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Il M5S perde altri due parlamentari

9 Gennaio 2020
Il M5S perde altri due parlamentari

In uscita oggi i deputati De Toma e Silvestri; il notaio del Movimento propone di cambiare la gestione delle restituzioni.

Dopo l’addio dell’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, la recente espulsione di Gianluigi Paragone e l’addio di alcuni deputati prosegue anche oggi la fuga di parlamentari dal Movimento 5 Stelle. L’agenzia stampa Adnkronos diffonde ora la notizia – appresa da fonti pentastellate – che anche Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri sono pronti ad uscire dal gruppo M5S alla Camera.

Così la spaccatura nel Movimento si rivela essere profonda e costante;  ora, stando ad un’altra fonte dell’agenzia Adnkronos, i due deputati uscenti avrebbero già comunicato al presidente della Camera Roberto Fico la loro decisione di abbandonare il gruppo pentastellato per aderire al Gruppo Misto, nel quale sono già confluiti Fioramonti e la pattuglia di deputati che lo hanno seguito.

Questa sera alla Camera è in programma un’assemblea congiunta degli eletti M5S con il capo politico Luigi Di Maio che si preannuncia infuocata: l’agenda prevede il focus sul programma di governo ma anche, e forse soprattutto, la questione delle restituzioni, dopo l’indagine aperta dai probiviri sui parlamentari inadempienti, che ha registrato numerosi dissensi interni.

Proprio su questo tema il notaio del Movimento, Valerio Tacchini, ha lanciato una proposta, in un’intervista resa oggi a ‘Il Messaggero’: “dobbiamo cambiare, altrimenti i nostri continueranno a spararci addosso. E così non possiamo più andare avanti”. Secondo il notaio occorre “intervenire per cambiare la gestione delle restituzioni. Al momento c’è un conto che porta tre firme”, ovvero quelle del capo politico Luigi Di Maio e dei due ex capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva: “proporrò di cambiare le persone fisiche con un soggetto giuridico, come potrebbe essere un notaio, legale rappresentante del Movimento”.

In questo modo, spiega, “ci sarebbero anche interessi per lo Stato”. Tacchini suggerisce inoltre di “modificare la regola che prevede che i residui delle restituzioni rimangano in giacenza”, e “fare in modo che siano i parlamentari a esprimersi sui progetti a cui destinare i soldi raccolti ogni tot mesi, magari con la massima velocità, per evitare polemiche“.


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