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Infermieri: ultime sentenze

29 Gennaio 2020
Infermieri: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: iscrizione all’albo professionale; esercizio della professione di infermiere; attività di vestizione e di svestizione degli infermieri; infermiere accusato di aver immobilizzato i degenti e di averli schiaffeggiati per farli alimentare; diniego del riconoscimento in Italia del titolo professionale di infermiera conseguito da una cittadina extracomunitaria.

Professioni sanitarie infermieristiche: l’iscrizione all’albo

In tema di iscrizione all’albo professionale in materia di professioni sanitarie infemieristiche, ai sensi dell’art. 2 comma 3 della l. n. 43 del 2006, l’iscrizione all’albo – comune, nel caso, sia per gli infermieri del settore privato che per quelli dell’ambito pubblico – costituisce semplicemente una ‘condizione necessaria’ per l’esercizio della professione di infermiere che preesiste o può preesistere all’instaurazione del rapporto di lavoro, ponendosi quale presupposto necessario per chi voglia proporsi in tale ruolo, non potendo esercitare tale mestiere chi non sia iscritto al relativo albo ai sensi dell’art. 2,  co. 3, della legge n. 43/06.

Tribunale Salerno sez. lav., 10/10/2019, n.2119

Infermiere: è titolare di posizione di garanzia verso i pazienti

L’infermiere, come tutti gli operatori di una struttura sanitaria, è “ex lege” portatore di una posizione di garanzia, espressione dell’obbligo di solidarietà costituzionalmente imposto ex artt. 2 e 32 Cost., nei confronti dei pazienti, la cui salute deve tutelare contro qualsivoglia pericolo che ne minacci l’integrità, per l’intero tempo del turno di lavoro.

(In applicazione del principio la Corte ha ritenuto immune da censure il riconoscimento di responsabilità operato dalla sentenza impugnata, a titolo di omicidio colposo, di un’infermiera in servizio presso una residenza assistita, per avere omesso di eseguire ed attivare le dovute ricerche di una paziente disabile, notoriamente dedita all’uso di sostanze alcoliche, che, non rientrata in camera da letto dopo cena, era morta nella notte per assideramento, dopo essere caduta a terra nel tragitto tra un padiglione e l’altro della struttura).

Cassazione penale sez. IV, 29/03/2019, n.39256

Infermieri: attività di vestizione e svestizione

L’attività di vestizione/svestizione degli infermieri, rientra pienamente negli orari di lavoro e come tale risulta meritevole di retribuzione e non deve essere espressamente autorizzata, poiché, essendo correlata alla natura dell’attività lavorativa e rientrando nel rispetto delle esigenze superiori di sicurezza e igiene pubblica, deve ritenersi implicitamente autorizzata dalla Asl; ne deriva che il lavoratore, per ottenere il pagamento del dovuto in relazione all’attività in questione, non deve esercitare l’azione sussidiaria di ingiustificato arricchimento ma la semplice azione contrattuale.

Corte appello Reggio Calabria sez. lav., 16/04/2019, n.413

Il tempo per la vestizione e la svestizione dei camici va computato nell’orario di lavoro?

Nell’ambito dell’attività infermieristica, il tempo per la vestizione e la svestizione dei camici va computato nell’orario di lavoro, trattandosi di obbligo derivante da superiori esigenze di igiene e sicurezza.

Cassazione civile sez. lav., 11/02/2019, n.3901

Diniego riconoscimento titolo professionale di infermiere

Correttamente il Ministero si è pronunciato per il diniego del riconoscimento in Italia del titolo professionale di infermiera conseguito da una cittadina extracomunitaria (serba), posto che, per la sua valutazione, non si può prescindere da quanto stabilito dall’art. 38, comma 1, lett. b), d.lg. n. 206/2007, in base al quale è necessario il completamento di una formazione scolastica generale di almeno dieci anni sancita da un diploma, attestato o altro titolo rilasciato da Autorità od Organi competenti di uno Stato membro o da un certificato attestante il superamento di un esame di livello equivalente che dia accesso alle scuole professionali o ai programmi di formazione professionale per infermieri, di tal che, in mancanza – come nel caso di specie – di dimostrazione di tale formazione scolastica generale, non si può procedere a detto riconoscimento, né tanto meno alla valutazione del prosieguo della carriera formativa effettuata in campo infermieristico.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 03/10/2018, n.9705

Concorsi pubblici aperti agli OSSS

L’infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana non detiene un titolo equipollente a quello di Operatore Socio Sanitario Specializzato, pertanto non è ammessa la sua partecipazione ai concorsi pubblici aperti agli OSSS.

Consiglio di Stato sez. III, 29/11/2018, n.6803

Codice deontologico degli infermieri

In materia di contenzione del paziente psichiatrico, l’infermiere è titolare, ai sensi dell’art. 1, l. 10 agosto 2000, n. 251, e del codice deontologico degli infermieri, di specifici obblighi giuridici autonomi rispetto a quelli del medico, essendo egli tenuto a verificare la legittimità della contenzione, affinché sia circoscritta ad un uso straordinario del trattamento, e a segnalare all’autorità competente eventuali abusi.

Cassazione penale sez. V, 20/06/2018, n.50497

Infermieri e reato di sequestro di persona

È configurabile il reato di sequestro di persona per l’operatore sanitario che impedisce ai degenti di una struttura sanitaria psichiatrica di fuoriuscire dalla stanza con il metodo del cosiddetto ”materassino”. Ad affermarlo è la Cassazione che, nel caso di specie, ha confermato la sentenza di condanna nei confronti di un infermiere accusato, oltre all’aver immobilizzato i degenti, schiaffeggiati per farli alimentare, disinteressandosi della loro igiene personale e del loro abbigliamento, anche di aver riposto un materasso a ridosso della porta di ingresso della loro camera tanto da impedire la loro uscita. Per la Corte la tecnica del materassino ha ostacolato di fatto la libertà di movimento dei pazienti, non consentendo perciò di riqualificare la condotta come privata, anziché sequestro di persona.

Cassazione penale sez. V, 28/01/2019, n.32803

Esercizio abusivo della professione

In tema di esercizio abusivo della professione, le figure professionali dell’infermiere e dell’ostetrica sono fra loro profondamente differenti quanto a rispettivo ambito di operatività e a titolo abilitativo, trovando la rispettiva disciplina nei decreti del ministro della Sanità n. 739 e 740 del 14 settembre 1994: l’infermiere è, infatti, l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale, è responsabile dell’assistenza generale infermieristica, deputata principalmente alla prevenzione delle malattie, all’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e alla educazione sanitaria; mentre l’ostetrica è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale, assiste e consiglia la donna nel periodo della gravidanza durante il parto e nel puerperio, conduce e porta a termine parti eutocici con propria responsabilità e presta assistenza al neonato.

Cassazione penale sez. VI, 07/06/2018, n.37767

Infermiere e reato di peculato

Commette il reato di peculato l’infermiere che, al fine di trarre profitto, si appropria, avendone il possesso, di ricette mediche in bianco, intestate al reparto. Per la configurabilità del reato ex articolo 314 del Cp, infatti, la “ragione del servizio” giustificatrice del possesso non è da identificare solo in quella che rientra nella specifica competenza funzionale dell’agente, ma si riferisce anche al possesso del danaro o della cosa mobile altrui derivante, oltre che da norme di regolamento, anche da prassi e consuetudini.

Ciò posto, il Tribunale ha ritenuto sussistenti gli estremi del delitto di peculato nei confronti di un ausiliario socio-sanitario dell’Asl, addetto a svolgere il proprio servizio pubblico di infermiere di sala operatoria di un ospedale, che si era appropriato di alcune siringhe monouso, rientranti nella dotazione del reparto presso cui lavora cui aveva libero accesso, in ragione del ruolo rivestito.

Tribunale Cassino, 28/04/2018, n.38

Infermiere: condanna a titolo di cooperazione in omicidio colposo di un paziente

Non viola il principio di correlazione tra accusa e sentenza la condanna a titolo di cooperazione nel delitto colposo, a fronte della contestazione di reato colposo monosoggettivo, allorquando l’imputazione, pur non richiamando l’art. 113 c.p. e non utilizzando il vocabolo cooperazione, attribuisca agli imputati una serie di condotte che, per come descritte, sono connotate dalla reciproca consapevolezza dell’azione del coimputato.

(In applicazione del principio la Corte ha escluso la violazione dell’art. 521 c.p.p., in relazione alla condanna di un infermiere a titolo di cooperazione in omicidio colposo di un paziente, per avere consentito, o comunque non essersi opposto, a che il coimputato, pure infermiere, tenesse la condotta attiva che aveva causato la morte, originariamente contestata anche al primo, rilevando che nel procedimento era stato ampiamente consentito l’esercizio del diritto di difesa, sin dall’interrogatorio di garanzia, su ogni singolo aspetto dell’evento per cui era stato tratto a giudizio).

Cassazione penale sez. IV, 19/04/2019, n.33253



4 Commenti

  1. Ci sono alcune professioni che richiedono, per poter essere esercitate, un’apposita formazione professionale e l’acquisizione di appositi titoli di studio. In alcuni casi, il percorso formativo da seguire per acquisire i titoli necessari a svolgere una certa professione dura anche parecchi anni. E’ il caso delle professioni sanitarie che richiedono titoli di studio ed abilitazioni specifiche.

  2. Sono d’accordo… Nell’ambito delle professioni sanitarie, la qualifica di infermiere è posseduta da quel professionista sanitario che cura, assiste e si prende cura del ricoverato in stretto contatto con il personale medico. L’infermiere instaura con l’assistito un rapporto di fiducia.Se alcuni anni fa era sufficiente un semplice corso di formazione, la disciplina normativa attuale della professione infermieristica prevede che, per acquisire la qualifica di infermiere, è necessario seguire un apposito corso di laurea all’esito del quale il professionista laureato si iscrive all’Ordine professionale degli Infermieri.

  3. L’infermiere svolge funzioni di prevenzione, assistenza, educazione alla salute, educazione terapeutica, gestione, formazione e ricerca. L’infermiere è, dunque, tenuto anche al rispetto del codice deontologico adottato dal proprio ordine professionale di appartenenza.Per acquisire la qualifica di infermiere è, dunque, necessario conseguire la laurea in Scienze infermieristiche e, una volta ottenuta la laurea, superare un esame di Stato ed iscriversi all’ordine professionale. Solo il possesso di questi titoli abilita all’esercizio della professione infermieristica.

  4. L’infermiere ha il compito di identificare i bisogni assistenziali del singolo paziente ricoverato o di un gruppo sociale e di pianificare risposte adeguate a tali bisogni, realizzando una serie di prestazioni, che devono essere, sotto la sua responsabilità, revisionate e se necessario riadattate a seconda dei casi.Le principali mansioni svolte dall’infermiere sono la presa in carico del paziente: l’infermiere accoglie il paziente e ne valuta i bisogni assistenziali, individuando obiettivi e priorità;
    pianificazione assistenziale: l’infermiere programma il percorso curativo ed assistenziale, tenendo in considerazione le caratteristiche culturali del paziente e la sua situazione clinica;erogazione dell’assistenza: l’infermiere eroga al paziente gli interventi tecnici, educativi e relazionali presenti nel piano di assistenza, garantendo l’applicazione delle prescrizioni mediche; valutazione del paziente: l’infermiere monitora continuamente le condizioni di salute del paziente e valuta gli effetti prodotti dagli interventi curativi ed assistenziali erogati; educazione: l’infermiere promuove la cultura della salute e della qualità della vita; formazione: l’infermiere, anche ottemperando ad uno specifico dovere deontologico, si forma ed aggiorna costantemente al fine di essere sempre aggiornato sull’evoluzione ed i progressi della scienza infermieristica.

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