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Statali: largo ai giovani. Stop al rinvio della pensione: per legge dovranno lasciare il posto

4 Settembre 2013


Statali: largo ai giovani. Stop al rinvio della pensione: per legge dovranno lasciare il posto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Settembre 2013



Niente più rinvii per restare in servizio fino a 70 anni: i dipendenti del pubblico impiego dovranno andare in pensione non appena maturati i requisiti.

È appena uscita una legge [1] che farà la felicità dei giovani disoccupati e di tutti quelli che, da anni, attendono che il vecchio dirigente vada in pensione per lasciare il posto alle nuove leve. La nuova norma impedisce ai dipendenti pubblici di restare in servizio fino a 70 anni. Chi ha maturato i diritti pensionistici non potrà più chiedere rinvii per conservare il posto sulla poltrona, ma dovrà lasciare il lavoro ai giovani. In questo modo, lo Stato tenta anche di risolvere il problema del personale in soprannumero o eccedente all’interno della Pubblica Amministrazione.

La formulazione della nuova legge non lascia spazio a equivoci, né consente margini di interpretazione: le amministrazioni “devono” procedere al pensionamento forzato di tutti i dipendenti che hanno maturato il requisito pensionistico entro il 2011.

Anche nei prepensionamenti, la risoluzione del rapporto di lavoro ha carattere obbligatorio per i dipendenti con i requisiti pre-riforma Fornero.

In pratica si dà forza di legge primaria a un dispositivo che era già stato espresso in una circolare dal Dipartimento Funzione pubblica [2], condiviso dai ministeri dell’Economia e del Lavoro, ma che poi annullata dal Tar Lazio [3].

Quali sono i dipendenti pubblici più anziani?

Docenti universitari e magistrati, principalmente uomini: sono questi i dipendenti pubblici più restii ad abbandonare il posto di lavoro e che, pertanto, sono maggiormente interessati ora alla riforma.

Secondo il censimento più aggiornato, sono più di 20mila i dipendenti della Pubbliche amministrazioni che hanno già superato il 65esimo anno di età. In media, significa sei persone ogni mille in forza al pubblico impiego. Ma tra i ruoli della magistratura la percentuale è ben 15 volte superiore alla media. Seguono le università.

L’altra caratteristica della platea più immediatamente coinvolta dalle regole sull’uscita forzata è data dalla netta prevalenza maschile. Nel tempo il pubblico impiego si era progressivamente femminilizzato: le donne sono il 55% della forza lavoro e, nella fascia fra i 40 e i 60 anni, raggiungono spesso il 60% del totale. Tuttavia, oltre i 65 anni di età la quota femminile di pubblici dipendenti cala drasticamente al 33,1%, e crolla al 23,8% se si guarda solo a chi di anni ne ha già compiuti 68.

note

[1] DL 101/2013, art. 2 comma 4 e 5.

[2] Dipartimento Funzione pubblica circolare n. 2/2013.

[3] TAR Lazio, sent. n. 2446/2013.


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