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Come si fa a chiedere un prestito in banca

10 Gennaio 2020 | Autore:
Come si fa a chiedere un prestito in banca

Prestito bancario: i requisiti necessari, le garanzie, gli elementi da valutare per la richiesta e la documentazione da presentare. Le ipotesi di mancato o di ritardato pagamento, il recesso e l’estinzione anticipata del finanziamento.

Sono numerosi i casi in cui le famiglie italiane si rivolgono ad un istituto bancario per chiedere un prestito. I motivi possono essere differenti: per acquistare un’auto nuova, per ristrutturare un immobile, per sostenere gli studi universitari fuori sede di un figlio, per affrontare i costi di un matrimonio o delle spese improvvise, che richiedono una liquidità immediata. Questi sono solo alcuni degli esempi più frequenti al verificarsi dei quali come si fa a chiedere un prestito in banca diventa un argomento utile da conoscere.

La procedura non è molto complessa, ma comporta l’osservanza di passaggi e regole ben definite oltre alla presentazione di un’apposita documentazione e alla possibilità di intervenire durante il pagamento, nel caso in cui si voglia recedere dal contratto di prestito ovvero si intenda estinguere il finanziamento, anticipatamente.

Cos’è un prestito bancario

Il prestito bancario consiste nel finanziamento di una somma di denaro da parte di banche o di istituti di credito autorizzati – le così dette finanziarie, che spesso sono distaccamenti indipendenti delle prime – ad un determinato soggetto, il quale si impegna a restituire l’ammontare ricevuto attraverso rate periodiche, comprensive di un tasso di interesse.

Esistono due diverse tipologie di prestito bancario:

  • il prestito personale, la cui erogazione non è subordinata all’acquisto di un bene o di un servizio specifico. In parole più semplici il prestito non deve essere utilizzato per una finalità precisa ma può essere richiesto sia per esigenze di liquidità pura che per il pagamento di determinati prodotti. Perciò, il richiedente è libero di spendere la cifra come vuole, anche se alcune banche chiedono comunque un preventivo della spesa principale che ha giustificato la richiesta;
  • il prestito finalizzato, che è un particolare tipo di finanziamento erogato da un istituto di credito – nella maggior parte dei casi una finanziaria – convenzionato con degli esercizi commerciali. Il finanziamento è diretto all’acquisto, presso uno dei negozi collegati alla finanziaria, di un dato prodotto. Pertanto, la somma concessa viene elargita non al richiedente, ma direttamente al negozio in cui è stato acquistato il prodotto. Il richiedente, a sua volta, deve restituire alla finanziaria, a rate, il denaro ricevuto in prestito.

Quali sono i requisiti per chiedere un prestito in banca

In generale, i requisiti minimi richiesti per tutti i tipi di prestito sono:

  • il possesso di un’età compresa tra i 18 e 70 anni. Tuttavia, alcune banche e finanziarie concedono prestiti anche a persone di età maggiore;
  • un reddito dimostrabile. Per questo, al momento della domanda, il richiedente deve presentare in banca una documentazione fiscale atta a certificare la propria situazione economica;
  • la residenza nel territorio italiano;
  • l’essere titolare di un conto corrente bancario presso l’istituto di credito al quale è stato richiesto il prestito.

L’istituto di credito decide la concessione del finanziamento in ragione delle proprie politiche di rischio e dell’affidabilità creditizia del soggetto richiedente.

Sotto il primo punto di vista, ogni istituto di credito valuta i dati statistici già in suo possesso al fine di mantenere le insolvenze al di sotto di una determinata soglia mentre per quanto attiene l’affidabilità creditizia, tiene conto del rapporto sussistente tra la rata di rimborso e il reddito del richiedente. Va precisato che, di solito, detto rapporto non deve superare il 30%.

L’istituto di credito, inoltre, consulta anche i rapporti forniti dalla Centrale rischi (Crif), nei quali sono riportati eventuali mancati pagamenti o ritardi nei rimborsi di finanziamenti precedenti.

Quali sono le garanzie richieste per la concessione di un prestito bancario

In alcuni casi, per la concessione di un prestito, la banca o la finanziaria può richiedere delle garanzie ulteriori oltre ai requisiti minimi.

Di solito, l’erogazione del prestito non è subordinato alla prestazione di garanzie reali, ad esempio di ipoteche, come avviene, viceversa, quando si concede un mutuo. In questa ipotesi, infatti, la banca solitamente richiede l’iscrizione di un’ipoteca sull’immobile, a garanzia. In tal modo, avrà diritto a far vendere il bene qualora il cliente non dovesse riuscire a restituire il finanziamento.

E’ possibile, però, che l’istituto di credito richieda la presenza di altri soggetti, i così detti coobbligati, i quali saranno responsabili della restituzione del prestito nell’ipotesi in cui il richiedente non dovesse riuscire a pagarne le rate.

In alternativa, può richiedere la sottoscrizione di coperture assicurative ad esempio di una polizza vita a protezione del prestito quando lo stesso è particolarmente lungo e la scadenza è prevista per un tempo in cui il cliente avrà un’età avanzata oppure di una polizza danni da incendio o scoppio a garanzia dell’immobile per il quale è stato concesso il finanziamento.

Come si valuta un prestito bancario

Per scegliere il prestito più adatto alle proprie esigenze bisogna considerare che la rata del finanziamento può cambiare da banca a banca e dipende da variabili diverse.

Nello specifico, dipende:

  • dall’importo del finanziamento, cioè dall’ammontare della somma che viene richiesta;
  • dalla durata del prestito, ossia dal tempo occorrente per restituire il finanziamento alla banca o alla finanziaria;
  • dal numero delle rate. Sotto questo punto di vista, bisogna tenere conto del proprio reddito, in modo da determinare con esattezza la rata che si è in grado di versare mensilmente, detratte le spese ordinarie;
  • dal tasso di interesse, che viene applicato dall’istituto di credito che eroga il finanziamento.

Quali sono i tassi di interesse applicati ad un prestito bancario

I tassi di interesse che la banca o la finanziaria può applicare ad un prestito sono di due tipi:

  • il tasso annuale nominale (Tan), ovvero gli interessi veri e propri, espressi in percentuale e su base annua, che la banca applica sul capitale finanziato. Ciascuna rata del prestito comprende una quota capitale e una quota interesse: la prima si riferisce all’importo del prestito richiesto, la seconda è relativa alla distribuzione del tasso di interesse nell’arco della durata totale del finanziamento;
  • il tasso annuale effettivo globale (Taeg), che indica l’esatto costo del finanziamento. Infatti, a differenza del primo, il Taeg comprende gli eventuali oneri accessori a carico del cliente (ad esempio, le spese di istruttoria, quelle assicurative o quelle di incasso delle rate).

Qual è la documentazione per richiedere un prestito bancario

La richiesta di concessione di un prestito bancario è accompagnata dal deposito di un’apposita documentazione.

Nello specifico il richiedente deve presentare:

  1. la fotocopia di un documento di identità in corso di validità;
  2. la fotocopia del codice fiscale;
  3. i documenti reddituali, che possono variare a seconda della tipologia di prestito richiesto, dell’istituto che lo eroga e della condizione lavorativa del cliente. Si può, quindi, trattare delle ultime due buste paga o del modello Cud, del 730 oppure del modello Unico per i lavoratori dipendenti, del cedolino della pensione per i pensionati, delle ultime due dichiarazioni dei redditi per i lavoratori autonomi o per i liberi professionisti.

Com’è possibile ottenere un prestito bancario in assenza di reddito

In limitati casi, è possibile ottenere un prestito bancario anche se non si ha reddito. Sono queste le ipotesi dei prestiti senza busta paga e dei prestiti di onore.

Il primo tipo di prestito può essere concesso alle casalinghe, ai disoccupati, ai giovani, ai soggetti in cassa integrazione ed ai lavoratori autonomi, a patto che vengano fornite apposite garanzie.

E’, quindi, necessario avere un garante, che si impegna a restituire la somma prestata in caso di inadempimento del richiedente oppure quest’ultimo deve sottoscrivere delle cambiali, assumendosi il rischio di un eventuale pignoramento dei propri beni da parte della banca, in caso di mancato pagamento.

Il prestito d’onore, invece, viene concesso ai giovani, ad esempio per studiare all’estero o per aprire un’attività lavorativa. All’uopo, va seguita un’apposita procedura e, in alcuni casi, si tratta di finanziamenti a fondo perduto o da restituire solo in parte.

Cosa succede per il mancato o ritardato pagamento di un prestito

Nel momento in cui viene sottoscritto un prestito bancario, il soggetto al quale l’istituto di credito lo ha concesso, è obbligato a pagarne le rate.

Nell’ipotesi di mancato pagamento di una rata o di ritardo, la banca può decidere di concludere il contratto unilateralmente.

Il cliente è, comunque, tenuto al pagamento di tutte le spese bancarie, quelle di protesto e gli oneri sostenuti per recuperare le somme dovute oltre ad un’eventuale penale.

Inoltre, corre il rischio di essere segnalato come cattivo pagatore e di essere inserito negli elenchi del Crif, con conseguente difficoltà ad ottenere crediti futuri.

Come si può recedere anticipatamente dal contratto di prestito

Il soggetto che ha richiesto la concessione di un prestito bancario può recedere anticipatamente dal contratto.

Infatti, la legge dettata in materia di credito al consumo [1] prevede che il consumatore ha diritto di recedere entro 14 giorni dalla stipula del contratto, senza necessità di motivazione. A tal fine, è sufficiente inviare una raccomandata a/r alla banca.

Se il finanziamento è già stato erogato, il cliente deve restituire il capitale ricevuto con gli interessi maturati e le eventuali tasse dovute, entro 30 giorni. In questo caso non viene applicata alcuna penale.

Il diritto di recesso si estende anche ai contratti relativi ai servizi accessori collegati al prestito, come ad esempio le coperture assicurative, stipulate a garanzia dello stesso.

Come si può estinguere anticipatamente un prestito bancario

E’ possibile l’estinzione anticipata del prestito bancario rispetto alla data di conclusione prevista, con l’aggiunta di una penale non superiore all’1% della somma finanziata.

Per l’estinzione anticipata occorre:

  • inviare una comunicazione all’istituto di credito tramite raccomandata a/r;
  • richiedere il così detto “conto estintivo”, che consiste nel calcolo dell’importo da corrispondere per l’estinzione del finanziamento.

Una volta ottenuto il conto estintivo, occorre fare il bonifico dell’importo alla banca o alla finanziaria che ha concesso il prestito. In alternativa, è possibile inviare una dichiarazione che attesta l’avvenuta estinzione. Dal canto suo, la banca o la finanziaria che ha erogato il finanziamento, deve comunicare alle banche dati creditizie e ai diversi provider bancari l’estinzione anticipata, in modo che il cliente può eventualmente accedere ad altri finanziamenti.

note

[1] D. Lgs. n. 141/2010.


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