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Come dare soldi ai figli

12 Gennaio 2020
Come dare soldi ai figli

Per fare una donazione di denaro al figlio non è sempre necessario andare dal notaio.

Anche se non esiste un solo modo per donare i soldi ai figli, ci sono alcune regole da rispettare per far sì che l’atto non generi problemi né con gli altri familiari, né con il fisco. Ecco allora come dare soldi ai figli. Qui di seguito, ti spiegheremo quali precauzioni prendere e quali sistemi adottare per trasferire il denaro. Ti spiegheremo, innanzitutto, quando è possibile dare soldi ai figli in contanti e quando invece bisogna usare il bonifico; quando è necessario andare dal notaio ed, eventualmente, quali tasse bisogna pagare per la donazione. Infine, faremo un rapido accenno alle regole in materia di successione e vedremo se la ripartizione del denaro deve rispettare delle quote prestabilite dalla legge e se i futuri eredi hanno la possibilità di contestare tale donazione. 

Ma procediamo con ordine e iniziamo a vedere come dare soldi ai figli.

Come si fa il passaggio di denaro ai figli

La prima regola che viene in rilievo è quella del materiale trasferimento del denaro. Il primo vincolo è quello di rispettare il tetto normativo all’uso del contante che, dal 2020, è pari a 2.000 euro. Quindi, se vuoi dare soldi a tuo figlio in contanti non puoi superare 1.999,99 euro. Tieni conto che dal 2022 il tetto dovrebbe scendere a 1.000 euro. Se superi questa soglia, subirete una sanzione fino a 5mila euro sia tu che tuo figlio, sempre ammesso però che qualcuno se ne accorga (cosa che potrebbe succedere se tuo figlio dovesse depositare i soldi in banca).

Sopra il tetto all’uso dei contanti devi fare, invece, un bonifico o usare un assegno non trasferibile. Questa soluzione è più conveniente anche per un’altra ragione: qualora l’Agenzia delle Entrate dovesse accorgersi che tuo figlio sta spendendo più di quanto ha guadagnato e dichiarato, potrebbe fargli un accertamento e chiedergli da dove proviene il denaro in più. A quel punto, lui si potrà difendere offrendo la prova della tracciabilità bancaria, dimostrando così che si tratta di soldi donatigli dal padre. In tal modo, si eviterà un accertamento fiscale.

Per dare soldi ai figli c’è bisogno del notaio?

Se l’importo dei soldi che intendi dare a tuo figlio è modesto in rapporto alle tue capacità economiche, non sei tenuto ad andare dal notaio. Invece, se si tratta di una cifra consistente (ad esempio, 10mila euro su uno stipendio mensile di appena 1.500 euro) sei tenuto a recarti dal notaio con due testimoni (di solito, questi ultimi sono presi tra il personale dipendente dello studio notarile) per firmare il rogito (l’atto di donazione). Bisognerà poi pagare l’onorario del professionista.

Il notaio registra l’atto all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni.

Attenzione però: se vuoi donare soldi a tuo figlio affinché compri un bene specifico (ad esempio, una casa, un’automobile, ecc.) e lo fai con bonifico, anche se si tratta di un importo di rilevante valore non sei tenuto ad andare dal notaio né a versare le imposte (di cui parleremo nel paragrafo successivo). Si tratta, infatti, di una donazione indiretta che non richiede formalità. La Cassazione ha però specificato che, in tale ipotesi, per evitare notaio e tasse, è necessario che il successivo atto di acquisto da parte del figlio specifichi che il denaro proviene da donazione paterna.

Per dare soldi ai figli bisogna pagare le tasse?

Sulle donazioni ai figli non si pagano imposte se l’importo è inferiore a 1 milione di euro. Sopra questo valore, c’è l’imposta di registro di 200 euro e l’imposta sulle donazioni del 4%.

Gli altri fratelli possono contestare la donazione di soldi al figlio?

Finché il padre è in vita, il suo coniuge e gli altri figli non possono contestare la donazione. Ma con la morte del donante, qualora il patrimonio residuo non sia sufficiente a soddisfare le quote minime spettanti ai legittimari, è diritto di questi ultimi impugnare le donazioni fatte in vita e ottenere, dal beneficiario, quella parte necessaria a ripristinare le rispettive quote.

Che succede se do i soldi a mio figlio per non farli pignorare?

Se hai dei creditori che vogliono pignorare il tuo conto corrente e decidi di svuotarlo proprio per non dar loro la possibilità di aggredirlo, stai attento: se procedi con bonifico nei confronti di tuo figlio, l’atto può essere dichiarato inefficace dal tribunale entro cinque anni (con la cosiddetta azione revocatoria che possono intraprendere i tuoi creditori). Invece, non sono revocabili i prelievi allo sportello. Per questi ultimi, però, quando superano 10mila euro nell’arco di un mese, può partire (ma non è obbligatoria) una segnalazione alla Uif, l’Unità di informazione finanziaria, che valuterà se dietro il prelievo vi è un possibile reato, nel qual caso informa la Procura della Repubblica.

Se, infine, stai sottraendo i soldi all’erario perché non hai pagato le imposte sui redditi in misura superiore a 50mila euro, puoi essere denunciato per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Rischi di una donazione di soldi al figlio

L’unico rischio per tuo figlio che accetterà il denaro è che, spendendoli, possa generare le attenzioni del fisco (allertato dal cosiddetto redditometro). Ciò succede solo se tale importo supera il 20% rispetto alle sue possibilità economiche. Non ci sarà per lui alcun problema nel difendersi dicendo che si tratta di una donazione paterna, ma dovrà avere le prove di ciò. Ecco perché è sempre bene conservare le prove documentali tramite la tracciabilità del pagamento.



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