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Usura bancaria: ultime sentenze

28 Gennaio 2020
Usura bancaria: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: usura bancaria; interessi qualificabili come usurari; onere probatorio del correntista; contratto di finanziamento di cui si ipotizza l’usurarietà.

L’usura bancaria è una particolare forma di usura, punita più severamente in quanto è posta in essere da un istituto specializzato. Chi commette il reato di usura bancaria? La banca che applica nei propri contratti un tasso di interesse superiore a quello fissato dalla legge.

Qualificazione del tasso usurario

In tema di usura bancaria, ex art. 644 c.p., gli interessi qualificabili come usurari sono solo quelli corrispettivi, pattuiti nel contratto di mutuo, che hanno la funzione di remunerare la banca per l’erogazione del credito avutosi, mentre non rilevano gli interessi moratori, che hanno la diversa funzione di stabilire una penale per la mancata restituzione del dovuto alle scadenza stabilite, mediante una liquidazione anticipata del risarcimento conseguente all’inadempimento. È, altresì, esclusa la possibilità di sommatoria fra interessi corrispettivi e interessi moratori, ai fini del calcolo del tasso-soglia, stante la diversa funzione ed essenza degli stessi.

Tribunale Torino sez. I, 13/06/2018, n.3001

Quando si verifica l’usura bancaria sopravvenuta?

L’usura bancaria sopravvenuta si verifica allorquando, stipulato un finanziamento con tassi di interesse lecitamente pattuiti, e cioè al di sotto del tasso soglia, successivamente, in costanza di rapporto bancario, per effetto della variazione dei tassi di interesse, a causa dell’andamento del costo della moneta, il tasso pattuito superi il limite massimo del tasso soglia. Ai fini civilistici lo sforamento del tasso soglia comporterà l’obbligo di ricondurre il tasso applicato al livello della soglia stessa. L’usura sopravvenuta ha rilevanza unicamente sul piano civilistico.

Tribunale Foggia, 02/05/2018, n.284

Usura bancaria: su chi grava l’onere probatorio?

In tema di usura bancaria, è onere della parte che eccepisce la violazione delle disposizioni dettate in tema di interessi usurari dimostrare la sussistenza, nel dettaglio, di detta condotta antigiuridica e quindi ogni questione inerente il calcolo degli interessi, mediante produzione, ad esempio, degli estratti conto scalari e dei decreti relativi ai tassi soglia.

Tribunale Catania sez. IV, 08/10/2019, n.3965

Onere della prova del correntista

In materia di usura bancaria, anche sopravvenuta, non può accogliersi la domanda volta a far accertare l’usurarietà degli interessi, ex art. 644 comma 3 c.p., anche se inferiori al tasso soglia, se l’attore non ha indicato le “concrete modalità del fatto” né altri elementi fattuali da cui possa desumersi la fattispecie penale.

Tribunale Torino sez. I, 13/09/2017, n.1303

Usura bancaria e capitalizzazione trimestrale

In materia di usura bancaria, quando la capitalizzazione trimestrale sia legittimamente pattuita, come da Delibera CICR del 9.2.2000, l’impatto di quest’ultima non può essere computato nel TEG, proprio perchè l’interesse è capitalizzato, id est imputato a capitale, di tal che una diversa prospettazione è inficiata nel metodo, prima che nel merito.

Tribunale Monza sez. I, 05/06/2017, n.1761

Colpevole accettazione del rischio di interessi usurari

In tema di usura bancaria, correttamente viene prosciolto il direttore della filiale che risulti avere stipulato il contratto di finanziamento di cui si ipotizzi l’usurarietà, in quanto solo ai presidenti dei consigli di amministrazione delle banche è stato riconosciuto lo svolgimento di un’attività in uno specifico settore, nel quale gli organi di vertice hanno il dovere di informarsi con diligenza sulla normativa esistente, poiché i relativi statuti attribuiscono loro poteri in materia di erogazione del credito, rientranti nell’ambito dei più generali poteri di indirizzo dell’impresa, sussistendo in capo a essi una posizione di garanzia a tutela dei clienti degli istituti bancari quanto al rispetto delle disposizioni di legge in tema di erogazione del credito.

Per l’effetto, al funzionario della filiale, obbligato a intervenire in sede di stipulazione del contratto, non può attribuirsi la consapevole accettazione del rischio di interessi usurari.

Cassazione penale sez. II, 11/01/2017, n.4961

Rapporti bancari: quando si configura l’usura oggettiva?

Nei rapporti bancari, gli interessi convenzionali di mora, al pari di quelli corrispettivi, sono soggetti all’applicazione della normativa antiusura, con la conseguenza che, laddove la loro misura oltrepassi il c.d. “tasso soglia” previsto dall’art. 2 della il n. 108 del 1996, si configura la cosiddetta usura “oggettiva” che determina la nullità della clausola ai sensi dell’art. 1815, comma 2 c.c. Non è a ciò di ostacolo la circostanza che le istruzioni della Banca d’Italia non prevedano l’inclusione degli interessi di mora nella rilevazione del T.E.G.M. (tasso effettivo globale medio) che costituisce la base sulla quale determinare il “tasso soglia”.

Poiché la Banca d’Italia provvede comunque alla rilevazione della media dei tassi convenzionali di mora (solitamente costituiti da alcuni punti percentuali da aggiungere al tasso corrispettivo), è infatti possibile individuare il “tasso soglia di mora” del semestre di riferimento, applicando a tale valore la maggiorazione prevista dall’ art. 2, comma 4, della l. n. 108 del 1996.

Resta tuttavia fermo che dovendosi procedere ad una valutazione unitaria del saggio d’interessi concretamente applicato – senza potere più distinguere, una volta che il cliente è costituito in mora, la parte corrispettiva da quella moratoria – al fine di stabilire la misura oltre la quale si configura l’usura oggettiva, “il tasso soglia di mora” deve essere sommato al “tasso soglia” ordinario (analogamente a quanto previsto dalla sentenza delle Sezioni unite n. 16303 del 2018, in tema di commissione massimo scoperto).

Corte di Cassazione, Sezione 3, Civile, Sentenza, 17/10/2019, n. 26286

Sussistenza del reato di usura bancaria

Ai fini della sussistenza del reato di usura bancaria, la commissione di massimo scoperto va ricompresa nel calcolo del tasso soglia solo a far data dal 2008, a seguito della emanazione del D.L. n. 185 del 2008, che espressamente ha ricompreso la commissione in parola ai fini della determinazione del tasso effettivo globale medio, tale che la Banca d’Italia si è uniformata emanando nuove Istruzioni entrate in vigore nel gennaio 2010.

Prima di tale intervento normativo il reato di usura non era configurabile sotto il profilo soggettivo, venendo in rilievo un’ipotesi di ignorantia legis scusabile, alla luce dell’esistenza di una prassi amministrativa costante che escludeva dal calcolo del TEG la commissione di massimo scoperto sulla base delle direttive della Banca d’Italia succedutesi dal 2006 al 2009 (metodologia di calcolo recepita dallo stesso Ministero del Tesoro fin dal primo decreto ministeriale e a cui ha posto termine l’intervento legislativo sopra evidenziato) e dell’assenza di un orientamento giurisprudenziale di legittimità, sia civile che penale, che all’epoca ritenesse illecita tale prassi bancaria.

(Nel caso concreto, ove sulla base della allegazione di parte pare sussistente l’elemento materiale del reato, non può, invece, ritenersi sussistere il dolo, anche generico, degli amministratori bancari, anche nelle forme del dolo eventuale, ma al più la colpa cosciente o con previsione, circostanza aggravante solo dei reati punibili anche a titolo colposo, ma non è il caso della usura.)

Tribunale Catania, Penale, Sentenza, 24/10/2016

Gli interessi moratori

In materia di usura bancaria non rileva il cumulo degli interessi corrispettivi ultralegali con gli interessi moratori, ai fini del raffronto al tasso-soglia, giacché gli artt. 644 c.p. e 1815 c.c., fanno chiaro riferimento alle prestazioni di natura corrispettiva gravanti sul mutuatario, legate alla fisiologica attuazione del programma negoziale.

Di talché restano necessariamente escluse le prestazioni accidentali, sinallagmaticamente riconducibili al futuro inadempimento e destinate ad assolvere, in chiave punitiva, ad una funzione deterrente nell’inadempimento stesso. Tali sono gli interessi di mora che non costituiscono un costo economico necessario del funzionamento, ma un onere del tutto eventuale destinato a venire in rilievo solo nella fase esecutiva del contratto e in caso di andamento patologico del rapporto.

Tribunale Trento, Civile, Sentenza, 6/08/2018, n. 744



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5 Commenti

  1. Il reato di usura ruota intorno al concetto di interesse usurario. Quando un corrispettivo in danaro può essere definito usurario? In altre parole, come si fa a sapere se l’interesse applicato ad un mutuo o ad un prestito è usurario e, quindi, illegale?

    1. È l’ordinamento a stabilirlo: nello specifico, il tasso di interesse è fissato da una legge che affida al ministero del Tesoro il compito di rilevare trimestralmente il tasso effettivo globale medio degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati. È poi la Banca d’Italia che pubblica trimestralmente una tabella con i vari tassi soglia divisi per categoria di operazioni: ci sono quindi tassi soglia di usura diversi per le aperture di credito, gli anticipi e sconti, mutui e leasing; ecc.Nello specifico, la legge ha stabilito che è usurario l’interesse il cui tasso esorbita di oltre il 50% i tassi medi praticati dalle banche e dagli altri intermediari finanziari, così come rilevato ogni trimestre da un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze.Ad esempio, se il tasso di interesse nel mercato finanziario, per una determinata categoria di operazioni, oscilla tra un minimo del 14% ed un massimo del 30%, così determinando il tasso medio nel 22%, un interesse superiore al 33% (22+ 11) è da qualificarsi usurario.In pratica, per la legge può essere definito usuraio anche chi, pur applicando un tasso di interesse “normale”, chiede un corrispettivo sproporzionato rispetto a ciò che ha dato alla vittima, oppure sproporzionato a confronto delle sue condizioni economiche.Pensa al classico strozzino che, approfittando delle difficoltà patrimoniali di una persona, gli conceda un prestito chiedendogli la restituzione a condizioni che sa che non potrebbe rispettare.

    1. Per difendersi dall’usura bancaria è possibile adottare alcune precauzioni. Innanzitutto, poiché il tasso legale è reso pubblico ogni tre mesi, prima di sottoscrivere un mutuo sarebbe bene confrontare il tasso offerto dalla banca di fiducia con quello pubblicato dalla Banca d’Italia.Nel calcolare l’usura bancaria, però, ricorda che le banche, oltre al vero e proprio tasso di interesse, richiedono in aggiunta anche altre forme di remunerazione, come le commissioni di messa a disposizione fondi, le spese per movimenti, le spese di tenuta conto, ecc. La legge dice che per determinare l’interesse effettivo che la banca chiede, occorre tener conto di tutte le forme di remunerazione richieste al cliente, con l’unica esclusione dell’imposta di bollo statale.Se non si è in grado di effettuare da soli una verifica circa la presenza o meno dell’usura bancaria, occorrerà farsi aiutare da consulenti specializzati i quali, analizzato il tuo contratto con l’istituto di credito, saranno in grado di segnalarti l’usurarietà o meno del tasso applicato.

    2. Nel caso in cui il tuo contratto di mutuo (di leasing o di altra operazione) sia affetto da usura bancaria, quello che dovrai fare è sporgere denuncia alla Procura competente (in quanto trattasi di reato) e intraprendere una causa civile affinché quanto indebitamente pagato venga restituito e ogni interesse ti venga cancellato: ed infatti, la legge dice che, se sono convenuti tassi usurari, la clausola è nulla e non è dovuto alcun interesse. In pratica, l’ordinamento punisce l’usuraio impedendogli non solo di beneficiare dell’interesse oltre soglia, ma di ogni tipo di interesse, anche quello legale.

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