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Stress da rientro: come tornare a lavoro dopo le ferie

10 Gennaio 2020
Stress da rientro: come tornare a lavoro dopo le ferie

Sono terminate le ferie? Scopri come ripartire senza stress.

Finite le feste, è arrivato il momento di tornare alla solita routine quotidiana. Come ricominciare senza farti travolgere dallo stress da rientro? Parti da una pausa pranzo equilibrata.

L’indagine condotta da Nomisma per l’Osservatorio Buona Pausa Pranzo di Cirfood, come riporta una nota stampa dell’Adnkronos, ha analizzato le percezioni e il vissuto degli italiani in pausa pranzo, rilevando 5 consigli utili per migliorare le proprie abitudini.

Prenditi il giusto tempo

La pausa pranzo fuori casa difficilmente dura più di 40 minuti e 1 lavoratore su 5 pranza in meno di 20 minuti. Avere un servizio di ristorazione aziendale aiuta, quindi, a concedersi più tempo: il 59% afferma di riservare fra i 30 e i 40 minuti a questo importante momento della giornata.

Stacca la spina e allontanati dalla scrivania

Il 43% dei lavoratori dichiara, invece, di pranzare in ufficio almeno 2/3 volte alla settimana. Tra i fattori che guidano la scelta del luogo dove trascorrere la pausa pranzo fuori, vi è sicuramente la vicinanza al luogo di lavoro (per il 16%). Tra gli altri fattori presi in considerazione, vi sono il tempo a disposizione e gusto/bontà dei piatti proposti; a dispetto di quanto si possa immaginare, la convenienza – intesa come la possibilità di fruire di formule vantaggiose, ad esempio il menù a prezzo fisso – non rappresenta il criterio guida prioritario, interessando principalmente più gli studenti (12%) che i lavoratori (8%), ma solo un fattore complementare.

Socializza con i colleghi fuori dal contesto lavorativo

In quest’ottica, è interessante rilevare il livello generale di gradimento dei lavoratori che usufruiscono dei servizi di ristorazione aziendale (70%), luogo dove è possibile conoscere anche nuovi colleghi che non siano ‘vicini di scrivania’.

Il piacere di pranzare insieme alle persone con cui si lavora risulta ancora più interessante se considerato come aspetto valoriale del lavoro in ufficio rispetto alla crescente tendenza allo smart working, dove si vanno a perdere diversi momenti di condivisione con i colleghi.

Scegli un’alimentazione equilibrata senza rinunciare al gusto

Il gusto resta il primo desiderio per la pausa pranzo dei lavoratori (57%), accompagnato possibilmente dal giusto prezzo (49%). Parallelamente, i lavoratori prediligono pasti leggeri (38%), naturali/bio (34%), con poche calorie (23%). Sale la percentuale per i lavoratori che usufruiscono del servizio di ristorazione aziendale. Oltre 46% di loro ritiene che il pranzo fuori casa ideale sia quello che prevede pasti light/a basso contenuto di grassi. E gli aspetti più apprezzati riguardano proprio il gusto dei pasti e la varietà e la rotazione del menù (valutati positivamente rispettivamente dal 70% e dal 64% del target).

Cucina italiana vs cucina etnica

Non stupisce che la cucina italiana – tradizionale o tipica regionale – resti universalmente la più apprezzata (oltre il 90% del campione), anche se sta crescendo la predilezione per la cucina orientale (giapponese e cinese), al top tra le preferenze in fatto di piatti etnici, seguita dalla cucina greca e da quella latina, soprattutto messicana e brasiliana. Pur preferendo
la cucina di casa nostra, i gusti degli italiani sono infatti aperti a novità e contaminazioni. Le spezie fanno ormai parte della quotidianità per almeno 1 italiano su 5. Oltre a curcuma, curry e cumino, tra i nuovi ingredienti si segnalano cous cous, quinoa, zenzero e avocado. Ancora poco consumati i super-foods: mirtillo rosso, semi di chia e bacche di goji sono quelli che raccolgono maggior interesse. La limitata propensione al consumo è ancora legata alla scarsa conoscenza dei prodotti e dei potenziali benefici sulla salute.


2 Commenti

  1. Non si può negare al lavoratore malato che torna in servizio la fruizione delle ferie maturate, poiché la malattia non è propriamente una condizione esistenziale tale da consentire al lavoratore di fruire del riposo ristoratore e rilassante nonché delle attività ricreative e socializzanti che le ferie dovrebbero garantire. Viceversa, tale diritto può essere negato al militare inidoneo in aspettativa e in attesa di transito al servizio civile, poiché il periodo di aspettativa da transito, con la sua dotazione del “diritto al trattamento economico”, conserva la stessa qualità di opportunità e vantaggi che possono essere resi possibili dal godimento delle ferie.

  2. Nel caso in cui sia impossibile interpretare una normativa nazionale come quella discussa nei procedimenti principali in modo da garantirne la conformità a dette norme dell’UE, il giudice nazionale, investito di una controversia tra il successore di un lavoratore deceduto e l’ex datore di lavoro di detto lavoratore, deve disapplicare tale normativa nazionale e assicurarsi che al menzionato successore venga concesso, a carico del suddetto datore di lavoro, il beneficio di un’indennità finanziaria per le ferie annuali retribuite maturate ai sensi delle citate disposizioni e non godute da tale lavoratore prima del suo decesso. Questo obbligo vige sia se il datore è un privato sia se è un’autorità pubblica.

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