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Legge elettorale: arriva il nuovo sistema Germanicum

9 Gennaio 2020
Legge elettorale: arriva il nuovo sistema Germanicum

Depositato oggi in commissione Affari costituzionali il disegno della nuova legge elettorale, chiamata Germanicum perché si ispira al modello tedesco.

Arriva Germanicum, il nuovo sistema elettorale depositato stamattina dal presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia (M5S). L’accordo raggiunto domenica scorsa nell’incontro di vertice tra il leader Pd Nicola Zingaretti ed il capo M5S Luigi Di Maio prevede un meccanismo proporzionale di assegnazione dei seggi, con soglia di sbarramento del 5% ma con “diritto di tribuna” che consente il recupero di alcuni seggi per le minoranze altrimenti escluse; saranno anche aboliti i collegi uninominali.

C’è però la netta contrarietà della Lega, che punta a un sistema maggioritario puro, ed ha anche proposto un referendum costituzionale per ottenerlo, cancellando la quota proporzionale attualmente esistente e dunque andando in direzione opposta a quella della riforma proposta oggi dalla maggioranza; si attende per il 15 gennaio la decisione della Corte Costituzionale sull’ammissibilità del quesito referendario.

Intanto sempre dal fronte dell’opposizione i Fratelli d’Italia, in una nota congiunta diffusa ora dall’agenzia stampa Adnkronos, a firma dei deputati Emanuele Prisco e Giovanni Donzelli, componenti della commissione Affari Costituzionali, dichiarano che “Il sistema elettorale proporzionale depositato dal presidente Brescia è lo stesso che in Germania ha portato ad un inciucio permanente. E’ un ritorno alla palude della Prima Repubblica, senza però avere nemmeno quella preparazione politica nei protagonisti, e punta a consentire a M5S e Pd di poter rientrare dalla finestra quando con il voto i cittadini li faranno uscire dal portone principale dei palazzi che contano. Fratelli d’Italia si batterà in aula e fuori per impedire questo scempio e ribadisce che il sistema maggioritario era e resta la migliore soluzione soprattutto se accompagnato dalla madre di tutte le riforme: il presidenzialismo”.

Ma i dissensi iniziano a giungere anche da alcune forze che compongono l’attuale maggioranza: Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu afferma che ‘Il Pd vuol chiudere su una legge elettorale con sbarramento al 5%. Li capisco: sono così forti rispettoalle destre di Salvini che possono anche fare a meno di quel 10% di elettori che sceglierebbero i partiti alleati attualmente stimati sotto la soglia di sbarramento. Evidentemente per loro è meglio prendere un 3 o un 4% in più con il voto utile al proprio partito – conclude il parlamentare di Leu – che vincere le elezioni”. Anche i Radicali, per bocca del segretario Massimo Iervolino, esprimono contrarietà: “La proposta di riforma elettorale presentata oggi farebbe ripiombare il nostro Paese indietro di 27 anni, ci riporta alla Prima Repubblica“.

La nota lieta arriva, invece, proprio dal proponente il testo di legge, Giuseppe Brescia: quando, nella trasmissione Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, gli viene chiesto perché il suo testo è stato definito Germanicum? risponde ”Non lo so, forse i giornalisti non mi tengono in considerazione”, spiegando poi che ha quelle ”caratteristiche che richiamano il sistema tedesco”, ma – aggiunge – ” Bisognerebbe chiamarlo ‘brescellum‘, io lo preferirei, sarebbe meglio”.


2 Commenti

  1. Come volevasi dimostrare, quello che conta non è la democrazia decisa dal popolo alle elezioni, ma bensì come mantenere comunque il potere anche se non leggitimati dallo stesso, ma perchè questo poi si concretizzi basta il capo dello stato. Fino a quando non ci sarà una vera coscienza politica al fine di varare una vera legge elettorale prevista dalla costituzione, l’Italia non avrà mai governi stabili e democratici.

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