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È meglio studiare la mattina o la sera?

12 Gennaio 2020
È meglio studiare la mattina o la sera?

Qual è il momento giusto della giornata per apprendere e ricordare: le ore migliori per lo studio. 

È il classico domandone da un milione di dollari: è meglio studiare la mattina o la sera? Quando eri studente universitario, preferivi andare a letto presto per poi alzarti all’alba e avere, davanti a te, tutta la mattinata di studio oppure preferivi lasciare la giornata agli impegni studenteschi, alle telefonate con gli amici e allo shopping per poi fare un’unica tirata, senza interruzioni, dalle 7 alle 2 di notte?

Almeno una volta nella vita, tutti ci siamo chiesti: è meglio studiare la mattina o la sera? Naturalmente, la risposta dipende innanzitutto dalle abitudini di vita dello studente, dai bioritmi naturali, dagli impegni a cui bisogna adempiere durante la giornata, dalla capacità di concentrazione, dal sonno. Sono molti i fattori che possono incidere sulla concentrazione e sulla capacità di isolarsi dal contesto: il rumore, la televisione, le uscite con gli amici, la frequentazione dei corsi, il coinquilino che occupa la stessa stanza. Non in ultimo, a peggiorare la situazione, oggi ci sono anche gli smartphone: quando tutti sono a riposo è più difficile che lo smartphone squilli o che lanci segnali acustici per le chat. 

Qui si vede, dunque, la forza di volontà di una persona, la sua capacità di non subire il fascino di mille tentazioni, l’abitudine ad astrarsi dal mondo intorno. Ed allora, è vero che la risposta al quesito di partenza – se sia meglio, cioè, studiare la mattina o la sera – dipende principalmente dal soggetto in questione.

Tuttavia, non possiamo ignorare che la natura abbia fatto uomini e donne con simili caratteristiche e che proprio gli elementi fisici, la necessità della rigenerazione cellulare, del riposo notturno e di come questo possa incidere su energie e memoria possano incidere sulla produttività delle ore di studio. Ecco perché, quando ci si chiede quale sia l’orario migliore per studiare, non si può fare a meno di condurre la valutazione anche sotto un profilo medico-scientifico, al di là di quelle che sono le particolarità e le abitudini soggettive. 

Cerchiamo di capire allora qualcosa in più di questo complicato mondo dell’apprendimento.

Qual è l’ora migliore per studiare?

Gran parte degli studenti preferisce studiare la notte o comunque il pomeriggio. La mattina si ha difficoltà a svegliarsi. Chi non esce la sera, si lascia trascinare dai programmi televisivi e non va mai a letto prima delle 23. E poiché uno studente ha bisogno di almeno otto ore di sonno, la mattina non si è mai operativi prima delle 9. 

C’è invece chi, alle 9, ha già fatto quattro ore di studio perché si è alzato alle 6 e, consumato un veloce caffè, si è già messo sui libri. Questi ultimi, però, hanno la possibilità – e soprattutto la capacità – di andare a letto presto, non più tardi delle 22. 

Le otto ore di sonno sono essenziali per consentire il recupero delle energie psicofisiche in un’età ancora giovane. Anche la memoria e la capacità di concentrazione dipendono dal sonno notturno.

Secondo alcuni esperti del settore, però, le ore di sonno comprese tra le 22 alle 24 valgono quasi doppio – in termini di recupero energetico – di quelle successive. Significa che, con buona approssimazione, una persona che dorme dalle 22 alle 5 ha dormito 9 ore, mentre una che è andata a letto alle 2 di notte e si è svegliata alle 9 di mattina ha dormito solo 7 ore. 

È meglio studiare di mattina o di sera?

A patto di poter andare a letto presto la sera, è sempre meglio studiare di mattina. Il cervello è sempre più fresco ed elastico. Apprende meglio e immagazzina i dati con più facilità rispetto alla sera in cui ha già diverse ore di attività alle spalle. 

Il cervello funziona del resto come i muscoli: dopo un’intera giornata, hai più difficoltà ad allenarti; ma se lo fai la mattina presto, il corpo risponde meglio agli stimoli, proprio perché viene da un lungo periodo di riposo. Dunque, studiare la mattina presenta il vantaggio di operare con un muscolo – il cervello – che è nel pieno delle sue capacità: è una “spugna”. 

Tieni, però, conto che non puoi iniziare a studiare la mattina senza prima fare un’abbondante colazione. Svegliarsi presto per studiare è, infatti, una questione di energie. Il tuo organismo viene da un lungo periodo di digiuno (circa 8 ore) ed è a corto di zuccheri, necessari alle cellule cerebrali per lavorare. Ti conviene, quindi, prendere un liquido zuccherino come un succo di frutta o lo stesso latte dolce, un caffè e dei carboidrati complessi, che ti possano assistere per il resto della giornata (ad esempio, una fetta di pane, delle gallette di riso, dei biscotti, delle fette biscottate). Anche la frutta può essere un buon supporto, ma tieni conto che il fruttosio ha un rapido consumo e, allora, dovrai fare una seconda colazione nel corso della mattinata. 

Non mangiare grassi come cornetti che rallentano la digestione e portano tutto il sangue allo stomaco.

La ricorrente motivazione di chi non riesce ad alzarsi presto per studiare è quella della pressione: «ho la pressione bassa e la mattina non riesco a concentrarmi». Si tratta, però, di una non-motivazione: la pressione bassa può essere, infatti, un valido aiuto perché dà maggiore serenità e pacatezza, mentre è proprio lo stress a deconcentrare e a rendere più difficile l’apprendimento. Peraltro, chi soffre il “calo energetico” delle prime ore dell’alba può provare a integrare la colazione con alimenti che servono a tirare su come il ginseng, il guaranà, la pappa reale o la liquirizia. 

Chi dice «non riesco ad alzarmi presto» non ha mai provato seriamente a cambiare i ritmi della propria vita. Tutto è iniziare: si parte da un giorno in cui, dopo essere andati a letto tardi, ci si alza invece di buon’ora; con poche ore di sonno, la sera ci si addormenterà prima e, di conseguenza, ci si potrà alzare anche presto. Questo meccanismo potrebbe impiegare qualche giorno prima di passare dal rodaggio al consolidamento, ma val la pena tentare. 

Studiare di sera, invece, ti impone di dover ricorrere ai caffè per restare sveglio, cosa che potrebbe incidere anche sul tuo sistema nervoso e sugli organi digerenti (intestino in primo luogo). Di sera, poi, sei costretto a studiare con la luce artificiale e i tuoi occhi ne risentirebbero a lungo andare. Anche la vista accentuerà la tua stanchezza.

Chi studia di sera inizia, di solito, dopo cena. Ma concentrarsi con lo stomaco pieno è molto più difficile perché l’energia del corpo viene utilizzata per la scomposizione dei cibi e la digestione. In pratica, è come se lavorassi con mezzo motore e non con uno intero. 

Non in ultimo, c’è chi di notte, per mantenere la concentrazione, fa spesso spuntini con numerose incursioni al frigorifero. Tutto ciò non farà che peggiorare la tua condizione fisica e anche la qualità del sonno notturno.

I benefici dello studio di notte

Abbiamo lasciato chiaramente intendere che, a nostro parere – ma anche secondo la medicina – gli orari migliori per studiare sono quelli della mattina. Peraltro, non c’è necessariamente bisogno di essere mattinieri per lavorare bene: si può fare un’ottima opera di apprendimento anche iniziando alle 8.30 e tirando sui libri fino alle 13.00, in tempo per poi mangiare e riposarsi, prima di riprendere. 

Ciò nonostante, lo studio durante la notte presenta comunque dei punti a suo favore. Il primo tra tutti è il silenzio. L’assenza di disturbi ambientali è un gran vantaggio per chi si distrae facilmente e non è in grado di trovare la concentrazione nonostante il traffico per strada o le voci dentro l’appartamento. 

Peraltro, come abbiamo detto, di notte non ci sono chat, social o altre distrazioni tecnologiche. 

In alcune persone, è proprio la penombra serale che consente di raggiungere la massima concentrazione. 

Consigli per studiare meglio

All’esito di queste brevi considerazioni, vogliamo chiudere con una serie di consigli pratici su come studiare meglio:

  • non studiare con la musica: anche se si tratta di musica strumentale o classica, il suo ascolto porta sempre a deconcentrarsi – pur in minima parte – da ciò che si sta facendo;
  • non studiare subito dopo i pasti principali: la digestione rallenta le capacità del tuo cervello;
  • metti da parte il cellulare, magari custodiscilo in un’altra stanza e, comunque, muniscilo del silenziatore;
  • non esagerare coi caffè: se anche, a prima vista, possono aiutarti, a lungo andare non ti consentono di comprendere quei momenti di stanchezza nel corso dei quali è necessario che tu ti riposi, proprio per garantire un migliore apprendimento successivo e per memorizzare meglio ciò che stai studiando;
  • lascia sulla tua scrivania una bottiglia d’acqua: idratare il corpo ti aiuta a migliorare anche le tue prestazioni cerebrali;
  • non studiare sdraiato, sul letto o sulle poltrone: studia da seduto su una comune sedia, magari munita di cuscino. Di tanto in tanto, alzati anche per il bene della tua schiena, fai quattro passi e poi ritorna sui libri;
  • mangia spesso la frutta: ti idrata e, tramite il fruttosio, ti dà la giusta energia per studiare, senza appesantirti o farti ingrassare;
  • sottoponi sempre a verifica i tuoi precedenti studi: ogni tanto ritorna sulle pagine che hai già studiato e verifica di ricordarle bene. Se ciò non dovesse essere, vuol dire che stai studiando male e che devi rivedere il tuo metodo. 

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