riprodurre, in punto di pena, il calcolo fatto da accusa e difesa.

Patteggiamento: perché è un rito speciale?

Il patteggiamento, come il rito abbreviato, è un rito speciale. Perché è definito così? Perché l’accordo sulla pena consente di evitare tutta la fase dibattimentale di un ordinario procedimento penale. In pratica, con il patteggiamento il processo si chiude immediatamente, senza dover ascoltare testimoni o dover produrre documenti.

Oltre che essere speciale, il patteggiamento è anche un rito premiale in quanto concede all’imputato (o indagato) che vi accede la possibilità di ottenere un premio, cioè di beneficiare di uno sconto sulla pena finale fino ad un terzo.

Questo aspetto è molto importante per capire se con il patteggiamento si va in carcere: infatti, tutti coloro che si accordano sulla pena hanno diritto a uno sconto che sicuramente fa abbassare l’entità della condanna. Prosegui nella lettura per saperne di più.

Perché con il patteggiamento si può evitare il carcere?

In effetti, è vero che con il patteggiamento si può evitare il carcere. La spiegazione è molto semplice, se solo si tiene conto di alcuni aspetti fondamentali di questo rito speciale:

  • il patteggiamento è ammesso solamente se la pena finale non è superiore ai cinque anni, tenuto conto di ogni attenuante e dello sconto di pena per la scelta del rito;
  • quando si tratta di reati particolarmente gravi (come ad esempio quelli di violenza sessuale e di prostituzione o pornografia minorile), il patteggiamento è ammesso solamente se la pena finale non è superiore ai due anni di reclusione;
  • è possibile subordinare il patteggiamento non superiore ai due anni alla concessione della sospensione condizionale della pena.

Da quanto appena detto comprenderai come sia possibile evitare il carcere con il patteggiamento: a questo rito si può accedere solamente nel caso di pene che, tenuto conto degli sconti, siano tutto sommato contenute.

Se si considera poi che per condanne alla reclusione fino a due anni è possibile chiedere il beneficio della sospensione condizionale (con conseguente neutralizzazione di ogni conseguenza negativa) e, per condanne fino a quattro anni, è possibile accedere alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali, comprenderai come con il patteggiamento si possa andare in carcere solamente nel caso di pena che vada dai quattro ai cinque anni.

Come non andare in carcere con il patteggiamento

Facciamo un esempio concreto di come si possa evitare il carcere con il patteggiamento anche in presenza di un reato grave.

Tizio ha accoltellato Caio durante un acceso diverbio. Poiché la ferita non ha condotto alla morte della vittima, la Procura arresta Tizio per il reato di tentato omicidio. La legge dice che il tentato omicidio può essere punito anche con soli sette anni di reclusione. Difesa e accusa trovano, quindi, un accordo: sette anni di pena base per il tentato omicidio, diminuiti di un terzo per la concessione delle attenuanti generiche e di un altro terzo per la scelta del patteggiamento. Totale: poco più di tre anni di reclusione, con conseguente possibilità per l’imputato di poter accedere all’affidamento in prova ai servizi sociali e di evitare il carcere.


note

[1] Art. 444 cod. proc. pen.

Autore immagine: Canva.com


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